Il tormento del prof. Caudano: guarda l’Atalanta di nascosto, e che dolore vedere Gasp esultare in quel modo

storia. Il nuovo racconto di Stefano Corsi

Lettura 3 min.

C redendo di essere gentile e di fargli magari un piacere, il vescovo ha invitato il professor Caudano a un convegno organizzato dagli insegnanti di religione della sua diocesi. Titolo: La scuola nell’epoca dell’intelligenza artificiale: quale futuro?. Come sempre in questi casi, ha mandato un seminarista a prenderlo e a riportarlo, ospitandolo a cena. In verità, il tema poco attirava il buon Elvio, lui che dalla scuola è fuggito senza rimpianti. “Come invitare a un convegno sul traffico urbano uno che, per uscirne a salvamento, non avesse rinnovato la patente”, ha bofonchiato. Il Vescovo poteva arrivarci? Sì. C’è arrivato? No. Peggio che peggio, data e ora: imminendo l’anno scolastico, sabato 5 settembre, ore 21. Lasciando stare che è un settembre che sembra luglio, sicché, quando arriva il seminarista, alle 18, il sole ancora dardeggia Murazzano e dintorni, la coincidenza con la partita irrita vieppiù Caudano. Gli pare un’ingiustizia del caso non poter vedere in diretta la sfida Gasperini-Sarri. Anche se, in verità, la attende con non infondati timori. “Ma proprio per questo la vorrei seguire in santa pace e a tempo debito”, pensa durante il viaggio di andata. “La Roma ha iniziato con quelle goelade tanto frequenti per l’Atalanta di Gasperini, quando aveva ingranato e poteva farne 5 o 7 pressoché a chiunque, in casa o fuori era lo stesso. L’Atalanta di Sarri, sul campo, anche nell’ultima contro il Bologna, pareva invece una tovaglia mal disposta, piena di pieghe, su cui bicchieri, piatti e posate rischiavano di cadere o collidere alla minima scossa, e la cena di andare a ramengo. Verrebbe sempre voglia di togliere tutto, ridistenderla e ricominciare da capo. Chissà mai che, con una settimana in più di lavoro, possa andare meglio”…