L’Atalanta e i pensieri del prof. Caudano: la pazienza dell’insegnante, la pazienza del botanico... e la pazienza del tifoso?

storia. Il nuovo racconto di Stefano Corsi

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N iente vescovo, niente Claudio, niente impicci. E avversario abbordabile, un Cagliari nel quale fra i giocatori migliori c’è quel Maldini che a Bergamo appariva fra i meno necessari, per non dire che entrava nel binomio con Posch citato puntualmente da chi voleva agitare il fantasma di un mercato di gennaio mancato, quando si era primi in classifica e forse con due rinforzi più determinanti si sarebbe potuto approfittare di una volata in cui Inter e Napoli non brillavano. Acqua passata, e amara.Sarri e l’Atalanta fanno calcio e lavorano insieme, in un rapporto che è soprattutto didattico, mentre l’amore nulla c’entra: contano solo i due esempi incoraggianti. Elvio si ritira in camera da letto convinto che pazientare ancora abbia senso… Questo, invece, sembra il sabato sera ideale. Il professor Caudano l’ha pregustato e atteso. Ora lo attraversa non senza patirlo. Le frasi che gli affiorano alle labbra mentre guarda la partita, e che si ripetono in un monotono carosello, sono le seguenti.