L’Atalanta e i tifosi nel mondo: così i colori nerazzurri hanno fatto innamorare Zsolt, dall’Ungheria

storia. La storia di Lorenzo Sala

Lettura 2 min.

È domenica sera, in Ungheria. Siamo alla fine degli anni ‘80 e Rai Uno manda in onda gli highlights della Serie A. Non c’è altro modo per vedere le partite. All’improvviso due cose colpiscono Zsolt: l’atmosfera allo stadio di Bergamo e Caniggia. Così nasce il suo amore per l’Atalanta. Chi segue questa nostra rubrica lo sa: per quanto la vittoria dell’Europa League, le partecipazioni alla Champions e la crescita esponenziale della squadra negli ultimi anni abbiano senz’altro dato una grande spinta alla visibilità dei nerazzurri nel mondo, i tifosi stranieri ci sono sempre stati, fin dai tempi dove tutto questo successo era impensabile. La storia di oggi - il quarantatreesimo episodio della nostra rubrica - lo dimostra. Ci troviamo in Ungheria, a Budakalász, cittadina vicina a Budapest, per raccontare la storia del 55enne Zsolt Beregi. “La mia passione per l’Atalanta è nata alla fine degli anni ‘80. La domenica sera, grazie alla Rai, guardavo sempre i momenti salienti delle partite della Serie A - confida Zsolt, che così ha scoperto i nerazzurri -. Qualcosa colpì la mia attenzione: Caniggia e l’atmosfera fantastica dello stadio di Bergamo. Non so dire nello specifico che partita fosse, la memoria è un po’ annebbiata anche se ricordo tutte le squadre del campionato italiano dell’epoca. Da quel momento, comunque, mi sono informato sulla squadra, la città, i colori, lo stemma e tutto questo mi ha reso un tifoso dell’Atalanta”.