L a prima (e fino a lunedì sera l’unica) volta che Domenico Tedesco è passato da Bergamo ci ha fatto molto male. Aprile 2022, l’Atalanta di Gian Piero Gasperini insegue il sogno di una semifinale in quella Europa League che vincerà clamorosamente due anni dopo, davanti c’è l’Rb Lipsia, “le lattine” come le chiamano con un certo qual disprezzo in Germania. Una squadra assolutamente inventata dal nulla dal colosso Red Bull che nel 2006 prova a muoversi su Dresda, ma viene respinta con perdite, poi si sposta a Lipsia e tenta con il glorioso Sachsen e anche qui si scatena un’autentica sollevazione popolare. A quel punto guarda in periferia, compra il Markranstadt e tempo sei anni lo porta in Bundesliga con il nome di Rb Lipsia. Dove Rb sulla carta sta per RasenBallsport, ovvero il club del gioco della palla, ma il rimando alla bevanda energetica è oltre l’evidenza. Per questo e altri motivi a Lipsia il seguito di due gloriosi club come Lokomotiv e Chemie resta ancora alto, nonostante militino entrambi in quarta divisione. La testa dell’operazione Red Bull dal punto di vista tecnico è l’austriaco Ralf Rangnick, atteso per settimane quest’estate dal Milan. In panchina si sono invece alternati profili giovani e comunque interessanti: da Julian Nagelsmann (fresco di dimissioni dalla nazionale tedesca) all’americano Jesse Marsch visto recentemente ai Mondiali alla guida del Canada, passando per Marco Rose che ha appena preso il posto di Andoni Iraola sulla panchina del Bournemouth. Ora tocca a Martin Demichelis, già roccioso difensore della Nazionale argentina. Dal dicembre 2021 al settembre 2022 a Lipsia in panchina c’era invece Tedesco: classe 1985, natali a Rossano, frazione di Corigliano Calabro (il paese di Ringhio Gattuso), emigrato a 2 anni in Germania al seguito della famiglia. Da luglio è a Bologna dove ha preso il posto di Italiano.