Ogni partita, una storia. L’Atalanta di Guidolin e il 5-2 al Cagliari: una rondine che annunciò una brutta primavera

storia. La storia di Dino Nikpalj

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L a qualificazione in Coppa Uefa (allora si chiamava così) era sfuggita per un punto, uno soltanto. Tutta colpa di un clamoroso scivolone interno all’ultima in casa di quel campionato 1992-93 contro un Genoa in cerca di punti salvezza. Oddio, casa… In realtà la partita l’Atalanta di Marcello Lippi l’aveva persa sul campo neutro di Bologna nella prima delle due giornate di squalifica conseguenza di un derby all’Ok Corral perso in quel di Brescia, dove in campo, sugli spalti e fuori era successo di tutto e pure di più. I cuginetti se l’erano cavata con una sola giornata, i nerazzurri invece ne avevano incassate due. Il colpaccio del Grifone, oltre a risultare decisivo per la corsa salvezza, paradossalmente favorisce nella corsa all’Europa l’altra (odiata) metà di Genova, quella Sampdoria attesa all’ultima giornata a Brescia dove le rondinelle avevano un solo risultato possibile, la vittoria. Che per arrivare arriva e consente di agganciare l’Udinese fermata sul pari all’Olimpico dalla Roma. A pari punti c’è pure la Fiorentina, ma l’ultima posizione nella classifica avulsa ne determina l’immediata retrocessione: nello spareggio con il Brescia hanno poi la meglio i friulani. L’Atalanta all’ultima giornata fa il suo in quel di Ancona: doppietta di Ganz e tanti saluti ai marchigiani già retrocessi da mo’. La Samp è così agganciata, ma a sorpresa l’ultimo posto utile per l’Europa va al Cagliari di Carletto Mazzone che travolge 4-0 un Pescara già in B da tempo e sorpassa tutti. Gli isolani tornano così in una coppa dopo 20 anni.