D urante un fine settimana di fine agosto 2026, Santiago Calatrava non è stato il Calatrava più celebre nella storia spagnola e mondiale. Quel Calatrava, l’architetto della stazione dell’Alta Velocità a Reggio Emilia e il discusso Ponte della Costituzione a Venezia, quello a cui era stato commissionata l’ormai defunta Città dello Sport di Roma e che ha ottenuto la maggior fama con la Città delle arti e delle scienze nella sua Valencia, ha lasciato per qualche giorno spazio a un altro. Questo qualcun altro è il solito centrocampista spagnolo, che dove lo metti sta e può ricoprire 5 ruoli diversi a seconda dello schieramento con la stessa naturalezza, 175 cm di altezza, intelligente e diligente ma tutt’altro che baciato dal talento di cui la scuola iberica sta venendo beneficiata a profusione nel Nuovo Millennio. Le si possono dire adesso, a 2026 inoltrato, queste cose, di Álex Calatrava Torrado. Pensarle anche solo appena prima del Covid sarebbe stata considerata follia. A gennaio 2020, Álex di lavoro fa il magazziniere in uno dei Primark nei dintorni di Barcellona. Lo fa per pagarsi gli studi della facoltà di Ingegneria nella stessa città catalana, che continua a frequentare nonostante le poche ore di sonno e le tante passioni che cerca di coltivare nel resto della giornata. Una di queste, come tanti ragazzi spagnoli, è il pallone. Nel 2020, Calatrava giochicchia col Parets del Valles, squadra del paese di casa, prima divisione catalana – livello equiparabile all’Eccellenza italiana. Il treno del calcio sembra già passato: era pure stato inglobato per un paio di stagioni nella miriade di squadre secondarie e satellite della Masia blaugrana, senza mai una reale speranza di sfiorare le giovanili più ambite del mondo. Damm, UA Horta, Sant Andreu: società troppo piccole per garantirgli visibilità al momento di passare dal calcio dei piccoli a quello dei grandi. Nessuna chiamata da squadre di Liga o Segunda, nessun messaggio da dirigenti di Primera Federacion: solo la squadra di casa lo accoglie, più per amicizia che altro. Álex si è persino messo in testa di studiare Ingegneria, deve pagarsi da solo la retta perché la famiglia non può permettersi chissà che investimento su di lui: il rimborso spese del Parets è esiguo, l’alternanza turno al centro commerciale-lezioni-allenamenti-esami-partite è tremenda.