C i sono momenti in cui un universo impronosticabile come il calcio, persino un universo impronosticabile come il calcio, sembra prenderci in giro. Storie dal copione esagerato, con trame e dettagli all’apparenza inventati di sana pianta, di quelli che possono esistere solo in un film o in un libro. Quelli che, nella cruda realtà, anche in quella impronosticabile del pallone, paiono finti. Sbagliati, in un certo senso. Prendi una squadra di Serie B portoghese che gioca l’Europa League: già qui, vabbè che tifiamo la stessa Atalanta che nel 1987/88 arrivò ci ricordiamo bene dove alternando le trasferte a Lisbona e Malines a quelle a San Benedetto del Tronto, Barletta e Catanzaro, ma sono esistiti giusto i ragazzi del Mondo e poche altre (Zurigo 2016/17, Wigan 2013/14 e Alemania Aachen 2004/05, a memoria) a disputare in contemporanea una competizione europea e la seconda divisione del campionato locale. Prendi una squadra di Serie B portoghese che gioca l’Europa League, che ha pure un nome in qualche modo fastidioso. Quale articolo usereste per introdurre la squadra Sport Clube Uniao Torreense, d’ora in poi SCU Torreense o Torreense? La Torreense, giusto? No: è il Torreense. Il Torreense, come se fosse il nome d’arte di un filosofo dell’Antica Grecia, o una spezia usata per condire solamente una specialità cucinata in una non precisata comunità montana dell’Asia Minore. La Torreense, suona decisamente meglio. Anche se, più di tutto, forse è lo “ee” centrale a infastidire maggiormente: la squadra è nata a Torres Vedras, Torres con una sola “e”, si è preferito davvero trascinare la “e” e fare Torreense invece di renderla con un normale ma brutto Torresense? Torrense sarebbe stato uno smacco insostenibile all’onomastica cittadina? Prendi una squadra di Serie B portoghese che gioca l’Europa League, che ha pure un nome in qualche modo fastidioso, che non spende un centesimo per acquistare i propri giocatori da ormai un decennio. In un calciomercato in cui manca poco che si dovrà pagare anche solo per avere informazioni su un giocatore, in cui minorenni muovono cartellini e stipendi a sei zeri, il Torreense riesce a nutrirsi delle briciole strofinate via dal tavolo degli altri commensali.