Entrano «armate» in Tribunale:
denunciate tre giovani donne

Hanno paura delle aggressioni e così girano «armate»: alcune donne sono state scoperte con un coltellino, una addirittura con un manganello in borsetta. Delle cinque denunce piovute a gennaio nei confronti degli utenti sorpresi a introdurre al tribunale di via Borfuro «oggetti atti a offendere», tre riguardano appunto il gentil sesso.

Il caso più eclatante è accaduto sabato scorso quando le guardie giurate dell’Ispb (Istituto di sorveglianza provinciale bergamasco), agli ordini del maresciallo Gustavo Gelmi, grazie al metal detector hanno scoperto nella borsetta di una quarantaduenne di Trescore uno sfollagente.

La donna, che è in stato interessante, ha spiegato ai vigilantes di portarlo sempre con sé per difesa personale. «Ho paura delle aggressioni, così mi sento un po’ più sicura. Ma non sapevo di commettere un reato portandolo in tribunale», s’è giustificata la signora. La denuncia nei suoi confronti è però partita lo stesso.

Il 26 gennaio era toccato a un’altra donna, M. P., 36 anni, di Gorle, sorpresa con un coltellino serramanico di sette centimetri. «Me lo sono dimenticata in borsetta», ha ammesso. Pure lei è stata denunciata.

Due giorni dopo, altra signora «armata» in via Borfuro. Anche E. R., 40 anni, di Castelli Calepio, aveva nella borsetta un coltellino con lama di sette centimetri. «Lo tengo con me per difesa personale», ha argomentato la donna, senza riuscire a scansare la denuncia.

Le altre due persone finite nei guai a gennaio all’ingresso del tribunale sono invece uomini. Il 14 è stato sorpreso un cinquantaseienne di Fara Olivana, C. B.: nella tasca del giubbotto aveva un coltellino a scatto lungo sette centimetri. Il giorno successivo è toccato a un milanese, A. P., 47 anni, di Pozzo d’Adda, che aveva con sé un coltellino serramanico con lama di cinque centimetri. Anche per i due uomini è scattata la denuncia.

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