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Chiede all'ex marito gli alimenti
arretrati per la figlia di 32 anni

C'è una ragazza di 32 anni, studentessa fuori corso da otto, al centro di una contesa tra ex coniugi che si è conclusa con un cospicuo assegno da 12 mila euro per gli alimenti arretrati dovuti alla figlia che ancora non lavora. La vicenda riguarda un artigiano di 60 anni di origini trentine ma residente in un paese della Val Cavallina.

L'artigiano, sposato con una donna trentina, si era separato quando la ragazza aveva 20 anni, dopo aver conosciuto una bergamasca, con cui ha avuto altri figli. Il Tribunale di Trento assegnò la casa coniugale alla moglie, affidò la figlia alla madre e dispose che il 60enne dovesse versare 350 euro al mese per il mantenimento della figlia, finchè non fosse diventata autosufficiente.

Per nove anni l'artigiano ha versato i soldi. Ma quando la figlia ha raggiunto i 29 anni, essendo fuoricorso da sei anni all'università e non avendo trovato lavoro, il padre ha deciso di sospenderle il mantenimento. L'ex moglie si è rivolta al suo avvocato che, l'anno scorso, ha chiesto all'artigiano i soldi dovuti, arretrati compresi. Una bella cifra, 12 mila euro, che l'uomo, per non andare incontro a cause legali, ha deciso di pagare.

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I commenti dei lettori (2)

  • 2 | Almafeliz - Messaggi (1) - 17-01-2010 - 11:13h

    Posso capire che qualcuno sia fuori corsi da 8 anni se contemporaneamente lavora e quindi non può dedicare tutto il tempo allo studio(anche se mi sembrano comunque tanti). Se, come sembra, non pare interessarle molto lo studio che lasci almeno l'università in modo da far risparmiare qualche soldo alla famiglia..... Capisco che adesso magari c'è la crisi e sarà difficile trovare un lavoro ma se l'impegno che mette nel trovarlo (e nel mantenerlo) è lo stesso che mette nello studio mi sa che il padre si dovrà rassegnare a mantenerla a vita o almeno finchè non si sposa :/

  • 1 | brecor - Messaggi (1) - 16-01-2010 - 16:25h

    Non conosco le motivazioni per cui questa "ragazza" non sia ancora indipendente economicamente, ma forse dovrebbe impegnarsi di più non solo nello studio (se proprio vuole laurearsi!) ma anche nella ricerca di un lavoro che le permetta di condurre una vita dignitosa e dimostrare a se stessa di essere capace di fare qualcosa da sola e non solo aspettare ogni mese i soldi che il tribunale obbliga il padre a versarle.

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