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Venerdì sera a Lovere, alle 20,45, alla sala conferenze di Palazzo Tadini a Lovere, viene presentato il libro «Falco e colomba - Luigi Lucchini si racconta», edito da Marsilio. Un libro-intervista di Roberto Chiarini, docente di Storia contemporanea alla Statale di Milano ed editorialista anche de «L'Eco di Bergamo» e del «Giornale di Brescia». L'incontro ha per protagonisti l'autore e il vice direttore de «L'Eco di Bergamo», Franco Cattaneo.
Il bresciano Luigi Lucchini, 92 anni, originario di Casto, è uno dei protagonisti del capitalismo italiano della seconda metà del Novecento. Figlio di un artigiano del ferro, ha iniziato l'attività industriale specializzando l'azienda nella produzione di profilati d'acciaio e fondando il gruppo Lucchini, uno dei più importanti della siderurgia.
Il gruppo è oggi leader europeo per gli acciai lunghi di qualità, con oltre 20 stabilimenti e circa 10 mila dipendenti fra Italia, Francia, Inghilterra e Svezia.
Attualmente il gruppo Lucchini Rs di proprietà della famiglia Lucchini, con gli stabilimenti a Lovere (Sidermeccanica), in Svezia e in Polonia e la joint venture in Cina, produce componenti per l'industria ferroviaria, prodotti per l'impiantistica industriale, materiali per l'industria petrolchimica e dell'energia, per il settore aerospaziale, la cantieristica navale e l'off-shore. Lucchini è stato presidente di Confindustria (1984-1988), di Banca commerciale italiana e Montedison.
Nel '98 ha ricevuto la laurea honoris causa in Economia e commercio dall'Università di Brescia.
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