Muore per salvare la figlia
portata a riva da un pescatore

Tragedia, che avrebbe potuto essere anche più grave, venerdì 17 agosto nelle acque del Brembo a Zogno: un marocchino di 42 anni è morto, mentre la figlia di 10 è stata salvata dal coraggioso intervento di un pescatore di Spino al Brembo.

È successo verso le 15,30 in via Locatelli. Il pescatore era sulle sponde del Brembo quando a richiamare la sua attenzione sono state le gride provenienti dal fiume: in acqua c'erano Abdessamad Khalvofi, dipendente di un'azienda metallurgica di Dalmine, e la sua figlia maggiore, in evidenti difficoltà.

Quel tratto del fiume è noto per i pericolosi mulinetti. Il pescatore, nonostante i rischi, si è tuffato ed è riuscito ad afferrare la bambina e a trascinarla a riva sana e salva. Si è quindi lanciato una seconda volta in acqua, ha raggiunto anche l'uomo e l'ha trascinato sulla sponda opposta.

Nel frattempo era stato allertato il 118. È intervenuto lo staff medico del 118, con un'ambulanza e un'automedica, che ha tentato di rianimare l'uomo per circa due ore, fino alle 17,30, ma le speranze di salvarlo si sono purtroppo rivelate vane. Con il 118 sul posto anche i vigili del fuoco del Saf (gruppo speleo-alpino-fluviale) di Bergamo e i carabinieri di Zogno.

Papà e figlia erano a Zogno per godersi un po' di refrigerio. Con loro c'erano anche la mamma e la figlia più piccola di 4 anni che però non sono entrate in acqua. Ancora da chiarire esattamente la dinamica della tragedia. Pare che l'extracomunitario si sia tuffato in acqua per aiutare la figlia pur non sapendo nuotare e che sia stato anche lui tradito dai mulinelli.

Abdessamad Khalvofi abitava a Zogno, in via Locatelli, con la famiglia ormai da una decina d'anni.

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