Giovedì 18 aprile 2013

Iseo, allarme lago rosso
«Non era così da anni»

Continuano a far discutere, preoccupare e dividere le chiazze rosse e marroni che da qualche giorno si notano su quasi tutta la superficie del lago d'Iseo. Per il circolo di Legambiente Basso Sebino si tratta del «più grande inquinamento degli ultimi anni» e anche ieri, dopo le prime fotografie che mostravano una macchia distendersi in tutto l'Alto Sebino, alcuni volontari dell'associazione hanno sorvolato in elicottero il lago scattando immagini preoccupanti: mostrano una mucillagine rossastra che si è impadronita di quasi tutto il Sebino.

L'associazione ambientalista già martedì aveva parlato di «scarichi fognari e industriali mescolati»: «Che sarebbero all'origine - ha detto ieri Dario Balotta, il presidente del circolo - di una fioritura algale eccezionale, mai vista negli ultimi anni, nata però, non come ha detto qualcuno, dall'improvviso rialzo delle temperature, visto che l'acqua è ancora fredda, ma da una forte iniezione di nutrimenti chimici, come fosforo, azoto e nitrati, che hanno scatenato la proliferazione delle alghe».

Ecco perché non c'è puzza di idrocarburi e perché le chiazze, invece che disperdersi, crescono di continuo e si diffondono da Costa Volpino a Sarnico. Ed ecco perché solo dall'alto, e solo in certi momenti della giornata, la mucillagine è visibile. «Neppure noi sapevamo nulla - ammettono dall'Asl di Bergamo, l'unico ente, insieme all'Azienda sanitaria locale di Brescia, ufficialmente chiamato a analizzare e monitorare lo stato di salute dell'acqua del lago di Iseo - e nessuno ci ha avvisato di nulla da sabato in avanti».

L'Asl: aspettiamo le analisi
L'Azienda sanitaria bergamasca spiega anche che «proprio lunedì i nostri tecnici, con i colleghi bresciani, erano sul lago a raccogliere i campioni d'acqua in tutti i punti costantemente monitorati», ma chiedere di anticipare i risultati è impossibile. «I dati dei prelievi effettuati lunedì - spiegano ancora dall'ufficio stampa dell'Azienda sanitaria - verranno resi pubblici nei prossimi giorni. Per ora i nostri tecnici preferiscono non sbilanciarsi».

In attesa di conoscere questi esiti, non rimane che affidarsi all'esperienza di pescatori e velisti: «Sabato e domenica - racconta Massimo Rota, presidente di Legambiente Alto Sebino - un nostro socio era fuori in barca e non ha notato nulla di strano. Secondo noi si tratta di una fioritura algale che si sposta in base alle correnti e ai venti che soffiano sul lago».

Giuseppe Arrighetti

a.ceresoli

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