Accordo Confindustria-sindacati
sulla validità dei contratti aziendali

Nell'incontro del 28 giugno a Roma, tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil è stato siglato un accordo interconfederale in materia di rappresentanza e criteri per la validità generale dei contratti aziendali.

Nell'incontro del 28 giugno a Roma, tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil è stato siglato un accordo interconfederale in materia di rappresentanza e criteri per la validità generale dei contratti aziendali. Sulla rappresentatività ai fini delle trattative e della stipula dei Contratti Nazionali si darà attuazione all'accordo Cgil, Cisl, Uil del 2008 prevedendo la certificazione degli iscritti attraverso l'Inps, da calcolare, poi, in modo ponderato con i voti nelle elezioni Rsu. È prevista una soglia di accesso pari al 5% dei lavoratori occupati in ogni settore. Per quanto riguarda i contratti aziendali essi verranno considerati validi e vincolanti per tutti sulla base della maggioranza semplice nelle Rsu.

L'intesa poi prevede che gli accordi aziendali possano definire intese modificative di istituti contrattuali del Ccnl secondo le procedure previste negli stessi contratti nazionali e quando non previste anche direttamente attraverso il contratto aziendale stipulato dalle rappresentanze sindacali in azienda d'intesa con le organizzazioni sindacali territoriali di categoria nei casi di crisi aziendale o di nuovi significativi investimenti e relativamente agli istituti che disciplinano la prestazione lavorativa, agli orari di lavoro e all'organizzazione del lavoro.

Infine le parti hanno concordato di richiedere al Governo ed al Parlamento che venga confermato il sostegno alla contrattazione collettiva decentrata rendendo strutturale la detassazione del 10 % del salario di produttività e la decontribuzione.

La Cisl di Bergamo esprime piena condivisione all'accordo unitario stipulato il 28 giugno. «Con questo accordo - si legge in una nota dell'Esecutivo di via Carnovali - prosegue l'azione riformatrice della Cisl iniziata con la definizione del nuovo modello contrattuale del gennaio 2009 che ha permesso il rinnovo dei contratti nazionali e l'avvio di una nuova stagione di contrattazione decentrata».

«L'accordo in continuità con quanto definito unitariamente nel 2008, garantisce piena legittimità, efficacia e validità dei contratti aziendali vincolando tutte le componenti del sindacato confederale ad un percorso di valorizzazione della contrattazione decentrata».

«L'intesa ha inoltre definito un percorso di certificazione degli iscritti e un calcolo della rappresentatività di ciascuna organizzazione con una media tra iscritti e voti nelle elezioni delle Rsu. Nel confermare la piena valenza dei due livelli contrattuali, nazionale e aziendale, l'intesa prevede la possibilità di definire a livello aziendale intese modificative di istituti contrattuali nazionali secondo procedere previste dagli stessi contratti o in presenza di nuovi significativi investimenti».

«Ora - continua il documento approvato all'unanimità - con questo accordo ci sono tutte le condizioni per continuare unitariamente un'azione propositiva di tutto il sindacato, soprattutto sul versante territoriale e aziendale, in grado di dare risposte ai temi dello sviluppo del territorio e dei nuovi bisogni di tutela di tanti lavoratori bergamaschi».

«Per questo, occorre che si affrontino i temi di un ampliamento del ruolo partecipativo del sindacato confederale nel territorio e nelle aziende attraverso strumenti di bilateralità che diano nuove e maggiori tutele sui premi di risultato, sul versante del mercato del lavoro con attenzione alle giovani generazioni, orari, inquadramenti, sul welfare integrativo. Una nuova stagione di relazioni sindacali questa che pone anche alle nostre controparti, Confindustria e impresa e territorio, la necessità di abbandonare ritrosie e eccessive timidezze sul versante di nuove relazioni sindacali».

«La Cisl bergamasca è determinata a proseguire con forza in questa direzione e chiede alla Cgil provinciale di aderire e operare insieme all'interno di questo percorso, superando definitivamente le dinamiche interne che l'hanno vista anche negli ultimi fatti relativi al comitato garanti e alla rappresentanza nei metalmeccanici schiacciata sulle posizioni della Fiom». L'esecutivo ha dato poi mandato alla Segreteria della Cisl di chiedere a Cgil, e Uil un incontro al fine di definire l'effettiva e coerente applicazione in tutte le categorie.

Di seguito, la nota di Luigi Bresciani, segretario generale Cgil di Bergamo, sull'accordo interconfederale siglato con Confindustria, Cisl e Uil in tema di contratti e rappresentanza.

«L'accordo interconfederale con Confindustria e l'intesa tra Cgil, Cisl e Uil sono due buoni accordi. Di quest'ultima non dimentichiamo il punto di partenza: sul piano delle relazioni sindacali con Cisl e Uil, dal 2009, eravamo di fronte all'assenza di regole che ci permettessero di verificare con i lavoratori l'esito della contrattazione. Ora si è fatto un passo avanti».

«L'intesa richiama in gran parte l'accordo del 2008 con una significativa innovazione: si va al confronto con i lavoratori anche a fronte di opinioni diverse fra le Organizzazioni sindacali. L'accordo conferma la consultazione dei lavoratori delle piattaforme (confederali e dei contratti nazionali di categoria) sia nella fase dell'approvazione che nella fase della conclusione degli accordi».

«Abbiamo finalmente delle regole che ci permettono di esercitare la democrazia nel rapporto con i lavoratori. In merito all'accordo con Confindustria l'elemento centrale che viene ribadito è che il contratto nazionale è la fonte primaria delle norme che si determinano ai livelli successivi. È cioè il contratto nazionale che decide cosa succede agli altri livelli della contrattazione (territoriale o aziendale)».

«La Fiat voleva cancellare il contratto nazionale e questo non c'è nell'accordo, come non c'è nessuna interferenza con le cause in corso volute dalla Fiom contro la Fiat. È stata invece fermata la deriva che stava portando alla destrutturazione dei contratti. Per quanto riguarda gli accordi aziendali l'accordo prevede che essi siano efficaci e vincolino Cgil, Cisl e Uil all'interno dell'azienda, se approvati dalla maggioranza dei componenti delle Rsu elette nell'azienda».

«Dove ci sono le Rsa è obbligatoria la consultazione dei lavoratori. È chiaro che la Cgil il voto dei lavoratori lo chiederà sempre. In attesa dei rinnovi dei contratti nazionali che stabiliranno quali sono le materie delegate al livello aziendale, sono possibili intese, a livello aziendale, a fronte di crisi e di investimenti significativi su questioni attinenti l'organizzazione del lavoro e gli orari, solo se c'è il consenso di Cgil, Cisl e Uil territoriali e delle Rsu. È un chiaro no alle intese separate»

«I contratti aziendali che definiscono clausole di tregua sindacale per garantire l'esigibilità degli impegni assunti sono vincolanti per il Sindacato, non per i singoli lavoratori. L'accordo prevede inoltre la certificazione della rappresentatività delle Organizzazioni sindacali misurata attraverso il numero degli iscritti rilevati dall'Inps e certificati dal Cnel e i consensi ottenuti nelle elezioni delle Rsu. Ciò sancisce che è anche il voto dei lavoratori che decide il livello della rappresentatività di ogni Organizzazione sindacale».

«La segretaria nazionale della Cgil, Susanna Camusso, ha dichiarato di aver chiesto a Cisl e Uil di aprire un percorso di consultazione dei lavoratori sull'accordo sottoscritto e ha dichiarato che, in ogni caso, la Cgil avvierà nei tempi e nei modi che deciderà il Direttivo nazionale della Cgil del 11-12 luglio, la consultazione dei propri iscritti. Per discutere dei contenuti dell'accordo la Cgil di Bergamo convocherà il proprio Direttivo provinciale il 15 luglio».

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