Energia, salasso per le Pmi:
in Bergamasca +8,4 milioni

Aumentano nel 2012 i prezzi dell'energia elettrica per le piccole e medie imprese lombarde, per una cifra che, considerando solo commercio e ristorazione, è stimabile in circa 80 milioni di euro all'anno in più. In Bergamasca salasso da 8,4 milioni.

Aumentano nel 2012 i prezzi dell'energia elettrica per le piccole e medie imprese lombarde, per una cifra che, considerando solo commercio e ristorazione, è stimabile in circa 80 milioni di euro all'anno in più. In Bergamasca salasso da 8,4 milioni.

Crescono i prezzi per tutti i contratti rilevati, con punte di oltre il 10% per le Pmi che consumano di più nelle ore serali e notturne. Un piccolo negozio paga circa il 6% in più, un ristorante l'8%.

E' quanto emerge dall'ultima rilevazione effettuata dalla Camera di Commercio di Milano, con il coordinamento scientifico di REF Ricerche, per i contratti di fornitura avviati il 1° gennaio 2012 e da una stima Camera di commercio di Milano. 

Crescono i prezzi della energia elettrica nei primi mesi del 2012 per le piccole e medie imprese della Lombardia. Per una tipica impresa artigiana, con lavoro su un turno giornaliero e consumo inferiore a 300 mila kilowattora all'anno, il prezzo fisso alla partenza relativo ad una fornitura monoraria (prezzi uguali in tutte le ore del giorno) con durata di 12 mesi e attivata il 1° gennaio 2012 registra un aumento del 5% rispetto ad un anno fa mentre il prezzo variabile sale di circa il 7%, riportando i valori della spesa a quelli della seconda metà del 2008.

Cambiamenti anche per i corrispettivi dei contratti a prezzi multiorari (con prezzi differenziati tra le ore diurne, serali, notturne) che hanno evidenziato un andamento a tre velocità. Se i prezzi pagati per i consumi diurni (fascia F1) crescono in modo contenuto (+4% rispetto a un anno fa per contratti a 12 mesi) quelli associati alle ore serali (fascia F2) crescono di circa il 10%  e di oltre il 20% quelli associati alle ore notturne (fascia F3).

Vengono penalizzate le piccole e medie imprese lombarde che consumano di più nelle ore serali e notturne quali le imprese della ristorazione e del commercio e le piccole imprese del manifatturiero che operano in settori energy intensive e tendono ad organizzare i processi lavorativi su due o tre turni giornalieri, come la chimica, la plastica, i materiali per costruzione, la siderurgia e la metallurgia. Per queste tipologie di imprese l'aumento dei costi dell'energia (corrispettivi per fascia oraria ponderati per i relativi consumi) è superiore al 10%.

Per un'impresa del commercio, ad esempio un tipico negozio di vicinato, che consuma 35 MWh all'anno prevalentemente di giorno, la spesa per la fornitura passa da 7.900 a 8.400 euro (circa il 6% in più). Per un ristorante, che consuma 150 MWh/anno e preleva energia elettrica anche la sera, l'incremento è ancor più rilevante: la spesa varia dai 31 mila euro nel 2011 a 33.500 euro nel 2012 (circa l'8% in più).

Nel caso di un'impresa metallurgica, che lavora a ciclo continuo su tre turni con un volume di prelievo pari a 800 MWh/anno, la spesa aumenta da circa 116 mila euro a poco meno di 135 mila euro annui (circa +16%).
Non solo materia prima energia: pesano anche gli incentivi alle rinnovabili.

Sul costo della energia elettrica rilevato nel 2012 hanno inciso non solo il prezzo della materia prima energia (liberamente contrattabile con i fornitori sul mercato libero) ma anche alcune componenti tariffarie stabilite dall'AEEG (Autorità per l'energia elettrica e il gas) e pagate da tutti i clienti finali, sia che si rivolgano al mercato libero che al servizio di maggior tutela, tra cui gli oneri per il finanziamento degli incentivi alle fonti rinnovabili (+20% circa rispetto al consuntivo 2011) e gli oneri infrastrutturali-trasporto e misura (+10%).

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