Una pedalata contro la crisi
«Così ritroviamo certezze»

Come si esce dalla crisi? In bici, signori. Lasciate perdere spread, rating e btp. Meglio una bella sgambata sui tornanti di Selvino o su quelli della Roncola. Perché, in fondo, proprio il ciclismo, più di altri sport, è una metafora della vita.

Come si esce dalla crisi? In bici, signori. Lasciate perdere spread, rating e btp. Meglio una bella sgambata sui tornanti di Selvino o su quelli della Roncola. Perché, in fondo, proprio il ciclismo, più di altri sport, è una metafora della vita, un fil rouge che ti accompagna tappa dopo tappa, un equilibrio che «impone di muoversi», come sosteneva Einstein, alzarsi sui pedali e via.

Lui Stefano Viganò, pur non essendo un atleta professionista, nella vita fa così. E dai vertici di Garmin Italia, multinazionale specializzata nella tecnologia satellitare in cui ricopre la carica di managing director dallo scorso dicembre, guarda al difficilissimo periodo economico proprio in questo modo.

Non solo businnes plan, strategie aziendale, ma anche sport e bici e cioè puntando sulle potenzialità endorfiniche dello sport, su quel po' di sana fatica che aiuta a ritrovare il bandolo della matassa, a liberare la mente e a guardare le cose per quello che sono realmente.

Molto bergamasco? Diciamo pure di sì. E questo considerate le origini del quarantasettenne manager cresciuto a Boccaleone è inevitabile; ma anche decisamente universale con uno sguardo che punta lontano: uno sguardo «glocal», per utilizzare un termine ormai un po' abusato. Piedi in provincia e testa nel resto del mondo. In tutti quei Paesi che lo stesso Viganò ha visitato per lavoro o spinto dalla curiosità del viaggiatore.

«Quella che stiamo vivendo - sostiene - non è solo una crisi economica, ma di valori e di fiducia. Non crediamo più nelle istituzioni, nelle banche e nemmeno nel vicino di casa. Così bisogna comportarsi di conseguenza. Da un lato bisogna cioè attrezzarsi a livello aziendale per far fronte alle difficoltà del mercato con strategie in grado di far fronte alla forte contrazione dei consumi; dall'altro è indispensabile però ritrovare qualche certezza anche a livello personale e da questo punto di vista credo che lo sport possa davvero aiutare. È una "medicina" potentissima che permette di guardarsi dentro e di affrontare meglio le difficoltà».

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