Vuoi comprare un’auto usata? Ecco come evitare sorprese

Vuoi comprare un’auto usata?
Ecco come evitare sorprese

L’acquisto di un’auto usata può riservare nel breve periodo cattive «sorprese» e la garanzia di un anno non copre tutte le possibili rotture che possono capitare anche dopo pochi mesi o settimane.

Giornalmente sempre più consumatori si rivolgono agli sportelli Adiconsum dichiarando di aver acquistato un’auto usata che dopo poco ha avuto avarie con ingenti danni economici. Questo suggerisce di far valutare il mezzo da un meccanico di fiducia al fine di escludere il più possibile eventuali insidie. Di seguito, un breve vademecum. Meglio comprare una macchina usata da un privato o da un punto vendita gestito da professionisti? La scelta dovrebbe cadere, preferibilmente, su un venditore professionista, quindi autosalone o officina. E questo per un motivo semplice: perchè in questo caso si applica il Codice del consumo che prevede un regime di garanzie rafforzate agli articoli 128 e seguenti. Sono, comunque, molti ancora i problemi relativi alla difficoltà di far valere la garanzia in caso di difetti dopo l’acquisto, specie per le auto usate.

Cosa bisogna controllare prima di acquistare un’auto usata? È bene verificare che non siano presenti ipoteche e fermi amministrativi. Per scoprirlo, basta chiedere una visura al Pubblico registro automobilistico, il Pra. Si può farlo di persona, via internet o attraverso le agenzie specializzate. Attenzione però, spesso passa del tempo tra il momento in cui Equitalia fa scattare le sue «ganasce» e la registrazione del fermo amministrativo da parte del Pra. Ed è in quest’intervallo che un privato può cercare di vendere la sua auto, approfittando appunto del fatto che il fermo non è stato ancora registrato. Chi compra un’auto sotto fermo lo eredita: cioè non può guidarla fino a che il vecchio proprietario non ha sanato la sua posizione. Inoltre, è importante verificare il libretto di manutenzione. Un documento obbligatorio, previsto dal progettista, che deve riportare, in ordine progressivo, gli interventi effettuati negli anni.

In caso di contenzioso giudiziario il Foro competente è sempre quello del consumatore. Quindi se l’acquirente è di Bergamo e il venditore di Reggio Calabria il giudizio si terrà a Milano. Alcuni contratti di vendita possono avere la clausola che il foro competente sia quello del venditore: è una clausola vessatoria, proibita dalla legge. Chi la inserisce, va incontro a sanzioni.

La presenza di una clausola vessatoria non annulla il contratto ma a decadere è solo la clausola. Inoltre l’acquirente danneggiato ha diritto di rivolgersi all’Antitrust, la quale avvierà un’indagine, senza costi per il consumatore e il professionista sanzionato pagherà multe salate.

Non esistono liste di buone e cattive macchine usate. I veicoli moderni sono strutturati indicativamente per 250 mila chilometri di percorrenza e 18 anni di vita. Questo il loro ciclo di vita stimato. Quindi, per esempio, un’auto usata con 150 mila chilometri è ancora a metà della sua vita. Ovviamente a patto che sia stata tenuta bene, con controlli regolari e così via. Per certi versi l’auto a benzina è più affidabile nel tempo.

Esiste un diritto di restituzione in caso di gravi difetti? Se l’auto nuova è stata acquistata da un professionista, l’acquirente ha diritto a quella che la legge chiama la Garanzia legale di conformità, che per legge dura 24 mesi. In questi due anni il compratore è garantito contro i difetti di conformità: ha diritto al ripristino delle condizioni di conformità del veicolo rispetto alla consegna, mediante riparazione. Se invece il danno è troppo grave o la riparazione troppo costosa per essere conveniente, si può arrivare anche alla risoluzione del contratto: l’acquirente restituisce la macchina, il venditore i soldi, meno il valore equivalente alla percorrenza fatta. Mentre se compro un’auto usata da un commerciante ma la garanzia può essere limitata ad un anno (deve essere scritto sul contratto, altrimenti vige la durata biennale), è sempre dovuta e irrinunciabile. Pertanto, ogni altra pattuizione, limitazione o esclusione della garanzia rende il contratto radicalmente nullo. La garanzia legale è gratuita: non si paga nulla.

In caso di auto usate bisogna considerare il concetto di «usura del bene in relazione al tempo del pregresso utilizzo». Se il rivenditore utilizza la formula pubblicitaria del mezzo «usato garantito» ciò può creare la convinzione che vi sia stato un utilizzo normale oppure una recente revisione: ebbene, in caso di difetti del mezzo «garantito», il consumatore ha diritto egualmente a rivendicare riparazioni e/o sostituzioni in garanzia e, dunque, gratuite.

In ogni caso, sarà bene chiedere al venditore una dichiarazione che copra, almeno per il periodo di garanzia legale, da qualsiasi difetto futuro, indipendentemente dall’uso che è stato fatto in passato del mezzo. Qualsiasi difformità grave o mancanza di qualità essenziale, taciuta dal rivenditore, dà diritto alla sostituzione dell’auto ed eventualmente all’annullamento del contratto. È importante, in caso di vizi rilevati dopo l’acquisto dell’auto usata, inviare una raccomandata a/r al rivenditore, denunciando i difetti e dichiarando di volersi avvalere della garanzia legale, invitando il concessionario a riparare, entro congruo termine, la vettura, senza alcuna spesa.

Tra privati non vale il Codice del consumo, ma il Codice civile, per cui il venditore è tenuto a offrire all’acquirente un bene esente da vizi. E c’è un’importante differenza: nel caso della prova spetta all’acquirente. Cioè, se acquistate da un rivenditore, è lui a dover dimostrare che l’auto usata era in buone condizioni. Se invece comprate da un privato, siete voi a dover dimostrare che era «difettata». E non è facile.

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