Perché un miliardo per la nave da guerra?

Perché un miliardo
per la nave da guerra?

Ogni giorno spendiamo 64 milioni di euro, che vuol dire 2,7 milioni all’ora, 45 mila euro al minuto. Ma da ieri il conto delle spese militari è più salato. Con una sobria cerimonia a Castellammare di Stabia, stabilimento Fincantieri, è stata tagliata la prima lamiera di una nuova scintillante «Portaelicotteri» che si chiamerà «Trieste», varo tra due anni, pronta a combattere nel 2022. Non costerà proprio due lire. La cifra che uscirà dalle nostre tasche, essendo il committente il ministero della Difesa, sarà di un miliardo e 100 milioni euro.

Un bel botto per il ministro della Difesa Roberta Pinotti, che avviandosi alla fine la legislatura avrà la riconoscenza di molti. Finalmente diventiamo una vera superpotenza navale e proprio nel giorno in cui l’Istat detta le cifre della vergogna con un milione mezzo di famiglie che si arrabattano per trovare da mangiare.

Ma gli esperti ci informano che la nuova «Unità multiruolo d’assalto anfibio» sarà un gioiello e oltretutto «ecologica», a basso impatto ambientale e con un controllo inflessibile degli «effluenti biologici». Si spreca retorica sugli armamenti e anche in questo caso, a consolazione preventiva di eventuali pacifisti, si esagera con enfasi sul cosiddetto «dual use» militare e civile, spacciando una nave da guerra per un vascello da soccorso umanitario, visto che nella sua pancia c’è un presidio ospedaliero in grado di accogliere fino a settecento persone. Gioirà il ministro della Salute Beatrice Lorenzin che potrà chiedere alla collega di governo il permesso per attraccarla alla riva di qualche disastrato ospedale. La costruzione del gioiello è prevista dalla nuova «Legge Navale» varata dal governo Renzi. Ma un contratto tira l’altro e già in costruzione ci sono altre unità dai nomi bizzarri e dalle performance straordinarie, naturalmente per il soccorso in mare dei migranti. Chissà se i posti a sedere sul naviglio da superpotenza sono quelli previsti dal numero chiuso di Matteo Renzi. L’Italia ha già due portaerei, la Garibaldi e la Cavour. Di solito non le usiamo, perché mancano i soldi per il gasolio. Ma il nuovo battello insieme a due micidiali propulsori diesel e due turbine a gas da paura avrà anche due motori elettrici. Il portafoglio del contribuente può sorridere e il ministro annunciare missione compiuta.

Siamo tutti più tranquilli, anche se, irriducibili pacifisti che stanno con Papa Francesco, ci permettiamo una domanda: ne avevamo bisogno? L’Italia ha manie di grandezza e il primo ministro donna della Difesa nella storia del Paese doveva proprio fare la differenza e portare la flotta italiana a superare la potenza navale francese e ad eguagliare quella inglese? Non era forse meglio fermarsi a riflettere proprio sulle parole di Bergoglio che un’ Europa meno armata è «un’Europa più forte» e che «la pace sarà duratura nella misura in cui armiamo i nostri figli con le armi del dialogo»? L’Italia ha una spesa militare sproporzionata. È aumentata quest’anno del 10 per cento e negli ultimi dieci anni dell’86 per cento. Ma i governi la nascondono nei capitoli di spesa del ministero dello Sviluppo economico, che avrebbe un’altra ragione sociale. L’industria militare in Italia conta solo 112 imprese, ma sono le più coccolate.

Il gioco delle tre carte permette ai ministri della Difesa di dichiararsi pacifisti e a tutti gli altri il mimetismo delle responsabilità, mascherando spese e finanziamenti onerosissimi, che secondo il Rapporto «MIL€X», presentato alla Camera dei deputati alcuni mesi fa, raggiungono tassi del 30-40 per cento. Ma la lobby militare-industriale non ha orecchie per intendere e degli spiccioli non sa che farsene.

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Commenti (15) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito. I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati. Accedi per commentare
Andrea Balestri scrive: 16-07-2017 - 15:40h
Ribadisco, sig. Redattore Alberto Bobbio, questa ancora futura nave non combatterà mai. MA porterà nel mondo la Bandiera Italiana con al centro lo stemma delle quattro Repubbliche Marinare !
roberto claseri scrive: 18-07-2017 - 14:30h
O che bello, e a cosa serve portare nel mondo la bandiera delle repubbliche marinare? E direi anche un cincin costosa questa pubblicità delle repubbliche. Mahhhh.
GianMaria Trovenzi scrive: 15-07-2017 - 13:43h
Finalmente diventiamo una nuova potenza navale? Ma potenza de che se usiamo le nostre navi come taxi per farci invadere da clandestini? Cara ministra pinotti ma facci il piacere! Ricordo che tra ieri e oggi altri 7000 arrivi!
DaniloMonaro
Danilo Monaro scrive: 17-07-2017 - 12:33h
"Che fa Fantozzi, batti?" "Ma.. come, ragionier Filini, mi da del tu?" "Ma no, Fantozzi. Intendevo dire batti lei?"
enzo previtali scrive: 15-07-2017 - 10:07h
Ma quali guerre e armi, state tranquilli, sarà semplicemente usata come traghetto tra Libia e Italia. Ormai è il nuovo ciclo economico ideato dal PD: debito pubblico fuori controllo per assistenzialismo a mezza Africa, poveri africani, oltre a pagarci le pensioni dovranno pure pagare il default italiano.
davide manini scrive: 15-07-2017 - 08:08h
Nessuna nazione è obbligata ad avere un esercito che la difenda. Sarebbe sufficiente abolire le Armi con una legge. Esistono Stati che hanno abolito la difesa come, il Costa Rica. Ma fino a che Marina, Aviazione ed Esercito faranno parte del nostro ordinamento è giusto spendere per essi quanto necessario per mantenerle in assoluta efficienza. Non si può mandare allo sbaraglio i militari, con mezzi obsoleti, perché si deve risparmiare. Se vogliamo fare i "pacifisti" ed aspettare che altri corrano sempre in nostro soccorso, facciamolo, e chiudiamo tutte le armi, ma smettiamo con la solita ipocrisia qualunquista dei "soldi sprecati perché sono spese che non servono"
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