Vaccini tra bufale e risposte mancate

Vaccini tra bufale
e risposte mancate

Il vaccino contro il papilloma virus umano è disponibile da parte del Servizio sanitario nazionale in due preparati commerciali che agiscono rispettivamente contro 2 e 4 sottotipi della numerosa famiglia del papilloma virus. Il loro impiego è raccomandato e legittimato da molte ricerche che ne indicano l’efficacia antivirale in varie condizioni precliniche e cliniche. La ragione per l’impiego di questo vaccino dipende dalla conoscenza della stretta relazione tra papilloma virus e varie tipologie patologiche, incluso il tumore del collo dell’utero. Il virus viene trasmesso per via sessuale e perciò la vaccinazione è stata raccomandata nella femmina, possibilmente prima dell’inizio dell’attività sessuale. Più recentemente la raccomandazione è stata estesa anche al maschio. Vengono in generale vaccinati ragazze e ragazzi fra i 12 e i 14 anni.

Purtroppo, in Italia la vaccinazione non è molto estesa con un gradiente considerevole fra il Nord con punte di circa il 70% ed il Sud con circa il 30% di copertura vaccinale. Il Piano nazionale per le vaccinazioni include e stimola l’utilizzazione non solo dei vaccini classici, ma anche di questo vaccino contro il papilloma virus. Bisogna tuttavia dire per chiarezza che, mentre è assodata l’attività preventiva delle infezioni, non è affatto stabilito che questa attività diminuisca l’incidenza del tumore. Questo lo sapremo solo fra molti anni, perché il tempo di incubazione fra l’infezione e la comparsa del tumore è relativamente lungo. È questa attuale incertezza a suggerire di non interrompere altre pratiche preventive come ad esempio il noto pap-test o altri strumenti diagnostici. La querelle nata dalla trasmissione Report origina da una impostazione «sopra le righe» e da un po’ di confusione nelle discussioni/forum sorte nei social network e nei mass-media.

In realtà lo spunto da cui è partita la trasmissione è rappresentato da un documento, scritto dal prof. Gøtzsche e firmata anche dal sottoscritto, in cui si lamentava la mancanza di risposta ai numerosi rapporti di effetti tossici ascritti al vaccino. In altre parole, si richiedeva di fare chiarezza, perché il pubblico fosse adeguatamente informato.

Infatti non è sempre facile stabilire un rapporto di causa ed effetto fra la somministrazione di un farmaco, e quindi anche di un vaccino, e la comparsa dei cosiddetti effetti collaterali. Occorre infatti distinguere ciò che è dovuto al farmaco o al vaccino e ciò che in ogni caso sarebbe accaduto, anche senza la somministrazione di questi. Va sottolineato a questo proposito che il vaccino agisce solo sul virus in questione e non è protettivo né per quanto riguarda altre infezioni trasmesse sessualmente, né per quanto riguarda la comparsa di altri stati patologici. Va sempre tenuta presente la «bufala» del rapporto tra vaccinazioni e autismo, che è stata ampiamente smentita da molte ricerche ovviamente ignorate dai detrattori delle vaccinazioni.

Per stabilire un rapporto di causa ed effetto è molto importante operare attraverso la farmacovigilanza «attiva». Non ci si può infatti affidare solo alle informazioni spontanee dei medici e dei pazienti; occorre, invece, andare a valutare attraverso adeguate ricerche epidemiologiche se esista un aumento di una certa sintomatologia e/o patologia nei vaccinati rispetto ai non vaccinati. Questo tipo di ricerca non può essere lasciato solo all’industria, ma deve essere sostenuto da risorse pubbliche e condotto da istituzioni indipendenti. Purtroppo questo tipo di ricerca è poco realizzato, perché è più facile e più accattivante ricercare i benefici piuttosto che la tossicità dei farmaci.

Nessun allarmismo quindi: si continui a vaccinare, ma al tempo stesso non si risparmi la dovuta informazione al pubblico attraverso dati concreti che derivino da una ricerca trasparente.

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Commenti (4) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito. I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati. Accedi per commentare
silvio rota scrive: 21-04-2017 - 10:47h
Per il cittadino non è facile districarsi fra multinazionali che vaccinerebbero anche contro i raffreddori e gli "esperti" da blog,non tutti ignoranti in materia. E' più che mai necessario avere un ministro della salute competente e con gli attributi che sappia mediare e respingere le bufale,come capitò al tempo dell'affaire Di Bella, quando l'opposizione per screditare Bindi mise in scena una delle vicende più vergognose della storia repubblicana.
claudio locatelli scrive: 21-04-2017 - 13:10h
Difatti la tuttologa caciarona Lorenzin potrebbe essere sostituita seduta stante da ben più professionali figure del mondo scientifico che ne hanno viste tante anche sul versante "case farmaceutiche"...
leandro15
leandro locatelli scrive: 20-04-2017 - 14:54h
"occorre valutare attraverso adeguate ricerche epidemiologiche se esista un aumento di una certa sintomatologia e/o patologia nei vaccinati rispetto ai non vaccinati. Questo tipo di ricerca non può essere lasciato solo all’industria, ma deve essere sostenuto da risorse pubbliche e condotto da istituzioni indipendenti." Questo tipo di ricerca è comprensibilmente poco realizzato dalle industrie farmaceutiche, oltre ai tempi molto lunghi necessari per avere una risposta scientifica, una volta ottenuta potrebbe vanificare capitali investiti e profitti attesi. Ricordate il talidomide, farmaco contro la nausea in gravidanza, che causò la nascita di 20mila bambini con malformazioni? Fu approvato in Germania nel 1954 e commercializzato in quasi 50 Paesi, ma i primi effetti avversi furono direttamente ricollegati al farmaco solo cinque anni più tardi e il ritiro avvenne solo nel 1961, dopo che aveva provocato migliaia di vittime. Ben venga un'informazione adeguata e una scelta consapevole.
Alessandro Veneziani scrive: 20-04-2017 - 14:29h
Chiaro, preciso, puntuale, lontano dalle polemiche strumentali per screditare una trasmissione ora sgradita a molti (ma che, quando attaccava una parte politica, piaceva assai, al grido di "viva la liberta' di informazione!"). Grazie, Prof. Garattini.
Andrea Manzoni scrive: 20-04-2017 - 20:39h
Anche sui vaccini scontiamo la crescita esponenziale di pregiudizi antiscientifici, basati sulle interpretazioni fai da te alimentati dalla bulimia informativa disponibile su internet. La verità è che le agenzie regolatorie di tutto il mondo e le varie società scientifiche internazionali provano che i vaccini non sono più pericolosi di altri farmaci o attività umane. La risposta degli antivaccinisti a questa valanga di dati è sempre la stessa: tutti corrotti o collusi con Big Pharma. Ma è una tesi falsa.. Se può esser vero che in alcuni singoli casi vi sia corruzione o collusione o conflitto di interessi, non si può pensare che tutti i ricercatori al mondo siano corrotti. Gli antivaccinisti sostengono che ci sia un complotto delle case farmaceutiche per silenziare le voci dissenzienti, ma è impossibile silenziare tutte le riviste scientifiche, tutti i ricercatori e tutti i revisori degli articoli (peer reviewers.) Il fatto è che un vaccino può causare in media solo un effetto avverso grave (ma non la morte) su circa un milione o due di dosi. L’aspirina, che è uno dei farmaci più usati al mondo, comporta anch’essa dei rischi, come tutti i farmaci della sua categoria (FANS) come gli antipiretici e antiinfiammatori; in Spagna, ad esempio, i FANS e le aspirine uccidono 15,3 persone su 100.000 pazienti che ne fanno un uso prolungato, quindi causano il decesso con una probabilità 1500 volte più elevata dei vaccini. È persino più pericoloso mangiare noccioline o andare in giro senza casco. Nel 2014 in Italia si sono verificati 55,6 casi di decesso (e più di 4000di ferimento) in incidenti stradali ogni milione di abitanti, contro una persona su un milione che manifesta verso il vaccino una seria reazione avversa. Non vaccinare un figlio è molto più pericoloso che mandarlo in giro in motorino, servirebbe maggiore responsabilità e serietà, si parla di salute e vita delle persone, ma se qualcuno vuole tornare alla preistoria, si accomodi pure, ma non pretenda di imporlo ad altri.
Alessandro Veneziani scrive: 21-04-2017 - 11:48h
Le polemiche contro i vaccini sono generalmente strumentali e, a mio modo di vedere, sbagliate. Io non credo che i casi avversi - fisiologici in ogni processo biologico - le giustifichino. E gli argomenti anti industriali sono abbastanza deliranti, come se uno decidesse di non usare il dentifricio per non aiutare le case produttrici. Detto questo, il prof. Garattini ha ragione a chiedere studi indipendenti per avere chiarezza massima. Anche la polemica su "Report" è strumentale, la trasmissione è risultata sgradita per altri motivi, persino a Roberto Benigni, e allora si è montato un caso sul nulla.
Luca Gualandris scrive: 20-04-2017 - 13:51h
COMPLIMENTI "In altre parole, si richiedeva di fare chiarezza, perché il pubblico fosse adeguatamente informato" uno dei pochi articoli/giornali che non hanno speculato sul messaggio lanciato dalla trasmissione REPORT mentre quasi tutti gli altri hanno cercato di attaccare la stessa facendo passare il messaggio che si fosse contrari alla vaccinazione (nonostante questo fosse smentito più volte durante la trasmissione)