È un fungo commestibile? Solo il micologo lo può dire

È un fungo commestibile?
Solo il micologo lo può dire

Anche quest’estate sarà offerta gratuitamente ai «cercatori» la possibilità di avvalersi di un esperto.

Con l’approssimarsi della stagione propizia alla crescita dei funghi spontanei, come ogni anno Ats Bergamo ha attivato su tutto il territorio provinciale un servizio gratuito di certificazione della commestibilità, mirato a favorire la prevenzione dei potenziali avvelenamenti da funghi raccolti durante le passeggiate in montagna. «È particolarmente importante effettuare il controllo sulla commestibilità dell’intero quantitativo di funghi raccolto – evidenzia la dott.ssa Lucia Antonioli, medico e dirigente dell’area igiene degli alimenti e nutrizione dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo – al fine di evitare potenziali intossicazioni legate a specie non commestibili o a porzioni di funghi contenenti parti nocive».

All’Ispettorato micologico dell’Ats di Bergamo compete il riconoscimento delle specie fungine raccolte. Ecco dove far controllare i funghi raccolti: BERGAMO (dal 16 agosto al 20 novembre) - Ufficio Sanità Pubblica via Borgo Palazzo 130 – Padiglione 9, ingresso C, tel. 035/2270499 - tel. 035/2270561 - tel. 035/2270579 - tel. 035/ 2270829 Lunedì dalle 9 alle 12 e dalle 14,30 alle 16,30; Martedì, Mercoledì e Giovedì dalle 14,30 alle 16,30. TRESCORE BALNEARIO (dal 21 agosto al 20 novembre) Ufficio Sanità Pubblica via Mazzini n.13 tel.: 035/955416 - 035/955461; Lunedì e Venerdì 8,30 - 9,30 e 14,30–15,30; Mercoledì ore 14,30 – 15,30. TREVIGLIO (dal 21 agosto al 21 novembre) Ufficio Sanità Pubblica via Rossini n, 1 tel.: 0363/590932 Lunedì e Mercoledì dalle 14 alle 15. È possibile concordare il controllo, in giorni ed orari diversi da quelli indicati, previo contatto telefonico. Per informazioni è possibile consultare il portale www.ats-bg.it.

Dopo aver effettuato il controllo ispettivo i funghi considerati commestibili devono essere conservati in luoghi freschi all’interno di contenitori rigidi ed aerati e vanno consumati nel più breve tempo possibile, secondo quanto indicato durante il controllo medesimo dal micologo ciò in quanto il consumo in avanzato stato di maturazione o l’eventuale cottura inadeguata può determinare la nocività degli stessi funghi.

L’unico metodo sicuro per stabilire se un fungo si può consumare tranquillamente è quello di saperlo identificare, sulla base delle sue caratteristiche, come appartenente a specie di comprovata commestibilità. In ogni caso è bene osservare le seguenti cautele: non fidarsi né dei cosiddetti esperti né di detti popolari ma consumare solo funghi commestibili e ben cotti (ad eccezione delle pochissime specie che si prestano al consumo da crudo; la maggior parte dei funghi mangerecci provocano disturbi o avvelenamenti se consumati crudi o poco cotti); non consumare funghi se prima non sono stati controllati da un micologo esperto o se si ha qualche dubbio sulla loro commestibilità; non far consumare funghi a bambini, a donne in stato di gravidanza o durante l’allattamento né a persone affette da particolari patologie intolleranti verso alimenti, farmaci o che abitualmente soffrono di disturbi al fegato, allo stomaco, all’intestino/pancreas, senza il previo consenso del medico curante; non consumare mai porzioni abbondanti di funghi ed evitare il consumo temporalmente ravvicinato.

Alla visita d’ispezione i funghi devono essere presentati esclusivamente in contenitori rigidi e forati, in cestini o in analoghi contenitori, separando con opportuni accorgimenti le diverse categorie di funghi: freschi (non congelati o scongelati, non essiccati, non diversamente conservati); interi (non recisi o tagliati, non spezzettati, non lavati, non raschiati o comunque privi di parti essenziali al riconoscimento); sani ed in buono stato di conservazione (non larvati, non ammuffiti, non fermentati, non fradici, non eccessivamente maturi); puliti da terriccio, foglie e/o corpi estranei; provenienti da aree non sospette di esposizione a fonti di inquinamento chimico o microbiologico (discariche di rifiuti, cumuli di macerie, sponde di corsi di acqua lurida, pascoli ove si sia verificata la transumanza soprattutto di pecore, parchi e giardinetti cittadini, vicinanze di aeroporti, autostrade, strade ad intenso traffico veicolare, stabilimenti industriali, forni inceneritori, cimiteri, centrali elettriche, frutteti e/o colture trattate con antiparassitari).

Qualora dopo il consumo di funghi si avvertissero dolori addominali, vomito, diarrea o altra sintomatologia è importante contattare immediatamente il proprio medico curante o il numero unico di continuità assistenziale 035. 3535, il pronto soccorso più vicino oppure il centro antiveleni dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo sempre operativo, 24 ore su 24, con medici specialisti in tossiccologia medica e farmacologia anche tramite il numero verde 800.883.300. Nel recarsi al Pronto soccorso per un’intossicazione da funghi è necessario portare eventuali avanzi del pasto e dei funghi consumati; eventuali scarti di parti di fungo conseguenti la pulizia, fornendo indicazioni sul luogo di raccolta e/o consumo e ogni altro elemento utile per l’identificazione delle specie fungine consumate.

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