La classifica dei Paperoni in Borsa: titoli dei Rocca da podio e azioni Ivs in spolvero

Paperoni di Borsa. I patron della Tenaris terzi assoluti nella classifica di Milano Finanza: balzo in avanti degli eredi Cerea. Bombassei e i Pesenti si confermano ai primi posti.

È stato un anno in altalena il 2022 per le grandi famiglie o i capitani d’industria che investono in Piazza Affari: già nel 2021, la classifica dei «Paperoni di Borsa» stilata da Milano Finanza (che analizza il valore delle partecipazioni personali di italiani che possiedono azioni di aziende quotate con rilevamento quest’anno al 3 agosto scorso) aveva pesantemente risentito della pandemia, portando a cambiamenti forti, anche per l’esigenza di tante società di avere maggior liquidità, diluendo pacchetti azionari di fronte a un futuro incerto. Con l’esplosione della guerra in Ucraina, l’aumento delle materie prime e soprattutto i fortissimi rincari legati alle fonti energetiche, questa tendenza si è accentuata, provocando diversi cambiamenti ai vertici della graduatoria annuale, sempre però guidata dalla famiglia Del Vecchio (fino al 2021 c’era ancora Leonardo, ora sono subentrati gli eredi), ma che vede tornare sul podio i fratelli Gianfelice e Paolo Rocca, che riguadagnano il terzo posto (rispetto alla sesta piazza del 2021) con 9,3 miliardi di euro. Sulla rimonta pesa la «fame» di fonte energetiche che si riflette anche sul comparto petrolifero e quindi sulla corsa al greggio e sul rendimento del titolo Tenaris, che soprattutto nel primo semestre ha conosciuto performance significative.

Perde due posizioni rispetto all’anno scorso, ma resta nella «Top 20», Alberto Bombassei, che oltre ai titoli Brembo, fa pesare anche quelli dell’investimento Pirelli. Terzo posto nella graduatoria orobica confermato anche per la famiglia Pesenti, che troviamo invariato, al numero 40 della classifica nazionale e che attraverso Italmobiliare ha in questi mesi continuato a diversificare con tanti investimenti, dall’agroalimentare, alla farmaceutica, all’attrezzatura sportiva.

Ma la rimonta più evidente arriva dagli eredi di Cesare Cerea, azionisti principi della Ivs Group di Seriate, che raggiungono la quarta posizione orobica e la numero 67 assoluta rispetto al 99° posto del 2021, guadagnando ben 22 posizioni, segno che, dopo i mesi difficili collegati a smart working e lockdown, il mondo dei distributori automatici si è rimesso in moto tornando a macinare utili. Scende di una posizione, ma resta comunque quinto a livello provinciale Marco Eigenmann, presidente di Fine Foods, azienda che produce prodotti farmaceutici nel sito di Brembate e nutraceutici in quello di Zingonia, quotata dal 2018. Sesto posto provinciale (e 195° nazionale) va invece ad Ambrogio Caccia Dominioni, presidente e a.d. di Tesmec, quasi invariato rispetto all’anno scorso, nel segno di un nuovo sviluppo di tesatura e macchine da scavo «made in Grassobbio».

Più staccate le famiglie di Fabio Gritti, che continua la sua escalation grazie agli imballaggi Grifal e la famiglia di Miro Radici con le partecipazioni della Radici Pietro. A livello nazionale, dalla «Top ten» scompare la famiglia Berlusconi che scende al 18° posto, mentre in crescita al settimo posto appaiono invece Nicola e Paolo Bulgari, forti delle risorse provenienti dal colosso francese Lvmh, e all’ottavo Stefano Pessina, a capo della multinazionale Usa della salute e del benessere Walgreens Boots Alliance. Decimo il figlio del «Drake» Piero Ferrari, che è anche azionista dei cantieri Ferretti-Riva.

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