Rientro con il carovita, ecco gli aumenti d’autunno

Il costo della vita. Non ci sono solo le bollette: anche nella nostra provincia la ripartenza è caratterizzata da rincari per alcune categorie superiori al 10%.

Il caro-bollette non è l’unica incognita a incendiare l’autunno caldo. Il rientro dalle ferie coincide anche con il salasso per tutta un’altra serie di spese quotidiane e imprescindibili: far quadrare i conti è una sfida quasi irrisolvibile. Perché c’è il carrello della spesa da riempire, c’è il ritorno a scuola o in ufficio (con i prezzi dei trasporti più salati), ci sono le incombenze sempre dietro l’angolo. Per capire il peso dell’«escalation» dei prezzi anche su scala locale, basta guardare agli ultimi dati dell’Istat sull’inflazione annua in Bergamasca. Se si mettono insieme tutte le singole voci, le uscite del «bilancio familiare» aumentano anche di alcune centinaia di euro ogni mese.

Il carrello della spesa

Non si può certo fare a meno di mangiare, ma riempire il carrello è sempre più dispendioso. Rispetto a un anno fa, i prezzi degli alimentari sono saliti del 7%: per acquistare le stesse cose, secondo un calcolo dell’Unione nazionale consumatori, in Bergamasca una famiglia media è costretta a una spesa aggiuntiva annua di 400 euro. Pane, pasta e latte sono le categorie più attenzionate, si tratta degli acquisti quotidiani che alla lunga pesano di più. Per Altroconsumo i prezzi sono aumentati soprattutto nei discount, anche se gli stessi discount restano comunque mediamente più convenienti della grande distribuzione (dove però ci sono offerte più «aggressive»). L’inflazione del «carrello della spesa», osservava l’Istat nei giorni scorsi per quanto riguarda i dati nazionali, ha raggiunto valori che non si toccavano addirittura dal 1984.

I trasporti

Con qualsiasi mezzo, spostarsi è sempre più caro. A questa voce l’Istat rileva un incremento annuo del 13,6%, come risultante di più fattori: il carburante alle stelle (pur mitigato da interventi governativi) e i rincari degli altri mezzi di trasporto (treni, aerei, pullman). Dal 1° settembre sono scattati i rincari di Trenord (un adeguamento pari al 3,82% per i titoli ferroviari e dell’1,91% per quelli integrati): in concreto il biglietto singolo Bergamo-Milano costa 20 centesimi in più a corsa, l’abbonamento mensile 4 euro in più e quello annuale 33 euro in più. Sempre con settembre, al via anche i rincari dei bus: il ticket «urbano» (una zona) di Atb, per esempio, è aumentato di 20 centesimi. Per i pendolari su Milano, si discute anche l’aumento dei biglietti Atm: nulla è ancora deciso (verosimilmente si attende novembre), si lavora per scongiurare il passaggio del ticket della metro a 2,20/2,30 euro (rispetto agli attuali 2 euro tondi).

L’Istat rileva una corsa dei prezzi anche per i servizi per l’istruzione dell’infanzia e per l’istruzione primaria, in sostanza per le rette dei primi step dei cicli scolastici: +7,2%

Il ritorno a scuola

Per il ritorno in classe il rincaro è duplice. Da un lato c’è appunto il rincaro dei mezzi di trasporto, che incide in particolare sulle famiglie che hanno figli alle scuole superiori (o all’università). Dall’altro lato c’è una galassia di ulteriori componenti. È settembre ed è tempo di «corredo» scolastico, per esempio: per l’Istat in Bergamasca i prezzi degli articoli di cartoleria sono cresciuti del 2,8% rispetto a un anno fa; lungo tutto l’anno scolastico, vuol dire qualche decina di euro in più. L’Istat rileva una corsa dei prezzi anche per i servizi per l’istruzione dell’infanzia e per l’istruzione primaria, in sostanza per le rette dei primi step dei cicli scolastici: +7,2%.

Gli imprevisti

Alle spese di routine, a volte si aggiungono quelle impreviste. Se proprio si vuole trovare un lato positivo (o meno negativo), qui i prezzi crescono meno che altrove. I prezzi dei servizi di manutenzione per la casa, macrocategoria dell’Istat dove rientrano anche quelle spese che vanno dall’idraulico all’elettricista, sono cresciuti «solo» dell’1,2% nell’ultimo anno. E se invece devo cambiare la lavatrice o la lavastoviglie? In questo caso i prezzi corrono un po’ di più: per gli elettrodomestici l’inflazione viaggia al 5% su base annua.

I prezzi dei servizi della ristorazione sono cresciuti del 2,7%. I servizi di alloggio, a partire dai prezzi degli alberghi), sono cresciuti invece di oltre il 12%

Lo svago

Tra tanti pensieri pesanti, è legittimo provare a svagarsi. Ma anche lo svago è a caro prezzo, ormai. I prezzi dei servizi della ristorazione – si legge sempre nell’ultimo dato provinciale dell’Istat – sono cresciuti del 2,7%. I servizi di alloggio, a partire dai prezzi degli alberghi), sono cresciuti invece di oltre il 12%. Viaggiano a una velocità più contenuta i prezzi di altri temi legati al tempo libero: l’inflazione dell’abbigliamento è «solo» al +1,2% su base annua, i prezzi dei libri crescono del 2,8%, i beni e i servizi per la cura della persona sono al +0,8%.

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