«Il turismo è cambiato». Paolo Chiari: con i bresciani ci scambiamo i piatti

l’intervista. Vivere in Città Alta e avere la visione del turismo che cambia così come è cambiata la città. Paolo Chiari, dal suo locale in Piazza Vecchia, è un acuto osservatore delle dinamiche di Bergamo: come residente e come ristoratore, in questo anno ancora più speciale con Bergamo Brescia Capitale della Cultura 2023.

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Da qui un progetto di cui è ideatore insieme all’associazione di categoria Ascom e al gruppo RistorantiBergamo di cui fa parte: «Si chiama “Bergamo Brescia, scambiamoci i piatti” ed è un’iniziativa che ci permette di creare dei piatti bresciani da mettere in menu: i nostri colleghi faranno altrettanto ed è un modo per collaborare anche questo, e far scoprire tradizioni e una cultura al gusto sempre più da valorizzare. Un’idea inclusiva, per tutti i locali bergamaschi e bresciani».

il suo locale si chiama Lalimentari: «Ci siamo trasferiti in Piazza Vecchia nel 2017: ho visto tanti cambiamenti e nel turismo una modalità meno “mordi e fuggi” dell’inizio ma sempre con un tipo di fruizione dei servizi che prevede prima un passaggio veloce e poi una seconda riscoperta della città». Cosa pensa di BgBs? «Bergamo Brescia è un’occasione per tutti, anche per i normali cittadini: possiamo dimostrare che facendo rete si possono cambiare le cose. Noi ristoratori stiamo imparando e dobbiamo imparare che dobbiamo diventare sempre più professionisti e professionali».

E se qualcuno si chiede come mai ha già sentito il suo cognome è presto detto: «Chiari è associato al mondo dei formaggi. Mio nonno ha fatto qualcosa di importante: ha portato a Bergamo il Parmigiano Reggiano e la Mozzarella di Bufala - spiega -. Mio padre ha continuato questa tradizione lavorando per riportare alla luce formaggi come lo Strachitunt». ma anche il suo volto è riconoscibile: «Nel 2017 ho partecipato a “Quattro Ristoranti”: una bellissima esperienza, divertente, con Alessandro Borghese simpatico e professionale». Poi ha anche tempo per il grande amore: «La mia famiglia, tutta al femminile, con mia moglie Simona, le mie figlie Valentina e Margherita. anche il cane è femmina - ride -. Mi rendono orgoglioso e credo fermamente nell’universo femminile. Con loro cerco di stare tutto il mio tempo libero». magari, perché no, mangiando il suo piatto preferito: «Assolutamente Polenta e Coniglio. Sono o non sono bergamasco?».

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