Il tumore della prostata: la prevenzione è possibile

UROLOGIA. Nella grande maggioranza dei casi, è a lento sviluppo. C’è quindi la possibilità di diagnosticarlo in tempo.

In Italia il cancro della prostata è il tumore più diffuso nella popolazione maschile, con oltre 40.000 nuovi casi all’anno, e rappresenta il 18,5% di tutti i tumori diagnosticati nell’uomo. Nonostante l’incidenza elevata, il rischio che la malattia abbia un esito infausto è basso, soprattutto se si interviene in tempo. Si stima infatti che il 70% dei malati riesca a sconfiggere la malattia grazie alla diagnosi precoce. Ne parliamo con il dottor Vincenzo Altieri, urologo di Humanitas Gavazzeni, in occasione del mese di novembre dedicato alla prevenzione dei tumori dell’uomo.

Dottor Altieri, per il tumore alla prostata è possibile fare una diagnosi precoce?

«Nella grande maggioranza dei casi, quello della prostata è un tumore a lento sviluppo. Esiste quindi un’elevata possibilità di diagnosticarlo con molto anticipo e, con la terapia, diviene il mezzo fondamentale per incidere sulla storia naturale della malattia».

Il test di screening più appropriato è il PSA?

«È il primo esame che si richiede attorno ai 45-50 anni: un esame del sangue che indaga l’antigene prostatico specifico. Poiché la sua concentrazione ematica aumenta anche notevolmente in corso di carcinoma prostatico, costituisce un marcatore tumorale specifico e discretamente sensibile».

Ci sono persone più a rischio?

«Il tumore prostatico aumenta con l’età e, come per tutte le malattie, tra i fattori di rischio ci sono una cattiva alimentazione, sedentarietà, fumo, alcol. Gli studi epidemiologici riscontrano un rischio aumentato in presenza di familiarità. Pertanto chi ha un genitore o un parente di 1° o 2° grado colpito da questa malattia, è bene che si sottoponga all’esame del PSA e a una visita urologica anche prima dei 40 anni. Non ci sono però evidenze che indichino una maggiore aggressività dei casi con componente familiare».

Quali sono i sintomi che devono far scattare un alert?

«Qualsiasi sintomo urologico come un’ematuria, il sangue nelle urine, o disturbi minzionali, ma anche dolori addominali che possono essere confusi con dolori intestinali. Una visita urologica con ecografia ci dicono se c’è qualcosa che non va. Sono segnali da non sottovalutare perché, oltre alla prostata, possono essere associati ad altre patologie, anche tumorali, legate ai reni o alla vescica».

In caso di presenza del tumore, come si interviene?

«La scelta del trattamento per il tumore della prostata dipende da diversi fattori: la sua estensione, l’eventuale diffusione extra-prostatica, l’età del paziente e il suo stato di salute generale. A seconda del caso, possiamo utilizzare la terapia medica, radioterapica, chirurgica, anche combinate tra loro. La strategia di gestione del paziente in Humanitas Gavazzeni è ottimizzata attraverso il Gruppo Interdisciplinare Uro-Oncologico, attivo da oltre 10 anni».

Dottor Altieri, tra le ultime soluzioni utilizzate per affrontare il tumore alla prostata c’è anche il robot.

«Sono diverse le soluzioni che consentono una maggiore precisione operatoria, permettendo di salvaguardare i nervi sessuali e non incidere negativamente su aspetti legati all’impotenza e all’incontinenza urinaria. Certamente la chirurgia urologica trova un valido alleato nella robotica che utilizziamo per la prostatectomia radicale e l’asportazione di tumore renale».

Humanitas Gavazzeni è anche un Centro di riferimento italiano di una nuova metodologia sperimentale, la terapia focale. Di cosa si tratta?

«La terapia focale è una tecnica eseguita in pochi centri in Italia. Attraverso l’utilizzo di un laser multicanale a diodi possiamo praticare necrosi coagulative nelle aree tumorali segnalate dalla risonanza magnetica e poi convalidate dalla biopsia. La procedura si esegue per via transperineale, in anestesia locale e senza bisogno di ricovero. Gli effetti collaterali legati all’intervento sono praticamente prossimi allo zero, sia in termini di preservazione della sessualità che della continenza urinaria».

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