Delitto di Martinengo, giornata di interrogatorio. Martedì l’autopsia

Con l’interrogatorio davanti al gip, in programma lunedì 29 gennaio a Bergamo nel carcere di via Gleno dove da venerdì è rinchiusa, Caryl Menghetti potrà fornire la propria versione dei fatti in merito all’uccisione del marito Diego Rota, assassinato con numerose coltellate nella tarda serata di giovedì nella loro villetta di Martinengo.

La donna, 45 anni, dieci meno del coniuge, è assistita dall’avvocato Fabrizio Bosio del Foro di Cuneo. Martedì30 gennaio invece verrà eseguita l’autopsia sull’uomo ucciso. Le motivazioni dell’omicidio potrebbero essere legate a un disagio psichico della donna, che si era già manifestato tre anni fa ed era emerso in modo preoccupante anche giovedì scorso. A destabilizzare in parte la donna, almeno stando a quanto dichiarato dai cognati, c’erano anche problemi lavorativi legati alla revoca della licenza per la gestione del chiosco al Parco Suardi di Bergamo, chiuso dallo scorso novembre. Aspetto, quest’ultimo, che dal Comune di Bergamo non confermano per ora, ma che verrà chiarito in giornata dopo la relazione degli uffici competenti. Caryl Menghetti giovedì scorso era stata accompagnata dal marito al Pronto soccorso di Treviglio perché in preda a delirio: sosteneva anche che il coniuge fosse coinvolto in un giro di pedofilia, promettendo di ucciderlo qualora fosse stato vero.

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Dopo una prima visita era stata trasferita in Psichiatria, dove avevano accertato l’atteggiamento psicotico, quindi dimessa. Sull’aspetto sanitario anche domenica 28 gennaio la direzione dell’Asst Bergamo Ovest non ha voluto commentare. La stessa sera Caryl Menghetti aveva poi ucciso il marito in camera da letto, mentre nella stanza accanto la loro bimba di 5 anni continuava a dormire.

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