N el precedente approfondimento del 14.8.2026 che potete leggere QUI avevamo commentato la prima fase del calciomercato, improntata ad un certo immobilismo, avvertendo come la mancanza dei ricavi Champions avrebbe potuto frenare i progetti di ristrutturazione della rosa. Avevamo poi ipotizzato 4 scenari possibili: il prosieguo dell’austerity, la cessione di un big per incrementare le plusvalenze, il tentativo di dare a Sarri una rosa più coerente senza eccedere nelle spese, il rilancio degli investimenti a scapito dell’utile di bilancio. Terminato il calciomercato, è successo un po’ di tutto e siamo in difficoltà nell’individuare una strategia che ricalchi una delle 4 tracciate, meglio quindi, come sempre, lasciare spazio ai numeri.
Il contesto in Serie A
Prima una breve analisi del contesto in cui è calata la società bergamasca: nella recente sessione estiva la Seria A è tornata a spendere circa 1 miliardo, seconda solo all’irraggiungibile Premier League, la novità virtuosa è che la spesa è stata destinata soprattutto nell’acquisire i diritti pluriennali dei calciatori che possono essere considerati investimenti e molto meno negli stipendi che sono invece considerati costi.