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La crisi e il futuro, i giovani si confrontano con le imprese

Articolo. Una tavola rotonda tutta online fra oltre 230 fra studenti, docenti dell’istituto Isis Einaudi di Dalmine, e imprenditori di Confindustria Bergamo ha evidenziato come stanno cambiando le imprese, di quali competenze avranno più bisogno e come prepararsi alle nuove forme del lavoro. Non senza sorprese.

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I tre pilastri della ripartenza: collaborazione, fiducia e responsabilità

Collaborazione. Fiducia. Responsabilità. Pensare a una ripartenza, oggi, in tempi di quasi post-Covid significa portare dentro ai nuovi paradigmi d’impresa questi tre pilastri. Tre imperativi categorici ritenuti essenziali, a cui dovranno guardare le nuove aziende risorte dal dopo-pandemia. In molte già lo stanno facendo, ridisegnando i loro perimetri. Ma riguardano anche i nuovi imprenditori, che già stanno ri-consolidando questo approccio dando un’accelerazione ai quei processi, digitali per esempio, rimasti solo impostati. E riguardano, forse più di tutti, i nuovi lavoratori: quei ragazzi che fra poco più di un mese usciranno dalla maturità con un diploma in mano e che per molti significherà guardare al mondo del lavoro per la prima volta. Si troveranno a fare i conti e a misurarsi con un perimetro completamente trasformato da questa emergenza sanitaria, economica e sociale. Troveranno un sistema di imprese e un mondo del lavoro stravolti da nuove regole, cambiati nelle modalità organizzative, dominati da dinamiche di relazione interpersonale impostate secondo ritmi e flussi molto diversi da prima, si misureranno con forme di lavoro reimpostate da una tecnologia digitale fortemente invasiva e impositiva. La novità vera e che sarà probabilmente la generazione di nuovi lavoratori che, per la prima volta nella storia del lavoro, potrebbe iniziare a lavorare senza mai aver avuto un contatto fisico con la propria azienda, senza averla mai visitata direttamente. Le regole dello smartworking e della distanza sociale prevedono anche questa estremità del lavoro del futuro.

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