L’occhio delle macchine entra nell’industria

Articolo. Sei imprese bergamasche adottano l’intelligenza artificiale. La Lovato insieme con Valtellina, Same, Indeva, Fasten e Salf sono le prime aziende a sperimentare con i ricercatori di Intellimech l’intelligenza artificiale applicata ai nuovi sistemi visuali: le macchine riconoscono i difetti nei prodotti e arrivano a perfezionare i processi di produzione.

Lettura 6 min.

Alla Lovato Electric di Gorle, poi è stato sperimentato e adottato alla Valtellina , quindi la stessa tecnologia è stata implementata alla Same , poi a Indeva , Fasten e alla Salf .
Le macchine spalancano sempre più i propri occhi dentro le fabbriche. E sempre più lungo le catene della produzione industriale. Guardano e apprendono velocemente ogni passaggio dei processi di produzione, li sorvegliano, verificano la correttezza, la qualità, la sicurezza e intervengono quando i parametri e i criteri (soprattutto di qualità, tempo, sicurezza) non rispecchiano i valori di massima affidabilità prefissati.

Sono macchine che vedono. Sono sistemi di visione (system vision), che attraverso intelligenza artificiale individuano, decodificano e imparano a riconoscere ciò che hanno davanti, dentro un qualsiasi ambiente. Sono basati su algoritmi – calcoli matematici - che utilizzano reti neurali (connessioni di neuroni artificiali che si scambiano informazioni acquisite, esattamente come il nostro cervello) per “imparare” dopo aver “visto e appreso”.

È il principio del machine learning. Le macchine lo fanno al posto dell’uomo. Solo che loro si stancano meno, sono più veloci, più flessibili e tolleranti al cambiamento di carichi e condizioni di lavoro mantenendo sempre una elevata precisione.