A fianco delle aziende che guidano il cambiamento

Danilo Mattellini, titolare di The Pole, sul suo triciclo kart che si guida senza mani

L’anima dell’imprenditore: «Ho l’ambizione di far qualcosa di altamente edificante», così Danilo Mattellini, titolare dell’azienda meccanica The Pole di Terno d’Isola. L’abbiamo incontrato nei forum di cui Skille ha parlato nelle scorse settimane. Una definizione migliore dello spirito di chi fa impresa non la si poteva dare. Uno slancio verso il futuro e verso il mondo in cui si è immersi, come un grande mare da affrontare con bracciate vigorose.

E noi vogliamo essere della partita. L’Eco di Bergamo ha scelto di affiancarsi alla tribù di chi oggi rischia il tutto per tutto per traghettare la nostra provincia sulle sponde impervie della globalizzazione. Abbiamo aperto un dialogo con i nostri imprenditori sui loro bisogni e problemi, ma anche su desideri e paure. Le risposte le avete lette nei lunedì scorsi: il desiderio è proiettarsi in avanti, innovare; il problema è che per farlo oggi ci si scontra con un eccesso di competenze e di conoscenze da acquisire, che richiedono una bussola. E perciò c’è bisogno di lavorare sulle persone, di formare non solo i propri dipendenti, ma anche i clienti, i fornitori e gli stessi imprenditori. Per innovare oggi è necessario studiare continuamente.

Bussola e formazione sono l’ambizione di Skille. Realizzare un’attività editoriale, giornalistica che aiuti gli imprenditori ad orientarsi e approfondire le proprie conoscenze, senza disperdere tempo ed energie.

Si nuota in acque ignote e la paura di sbagliare è in agguato: è meglio non andare da soli allo sbaraglio, ma allacciare rapporti, creare comunità. È l’altra gamba di Skille: dar vita a un network di imprenditori e di loro collaboratori che dialoghino e si scambino esperienze, consigli, best practice, concretezza. Utilizzando gli strumenti della comunicazione digitale e anche incontrandosi, facendo rete.

Approfondimenti di qualità per accrescere le competenze

Può sembrare sorprendente, ma nell’anno dell’industria 4.0, della digitalizzazione universale, l’argomento che sta più a cuore agli imprenditori è la persona.

L’uomo che lavora nell’azienda o che vi si imbatte è il protagonista dell’innovazione. Ce lo hanno detto gli imprenditori che hanno partecipato ai forum di Skille, ma lo confermano le ricerche e i consessi più importanti, come la recente fiera di Hannover, che ha inventato la fabbrica 4.0.

Sembra l’uovo di Colombo, ma il grosso degli sforzi che devono compiere le imprese oggi è nell’aiutare le persone a tenere il passo con la tecnologia, non solo in termini di competenze tecniche, ma soprattutto nella capacità di adattarsi, nell’elasticità mentale, nel modo di allargare le cosiddette “competenze morbide”, le soft skills, che aiutano a impostare nuove modalità di fare impresa e di relazionarsi al suo interno.

Ma non solo all’interno, oggi conta più che mai il modo con cui le aziende si rapportano al contesto in cui vivono.La responsabilità sociale non è più solo una qualità filantropica dell’imprenditore, ma una necessità per sopravvivere in un mercato in cui la comunicazione è così pervasiva da togliere veli e barriere a chiunque.

E quindi anche la comunicazione non può essere più intesa semplicemente come marketing o pubblicità. Le aziende devono essere in grado di mettere in evidenza non solo i propri prodotti, ma i valori che le animano e essere capaci di utilizzare gli innumerevoli e complessi strumenti che il sistema mediatico mette a disposizione.

Sapendo che si nuota in una dimensione che non è più solo locale. L’internazionalizzazione è la quarta area tematica prescelta dai nostri interlocutori, tutti, anche i più piccoli, che guardare oltre frontiera è una opportunità non solo per accrescere il fatturato, ma per trovare spunti per l’innovazione.

Su questi argomenti Skille produrrà periodicamente degli articoli di approfondimento, dei long form, come si dice in gergo. Non si tratterà di consueti articoli, ma di testi ricchi di immagini, grafici, rimandi a studi, video, che verranno proposti a chi li richiederà.Esigono un lavoro di redazione ben superiore agli articoli tradizionali e offrono la sintesi di innumerevoli contenuti, evitando così al lettore ore e ore di ricerca, di dialoghi, di convegni.

Già da domani ne sarà offerto gratuitamente uno nella pagina skille.ecodibergamo.it del sito internet de L’Eco di Bergamo. Sarà dedicato al tema delle comunità, oggi sempre più cruciale per le aziende.

 

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Ma non mancheranno anche altri articoli su argomenti che via via i partecipanti al gruppo Facebook di Skille chiederanno e sui quali si verificherà il maggior interesse.

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Massimo Cincera
Amministratore delegato di Sesaab

Massimo Cincera
(Foto by Gian Vittorio Frau)

Da dove è nata l’idea di un servizio così nuovo per un editore locale?
Dalla realtà. Le nostre aziende sono l’avamposto di un cambiamento epocale che ha investito tutta la società bergamasca. Anche noi siamo un’azienda e l’ondata della digitalizzazione ci ha investito prima delle altre. Vogliamo mettere a fattor comune l’esperienza e le competenze che ci siamo fatti in questi anni.

Offrire alle aziende contenuti così specializzati non è il compito di altre testate?
Nessuno come noi raggiunge la capillarità delle piccole e medie imprese, tanto da interpellarle personalmente. A queste realtà non vogliamo far mancare nulla in termini di qualità di contenuti e di opportunità di crescita. Così abbiamo messo in campo una pluralità di professionisti in grado di reggere il confronto con editori nazionali.

In Skille c’è anche un’altra modalità di azione che sembra inconsueta per un editore, aggregare comunità.Inconsueta proprio no. La comunità è nelle corde e nella storia migliore de L’Eco di Bergamo, la reinterpretiamo con gli strumenti di oggi.