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Giovani e lavoro Nascono gli Its Academy per entrare subito nelle imprese

Articolo. È legge il nuovo testo sugli Istituti Tecnologici Superiori Academy. Una riforma destinata a incidere sulla qualità dell’offerta formativa professionalizzante. Grandi e nuove opportunità per i giovani. Ma ora un lavoro di informazione, anche nelle famiglie

Lettura 7 min.

Nascono i nuovi Its Academy. Dopo dodici anni di attesa e un anno intero di esame del Parlamento, l’offerta formativa terziaria potenza la sua seconda gamba. Anche l’Italia ha approvato la sua riforma degli Its, gli istituti di formazione tecnica superiore. Che da oggi si chiamano «Its Academy», Istituti non più Tecnici, ma Tecnologici Superiori, innovativi canali di formazione di livello europeo (il testo integrale della riforma lo trovate allegato a questo articolo).

Partiamo allora dai numeri con cui la riforma sarà subito chiamata a fare i conti.
Il primo: raddoppiare gli studenti iscritti. Un obiettivo importante che significa portare gli studenti iscritti dai 21mila circa di oggi (+2mila solo nell’ultimo anno) a quasi 40mila. Suona come un buon risultato. In Germania, per fare un esempio molto vicino al nostro Paese anche per le affinità e la forte collaborazione di filiera industriale e manifatturiera, lo stesso sistema strutturato di offerta formativa ne sforna quasi 900mila all’anno di studenti. Tutti sono assorbiti dalle imprese in meno di un anno.
Anche in Italia ci sarebbe questo fabbisogno da coprire, ogni anno. E gli Its italiani «vecchia versione» hanno anche loro un tasso di occupabilità media dell’85% con punte che arriva fino al 95-100%. Ma il dato finora più di valore, difficile invece conseguire per il resto del mercato del lavoro, è che titolo conseguito per oltre l’80% degli studenti corrisponde poi a un’occupazione coerente con la propria preparazione.

Diplomati Its, i giovani più ricercati

Il sistema di previsione del fabbisogno di profili professionali Excelsior, messo a punto da Unioncamere e Anpal proprio ieri, dice che solo a luglio su 505mila assunzioni previste almeno 100mila dovrebbero essere pescate fra giovani diplomati da Its o con un diploma professionalizzante. Ma sul mercato non ci sono tutti questi candidati e la loro difficoltà a essere reperiti ormai è salita fino al 56%.

 

La nuova riforma rilancerà questo percorso formativo, con un alto di qualità che aumenta l’attrattività sia sotto il profilo formativo sia della sua potenzialità di occupazione. Lo sostiene anche Gianni Brugnoli, vice presidente degli industriali per il Capitale umano, per il quale se da un lato «Confindustria ha sempre voluto potenziare la seconda gamba dell’offerta formativa terziaria, subito professionalizzante, parallela all’università, perché le nostre imprese – spiega Brugnoli – hanno bisogno di laureati, soprattutto nelle discipline scientifico-tecnologiche, ma anche di periti e di diplomati Its, fondamentali per agganciare l’innovazione e spingere la ripresa», dall’altra, dice anche di essere «convinto che la riforma degli Its, migliorata nel corso dell’iter parlamentare, anche grazie al nostro intervento, rappresenti un segnale di fiducia per giovani, famiglie e imprenditori, e sostenga la competitività del Paese».

Tutte le novità

Ecco come cambiano e che cosa sono i nuovi Its Academy

Gli Its acquisiscono il nome di Istituti tecnologici superiori (Its Academy) ed entrano a far parte integrante del sistema terziario di Istruzione tecnologica superiore. Ai nuovi Its è affidato il compito di potenziare e ampliare la formazione professionalizzante di tecnici superiori con elevate competenze tecnologiche e tecnico-professionali, per sostenere, in modo sistematico, le misure per lo sviluppo economico e la competitività del sistema produttivo del Paese. Queste istituzioni avranno, inoltre, il compito di sostenere la diffusione della cultura scientifica e tecnologica.

1 - Chi può iscriversi

Possono iscriversi a questi percorsi giovani e adulti in possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado o di un diploma quadriennale di istruzione e formazione professionale, unitamente a un certificato di specializzazione dei corsi di istruzione e formazione tecnica superiore di almeno 800 ore.

2 - Come cambierà l’offerta formativa

Ogni ITS Academy farà riferimento a una delle specifiche aree tecnologiche che saranno definite per decreto. L’offerta didattica sarà finalizzata alla formazione di elevate competenze nei settori strategici per lo sviluppo del Paese, coerentemente con l’offerta lavorativa dei rispettivi territori. Sicurezza digitale, transizione ecologica, infrastrutture per la mobilità sostenibile sono alcuni degli ambiti che si vogliono potenziare. I percorsi formativi saranno suddivisi in due livelli, a seconda del quadro europeo delle qualifiche (European Qualification Framework - EQF): quelli di quinto livello EQF, di durata biennale, e quelli di sesto livello EQF, di durata triennale. Si articoleranno in semestri comprendenti ore di attività teorica, pratica e di laboratorio. L’attività formativa sarà svolta per almeno il 60% del monte orario complessivo da docenti provenienti dal mondo del lavoro. Gli stage aziendali e i tirocini formativi, obbligatori almeno per il 35% del monte orario, potranno essere svolti anche all’estero e saranno adeguatamente sostenuti da borse di studio.

3 - Una nuova Governance

Per dare vita a un nuovo Iits in una provincia sono necessari: almeno una scuola secondaria di secondo grado della stessa provincia, con un’offerta formativa attinente; una struttura formativa accreditata dalla Regione, situata anche in una provincia diversa da quella sede della fondazione; una o più imprese legate all’uso delle tecnologie di cui si occuperà l’Its Academy; un ateneo o un’istituzione dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam) o un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico o un Ente di ricerca. Le istituzioni Afam vengono equiparate alle università e non sarà più obbligatoria la presenza degli Enti locali. I requisiti e gli standard minimi per l’accreditamento delle nuove realtà saranno definiti con decreto del ministro.

4 - Le risorse

Il sistema terziario di Istruzione tecnologica superiore è finanziato con un apposito Fondo presso il Ministero dell’Istruzione la cui dotazione è di 48.355.436 euro annui a decorrere dal 2022.

5 - L’orientamento

La riforma definisce anche misure per fare conoscere queste realtà formative ai giovani e alle famiglie e per promuovere scambi di buone pratiche tra Its Academy. Sono previste campagne informative, attività di orientamento a partire dalla scuola secondaria di primo grado, anche con l’obiettivo di favorire l’equilibrio di genere nelle iscrizioni a questi percorsi. Vengono, inoltre, costituite «reti di coordinamento di settore e territoriali», per condividere laboratori e favorire gemellaggi tra fondazioni di Regioni diverse.

Più attenzione alle richieste delle imprese

È un lato non trascurabile degli obiettivi che si dà la riforma. Perché se è vero, come scrive Federico Butera, sociologo e esperto in organizzazioni, in una sua analisi della riforma (il testo lo trovate allegato a questo articolo) secondo cui la riforma «supera il diffuso pregiudizio ideologico dell’Its denigrata come scuola delle aziende» per configurarsi invece come «una legge di sistema aderente alle evoluzioni professionali del mondo del lavoro che rispetta le aspettative di occupazione di qualità dei giovani e il legittimo interesse delle imprese a poter accedere a un canale formativo terziario pubblico», allora il problema è tutto in quello spazio che corre fra giovani e imprese. E cioè le famiglie, che spesso sconsigliano questi indirizzi solamente perché sconosciuti a loro per primi e poi agli studenti stessi. La riforma invece vuole essere proprio questo, un nuovo strumento di orientamento. Ma soprattutto di tanta informazione sulle novità e le opportunità che questi istituti offrono.

 

Its, questi sconosciuti dalle famiglie

Gli Its hanno bisogno soprattutto di essere conosciuti, di essere percepite come “realtà formative d’eccellenza”, e con un alto livello di flessibilità formativa. Ma spesso sono gli stessi docenti e insegnanti a non conoscere perfettamente questi istituti, la loro offerta formativa, i percorsi e le materie di studio, gli sbocchi e le opportunità professionali. Secondo numero da mettere sul tavolo: il Pnrr ha stanziato 1,5 miliardi in cinque anni dal 2022 al 2026 (500 milioni entro fine anno) proprio per dare piena attuazione alle nuove disposizioni e raggiungere il primo obiettivo, il raddoppio degli iscritti. Non solo.

Contemporaneamente e da quest’anno nasce un Fondo per l’istruzione tecnologica superiore di 48,3 milioni: risorse per favorire il raccordo tra le Its Academy e le università. Il sistema sarà finanziato con un Fondo per l’istruzione e la formazione tecnica superiore ad hoc. Il Fondo deve servire a finanziare prioritariamente la realizzazione delle Its Academy e gli interventi per dotarle di nuove sedi, di laboratori e di infrastrutture, comprese quelle per la formazione a distanza. Lo scopo è di incrementare significativamente l’offerta formativa dei percorsi Its su tutto il territorio nazionale.In questa ottica rientrano la possibilità di stage e tirocini aziendali che non potranno essere inferiori al 35% della durata del percorso di formazione, con possibilità di essere svolti anche in imprese all’estero.

Imprenditori e manager salgono in cattedra

Altro punto, dal boom economico degli anni ‘50-‘60, le aziende tornano centrali come luoghi di formazione per i giovani, co-progettando i percorsi di specializzazione e fornendo i propri esperti come tutor. Un mismatch al 40%, una disoccupazione giovanile oltre il 20% e un tasso di abbandono scolastico anch’ esso a doppia cifra, e in ripresa, sono i numeri con cui si scontra la riforma. Questo perché i docenti dei nuovi Its dovranno arrivare per almeno il 60%del monte ore complessivo dal mondo del lavoro, cioè imprenditori, manager, tecnici.

 

Sul tavolo però gli Its mettono altri numeri: oltre a un tasso di occupabilità che sfiora l’85% , la riforma attraverso uno dei 17 decreti di attuazione, aggiungerà ai sei altri percorsi di specializzazione già in atto fin dal 2008 – Efficienza energetica; Mobilità sostenibile; Nuove tecnologie della vita; Nuove tecnologie per il made in Italy; Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali; Turismo; Tecnologie dell’informazione e della comunicazione – altre aree di specializzazione e di approfondimento dedicati ai due pilastri in cui sono impegnate le imprese, la transizione digitale e la transizione ecologico-energetica.

Gli Its “bocciati” perdono i finanziamenti

Ma la riforma ha anche altre novità di tipo tecnico. Fra le principali ci sono l’introduzione di un sistema di accreditamento iniziale e periodico degli Its (dopo una pagella negativa verranno interrotti i finanziamenti), quale condizione per l’accesso al finanziamento pubblico, la ridefinizione della governance degli istituti, la definizione dei requisiti dei docenti, il rafforzamento della spendibilità del titolo di studio, un percorso di orientamento strutturato e capillare e l’istituzione di un organismo preposto al coordinamento nazionale delle azioni per lo sviluppo del sistema di istruzione e formazione tecnica superiore, il tutto con l’intesa delle regioni.

 

Ma tra le novità più importanti e inserita fra i nuovi compiti dell’Its Academy c’è il potenziamento e ampliamento della formazione professionalizzante dei tecnici superiori con elevate competenze. Ciascun Its Academy dovrà infatti caratterizzarsi per il riferimento a una specifica area tecnologica. Quanto alla struttura dei percorsi formativi delle Its Academy, sarà articolata su due livelli.

Grande giudizio di favore da parte industriale. Molto critici i sindacati, che non esitano a definire la riforma “deludente” perché “consegna i nuovi Its e la formazione nelle mani dei privati». Il segretario confederale della Cgil, Christian Ferrari e il segretario generale della Flc Cgil, Francesco Sinopoli, la ritengono infatti «in larga parte non condivisibile - affermano -. La stessa adozione del termine Its Accademy fa chiaramente riferimento a un modello che si è sviluppato in questi anni in alcuni territori, dove gli Istituti Tecnici Superiori sono stati inquadrati come mera struttura formativa al servizio di specifiche aziende e di determinate realtà produttive forti. Siamo ben lontani dall’idea di percorsi formativi strutturalmente coerenti con le politiche di sviluppo tecnologico del Paese».

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