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Realtà aumentata, l’interfaccia uomo-macchina per la maturità digitale delle Pmi

Articolo. L’AR (Augmented Reality) è uno dei sistemi base ormai accessibili a piccole e medie aziende, per dare un impulso verso la transizione digitale. Ma il ritardo è ancora elevato. Processi e prodotti vengono connessi con gli operatori grazie al flusso continuo di dati raccolti abbattendo costi e aumentando il livello di efficienza

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Creare un ambiente perfetto per la dimensione phygital

Fabbriche sempre più automatizzate. Industrie capaci di auto-monitorarsi, raccogliere dati e informazioni e governare i processi produttivi. È solo uno dei fronti su cui il mercato dell’Industria 4.0 sta accelerando. Il grande fermento è concentrato soprattutto su automazione, sistemi di scambio dati e analisi nelle tecnologie di produzione. E, ora, sempre più sulla realtà aumentata: la forza è la capacità di analizzare e comunicare fra macchine e con i loro collaboratori-persone. I processi sono molto più veloci, fluidi e consentono di ricavare nuovi spazi di attività.

Ormai non si può parlar di Industria 4.0 senza citare tecnologie come la realtà aumentata dato il ruolo specifico che sta occupando sempre più nei processi industriali manifatturieri. Una più ampia diffusione legata anche a una svolta di mercato: se multinazionali e big brand hanno adottato questa tecnologia avanzata da diversi anni, è altrettanto vero il ritardo accumulato soprattutto da piccole e medie, ma anche piccolissime imprese.
Problemi di costi e di budget sono stati finora i limiti a questa opportunità innovativa. Ora la svolta. E non solo per industry 4.0. L’adozione di questa tecnologia è estesa a una serie di settori, tutti alle prese con l’innovazione e la conseguente transizione digitale: si va dalle strategie di marketing (in tema di vantaggi competitivo, di brand awarness, di retargeting fino all’interattività in funzione anche di un maggior engagement), nell’e-commerce come funzione di shopping, nel turismo come esperienza capace di “vendere” il territorio, fino ancora l’industria alimentare e al design e alla progettazione di interni.

 

Sono già 1.400 complessivamente le applicazioni digitali in chiave industry 4.0 censite, per un valore del mercato di 4,1 miliardi di euro, +8% sull’anno scorso. Due i settori chiave emersi dalla fotografia dell’Osservatorio Transizione Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano, in cui si stanno concentrando gli investimenti: nel cloud manufacturing (+25-30%) e nell’advanced automation (+15-20%). Ma la strategia dovrebbe essere guardare ai progetti di connettività e acquisizione di dati (IIoT, l’Industrial Internet of Things), e agli Industrial Analytics.

Necessaria una visione di lungo termine

Marco Taisch

Responsabile scientifico dell’Osservatorio Transizione Industria 4.0 del Politecnico Milano

«L’emergenza non ha arrestato la crescita dell’Industria 4.0, a conferma che sta rinnovando il settore industriale italiano in modo persistente – spiega Marco Taisch, responsabile scientifico dell’Osservatorio Transizione Industria 4.0 del Politecnico di Milano -. Le iniziative più semplici sono ormai conosciute e consolidate, con almeno un progetto attivato nel 75% delle imprese manifatturiere. Per avviare progetti di digitalizzazione pervasivi, multi-tecnologici e basati sul cloud e su reti innovative, sarà necessaria – puntualizza Taisch - una visione di lungo termine, il coraggio di sperimentare nuove applicazioni per le nuove sfide che si sono venute a creare e un forte investimento nelle competenze 4.0».

Giovanni Miragliotta

Direttore dell’Osservatorio Transizione Industria 4.0 del Politecnico di Milano

E guardando ancora più dentro ai processi industriali «il 2020 ha spinto le aziende a ripensare il modo in cui vengono gestite le operations – commenta Giovanni Miragliotta, direttore dell’Osservatorio Transizione Industria 4.0 -. La trasformazione di modelli di business verso la digitalizzazione ha cambiato l’approccio con cui il valore viene trasmesso al cliente: remotizzazione, flessibilità e servitizzazione diventano gli elementi chiave nella gestione dell’impresa digitale. Il tema di resilienza della supply chain è ormai strategico per poter mantenere e possibilmente aumentare la produttività delle aziende e la capacità di adattare la loro offerta alle sfide e alle richieste del mercato post-pandemia».

 
È una tecnologia semplice che permette di vedere attraverso la fotocamera di uno smartphone dati e animazioni virtuali come se fossero «dal vivo»

Incoraggianti i dati, ma non ancora soffisfacenti. Il report sottolinea infatti che le opportunità offerte dalla connessione dei macchinari sono ancora poco sfruttate dalle aziende. Solo un quarto delle imprese usa servizi informativi associati a un macchinario, come l’individuazione di guasti o malfunzionamenti, o servizi di manutenzione preventiva, meno di uno su dieci utilizza servizi per una migliore gestione energetica delle macchine e pochissime aziende che hanno sviluppato soluzioni di manutenzione predittiva (5%).

La realtà aumentata come mission aziendale

 
Mattia Salvi

Startupper e fondatore di Aryel, la piattaforma digitale per realtà aumentata

C’è poi l’applicazione tecnologica che in questa fase non più iniziale, quindi, dovrebbe dare una spinta alla transizione. Ma che invece resta ancora indietro. Mattia Salvi, 24 anni, bergamasco, dopo gli studi alla Statale di MIlano, e conseguito un master executive in Bocconi e uno all’Mit Sloan negli Stati Uniti, Mattia Salvi, punta su questa tecnologia e fonda Aryel, startup la cui mission è riuscire «democratizzare la realtà aumentata».
Aryel è la startup fondata a marzo 2020 in piena pandemia, ma nel giro di poco tempo ha suscitato l’interesse di molte piccole e medie imprese sul territorio nazionale e internazionale che, di fronte a un nuovo bisogno sollevato dall’emergenza sanitaria, hanno deciso di potenziare le proprie strategie in ottica AR grazie al supporto di Aryel. Salvi ha creato così un osservatorio privilegiato su mercato e industria digitale, fatto di progetti anche in chiave internazionale (Boehringer Ingelheim, Lavazza e Sentinel Diagnostics). «Questa tecnologia può e deve essere la base dei progetti di crescita digitale anche delle piccole imprese». Lo spiega meglio. «Finora sembrava una tecnologia accessibile solo a grandi aziende con grandi budget. Non è più così: è un investimento che può far parte del modello di business di sempre più medie, ma anche piccole aziende. La realtà aumentata – spiega Salvi -, è una tecnologia che permette di vedere attraverso la fotocamera anche del proprio smartphone informazioni e animazioni virtuali come se fossero “dal vivo”».
È l’ambiente perfetto in cui l’innovazione si realizza nella dimensione phygital, dove mondo fisico e digitale si incrociano. Dagli occhiali Hololens Microsoft o i Google Glass, alle applicazioni di Dynamics 365 remote assist (appena adottati dall’Oreal nella produzione), fino a Visual Live, nelle costruzioni, capace di integrare funzioni di realtà aumentata per potenziare in cantiere informazioni fornite dai software di progettazione Bim.

 

Sono sempre più diffusi i tool che consentono a operatori e tecnici industriali di ricevere e fornire assistenza in remoto direttamente sulle linee di montaggio. Ma l’ambito delle applicazioni in chiave smart factory si estende all’ottimizzazione dei processi di assistenza, produttivi e di manutenzione di sistemi e impianti industriali. Secondo l’ultimo studio Bcg, l’80% delle aziende ha avuto un impatto positivo nei processi di manufacturing, operations, field services e training. «Il supporto WebAR se integrato nei processi di training – spiega Salvi – e in relazione a macchinari industriali, fornisce aiuto in tempo reale agli operatori, rilevando eventuali errori di processo o di malfunzionamento e aumentando sicurezza e performance. In due parole, ottimizza i costi».

La tecnologia come interfaccia con le macchine

Finora, o fino a poco tempo fa, l’unico modo per avere informazioni sulla condizione o sulla stato dei prodotto, delle attrezzature o degli impianti industriali era andare sul posto e verificare di persona, direttamente. Oggi l’aumento della potenza di calcolo e della connettività possono digitalizzare queste funzioni aziendali, anche creando un “gemello digitale” di qualsiasi parte del sistema o attrezzatura industriale. Basta pensare all’utilizzo degli smart glass, smartphone o tablet che cosa significa per un manutentore: avere accesso a un supporto diretto da remoto durante l’attività di conduzione delle macchine industriali e guidare passo dopo passo all’individuazione e risoluzione del problema o del guasto.

 

Un esempio di applicazione di interfaccia uomo-macchina attraverso sistemi di realtà aumentata sui processi e impianti industriali di Cascina Italia nello stabilimento di Spirano (Bg)

La facilità di integrazione con le infrastrutture cloud genera reportistica che ottimizza i flussi di lavoro. «Negli assemblaggi di asset produttivi – spiega Salvi - si fa riferimento a informazioni spesso su carta in un ambiente di lavoro 3D. La realtà aumentata consente di operare in un ambiente tridimensionale con dati in tempo reale e acquisire le informazioni in modo più intuitivo e immediato».

Ma l’alta capacità di diagnosi nelle attività di manutenzione è l’applicazione più diffusa della realtà aumentata nell’industria: aumenta la precisione di analisi di un problema senza dover necessariamente mettere mano nei macchinari. Interessante cosa sta succedendo nel settore dell’automotive. Dalla Lamborghini alla Ferrari, dalla Dallara fino ai novi stabilimenti Stellantis, la realtà aumentata è ormai tecnologia base per progettare, impostare e analizzare design e funzionalità di una nuova vettura. La vice presidente per il customer service di Mercedes Benz Usa, Dianna du Preez, ha spiegato in modo efficace che cosa significa aver introdotto questa applicazione in ambito di processo industriale: “La realtà aumentata ci ha consentito di risolvere il 60% dei problemi complessi nell’arco delle prime 24 ore, perché attraverso il visore un tecnico molto esperto, attraverso la connessione in remoto, può condividere il punto di vista con il meccanico sul posto e guidarlo passo per passo nelle operazioni da eseguire”.

Le applicazioni d’impresa per la transizione 4.0

 

Non solo meccatronica, ma anche tessile e gomma-plastica

Settori industriali come il meccanico e meccatronico, il tessile e quello di produzione di gomma e materie plastiche possono trovare dell’AR la soluzione ideale per rendere più agili i processi produttivi e aumentare la sicurezza dei dipendenti, supportando i processi di apprendimento e andando a sostituire o integrare manuali d’uso e sessioni di training. Inoltre, soprattutto in caso di aziende che investono nella partecipazione a fiere ed eventi di settore, l’AR permette di portare “virtualmente” tutto il catalogo prodotti/macchinari e permettere a potenziali clienti e partner di esplorare i modelli 3D ovunque si trovino e in totale autonomia.

Nell’edilizia la progettazione si integra con il cantiere

Per quanto riguarda il settore dell’edilizia, l’AR può essere un’integrazione interessante in tutti i vari step di lavoro. Dal momento della progettazione, supportando il lavoro di geometri ed architetti con preview in AR degli edifici, permettendo di vederli inseriti nello spazio reale in cui verranno costruiti e integrando i progetti con contenuti e rendering 3D. Questo processo permette ad architetti e appaltatori di collaborare sui cambiamenti che avvengono tra la fase progettazione e l’effettiva fase di inizio cantiere, supportando nell’individuazione di potenziali problemi e aiutando a risolverli in tempo.

 

Il settore chimico-farmaceutico garantisce formazione a distanza

Grazie alla Realtà Aumentata, laboratori e aziende nel settore chimico e farmaceutico possono sviluppare esperienze AR personalizzate da avviare senza alcuna interferenza con il flusso di lavoro di routine, garantendo procedure sicure ed efficienti e potenziando i processi di formazione in presenza e a distanza. I corsi di formazione e di aggiornamento possono essere infatti migliorati con esperienze digitali, che permettano ai dipendenti di sperimentare anche i procedimenti più delicati e complessi in tutta sicurezza. Inoltre, con esperienze AR coinvolgenti, le aziende possono fare presentazioni immersive durante fiere ed esposizioni, offrendo ai visitatori l’opportunità di visualizzare macchinari e processi senza averli fisicamente in loco, risparmiando sui costi relativi alla logistica e trasporti.

Il debutto anche nella finanza con gli Nft

I Non-Fungible-Token sono informazioni digitali di proprietà esclusiva di un utente, certificati dalla tecnologia della blockchain. Sono ormai diventati asset digitali degli acquisti e la realtà aumentata migliora l’esperienza dell’utente che acquista Nft rendendola unica. I Nft che implementano la realtà aumentata, offrono la possibilità di visualizzare oggetti digitali nell’ambiente circostante. Questa combinazione consente alle persone di interagire con la propria proprietà virtuale facendo nascere un’esperienza ancora più coinvolgente e unica nel suo genere. Secondo il rapporto trimestrale di Atelier Bnp Paribas, il mercato degli Nft sarebbe in crescita esponenziale: un mercato che supererà i 2 miliardi di dollari.

 

Una tecnologia per strategie di marketing a misura di Pmi

Opportunità innovativa per piccole e medie imprese e startup: la realtà aumentata è stata inserita nelle strategie di marketing di sempre più aziende per la capacità di migliorare l’esperienza dell’utente e creare engagement attraverso la gamification e campagne personalizzate. Fra i diversi effetti prevale il vantaggio di aumentare la competitività, permettendo ai brand di distinguersi. Ma vantaggi si possono contare anche sul fronte creazione di esperienze in white-label e quindi customizzabili al 100% , aumenta la brand awareness e consente operazioni di retargeting mirate, non solo in base alle loro abitudini online, ma anche off-line.

L’esperienza dello shopping con l’esperienza aumentata

Si può entrare fisicamente in un negozio per provare un articolo restando comodamente a casa, e poi acquistarlo. È un nuovo modo per entrare in contatto con potenziali clienti online, attraverso e la realtà aumentata offrendo una coinvolgente esperienza di shopping. La realtà aumentata offre la possibilità di vivere un’esperienza che si colloca a metà tra il contatto fisico e l’assoluta comodità dell’acquisto online. Una tra le applicazioni più diffuse è la Product Visualization, che permette di vedere proiettato davanti a sé (tramite smartphone) il modello virtuale del prodotto che vorrebbe acquistare. Un esempio: si desidera acquistare un quadro ma non si sa se nella propria casa starà: grazie alla realtà aumentata è possibile visualizzarlo proprio come se fosse lì, davanti a noi.

 

Mattia Salvi

Fondatore e Ceo della startup Aryel

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Un bisogno sempre più presente

Mattia Salvi, 24 anni, founder e Ceo di Aryel, dopo aver studiato all’Università Statale di Milano e un master executive in Bocconi e uno all’MIT Sloan negli Stati Uniti, ha deciso di puntare su questa tecnologia. La piattaforma Aryel è la tecnologia abilitante con un amisison in più. Salvi la definisce così: «Con Aryel intendo democratizzare la realtà aumentata, permettendo a realtà anche minori di utilizzarla per le proprie attività e strategie di crescita». Fondata a marzo 2020 in piena pandemia, nel giro di poco tempo ha suscitato l’interesse di molte piccole e medie imprese sul territorio nazionale e internazionale, e che ne hanno riconosciuto il valore decidendo di potenziare le proprie strategie di marketing in ottica AR grazie anche al supporto di Aryel.

Cosa significa allora per un’azienda la realtà aumentata?

Nell’ambito dell’industria 4.0, è uno strumento di supporto per ottimizzare i processi di assistenza, produttivi e di manutenzione in ambito industriale. Sempre più questo significa che le soluzioni AR possono avere un notevole impatto nei processi di manufacturing, operations, field services e training.

Qual è l’ostacolo che ancora resiste?

Di credere che sia ancora una tecnologia accessibile solo a grandi aziende con grandi budget. Invece oggi entra a far parte del modello di business di sempre più Pmi e anche di piccole aziende. Negli anni mi sono spesso scontrato con questa convinzione. Con Aryel, ma esistono diverse altre piattaforme, abbiamo voluto risolvere proprio questo bisogno creando una piattaforma di software “fai-da-te” che con un abbonamento mensile o annuale permette di creare esperienza in AR in pochi semplici clic.

Sul mercato ci sono anche diverse piattaforme che erogano servizi di AR...

Almeno due terzi delle imprese è abituato a utilizzare beni strumentali e software a fronte di canoni mensili o annuali. In questa prospettiva ho trasferito l’attività in chiave digitale e mi sono inserito sul mercato della consulenza operativa e creato «Aryel», proprio per risolvere questo bisogno. ma c’è anche un ulteriore aspetto per un’impresa: favorisce l’attrattività aziendale.

In che senso avviene questa attenzione?

Oggi, il focus primario delle aziende, grandi o piccole che siano, e dei brand è quello di riuscire ad attrarre le nuove generazioni, i milgiori giovani, i talenti. Per target così dinamici, investire nell’innovazione è fondamentale e tecnologie come la realtà aumentata possono giocare un ruolo chiave soprattutto in termini di attrazione di nuovi profili professionali.

Ma concretamente che cosa significa realizzare progetti in realtà aumentata e quali sono le sue potenzialità?

Per rispondere proprio a queste domande, ho anche scritto un libro (“Realtà aumentata per il marketing. Metodi disruptive e phygital experience per unire il mondo fisico e digitale” edizioni Dario Flaccovio Editore), pubblicato a settembre 2021, un manuale che racconta la nascita e l’evoluzione della realtà aumentata. Ho raccolto casi studio, statistiche ed esempi, ma anche metodi disruptive e phygital experience per unire il mondo fisico e digitale. Cerco sempre di trovare aspetti in cui è possibile portare innovazione o valore aggiunto. Tutto quello che ho fatto finora è venuto in modo molto spontaneo e contribuire a mettere a disposizione di tutti strumenti innovativi e che incoraggino la digital transformation è fondamentale per me. Per questo credo sia importante iniziare a raccontare in modo diretto e chiaro cosa è la realtà aumentata e perché sta trasformando il modo in cui impostiamo strategie di crescita aziendale.
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