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Fit for 55 , prosegue il conto alla rovescia per limitare le emissioni del 55%

Articolo. Mettere d’accordo interessi e visioni di 27 Paesi con culture, sensibilità, storie diverse non è facile e necessita un lungo lavoro di confronto e di dialogo. Scopriamo meglio il complicato viaggio del pacchetto Fit for 55 per limitare le emissioni.

Lettura 7 min.

Fit for 55, un percorso legislativo complicato

Che il percorso del pacchetto “Fit for 55” (Pronti per il 55%) sia complicato è chiaro anche ai funzionari europei. Il programma è nato per ridurre del 55% le emissioni di gas serra nella Ue entro il 2030. Il pacchetto è composto da 13 proposte di legge, per raggiungere la neutralità climatica nel 2050.

Il percorso è complicato al punto che il Consiglio dell’Unione Europea - con il Parlamento europeo, co-legislatore del progetto - ha pubblicato appena prima di Natale un’ampia descrizione del piano di lavoro, con tutti gli aggiornamenti relativi alle diverse proposte.

Mettere d’accordo interessi e visioni di 27 Paesi con culture, sensibilità, storie diverse non è facile e necessita un lungo lavoro di confronto e di dialogo.
Per tradurre in legge gli obiettivi climatici contenuti nel Green Deal, il pacchetto “Fit for 55”, adottato dalla Commissione il 14 luglio 2021, segue la procedura normale che a un osservatore esterno appare decisamente macchinosa.

Poteri e limiti del Consiglio Europeo e del Consiglio dell’Unione

Costituito dai capi di Stato o di Governo di ogni Paese membro, il Consiglio europeo (European Council) è presieduto fino al 22 maggio dal belga Charles Michel e riunisce i capi dello Stato e di governo dei 27 Paesi membri.

Non ha poteri legislativi ma detta la strategia e le priorità dell’Unione. Collocato nello stesso edificio e servito dallo stesso staff, ha potere legislativo invece il Consiglio dell’Unione Europea (Council of the European Union) presieduto da gennaio di quest’anno per sei mesi dalla Francia. È qui che siincontrano i ministri competenti, ognuno per la sua specifica delega, per adottare leggi e coordinare le politiche continentali. Per il funzionamento dei due organi puoi leggere e approfondire qui.

 

La sede del Consiglio dell’Unione Europea

Il Consiglio dell’Unione riceve le proposte nel pacchetto e le analizza all’interno di gruppi di lavoro dove esperti e rappresentanti dei 27 Stati membri ne discutono i contenuti, preparando il terreno per un accordo sul testo legislativo definitivo. I gruppi di lavoro - oltre 150 - e i comitati specializzati sono “organi preparatori del Consiglio”, coordinati dal Coreper, il Comitato dei rappresentanti permanenti dei governi degli Stati membri dell’Unione europea.

Diviso in due sezioni (I e II) con diverse aree di interesse, il Coreper è composto dagli ambasciatori aggiunti presso l’Ue dei 27 Stati Membri (per l’Italia Stefano Verrecchia, Coreper I, e Luca Laudiero, Coreper II).

Il Coreper è il principale organo preparatorio del Consiglio, luogo di dibattito dove si prepara l’accordo sul testo di legge, ma non è un organo decisionale dell’UE. Eventuali accordi raggiunti al suo interno in merito a ogni proposta possono ancora essere messi in discussione dal Consiglio stesso, che rimane l’unico ad avere potere decisionale.

Sul “Fit for 55” i gruppi di lavoro hanno lavorato a ritmi serrati per tutto l’autunno, con tre incontri settimanali per le tematiche ambientali e due su quelle relative ai trasporti per la proposta di Regolamento sull’implementazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi.

Il Parlamento europeo e il ruolo delle Commissioni

 

In parallelo, anche l’altro co-legislatore, il Parlamento Europeo, esamina il pacchetto Fit for 55 nelle commissioni parlamentari competenti per materia: le commissioni TRAN (Trasporti e Turismo), ENVI (Ambiente), ITRE (Industria, Ricerca, Energi), ECON (Affari economici).

Le commissioni esprimono un “parere” che concorrerà a stabilire la linea del Parlamento. Nel suo “progetto di parere” del 13 dicembre, la Commissione ECON per esempio sottolineava come nella proposta della Commissione fossero assenti “settori quali i prodotti chimici e le materie plastiche” , invitando ad ampliare l’ambito di applicazione alle emissioni indirette “poiché la loro inclusione consentirà di riflettere meglio i costi del carbonio sostenuti dall’industria europea e stimolerà anche i paesi terzi che esportano nell’UE ad adottare processi di produzione che generano meno emissioni”.

 

CO2 per le auto e carbonio alla frontiera

Le prime proposte che secondo gli osservatori verranno discusse nella Commissione ambiente del Parlamento saranno la riduzione dei limiti di CO2 per le auto e il CBAM (Carbon border adjustment mechanism, ovvero il meccanismo di adeguamento del carbonio), lo strumento con cui l’Europa intende far fronte alle importazioni da Paesi con legislazioni sul clima meno severe, in modo da evitare delocalizzazioni.

Le relazioni dei due “rapporteur” (relatori), gli olandesi Jan Huitema e Mohammed Chahim sono ora al vaglio della Commissione Ambiente, il cui voto è previsto per la fine di Aprile, per passare poi al voto in assemblea plenaria, in Giugno. Nello stesso periodo è prevista la pubblicazione della posizione del Consiglio che raccoglierà i frutti delle negoziazioni condotte dalla ministra francese per l’Ambiente Barbara Pompili.

Parlamento e Consiglio dell’Unione (per il funzionamento dell’iter parlamentare potete approfondire qui) possono modificare in modo significativo le proposte, ma devono comunque tener conto dell’obiettivo del 55% così come definito dalla legge sul Clima.

Con Fit for 55, la Commissione ha presentato un piano bilanciato di riduzione delle emissioni: se i due co-legislatori decideranno di cambiare i rapporti dovranno comunque tener conto del fatto che ogni aumento delle emissioni introdotto in un settore dovrà essere compensata dalla diminuzione di emissioni in un altro settore.

Con il lavoro delle commissioni e del Coreper rispettivamente, entrambi i co-legislatori troveranno un accordo sulla posizione che vogliono portare avanti rispetto alla proposta della Commissione, quindi si apriranno i triloghi, colloqui informali a porte chiuse tra rappresentanti del Consiglio, del Parlamento e della Commissione per trovare una sintesi accettabile per tutte le parti.

Nei triloghi il Parlamento è rappresentato dal ‘rapporteur’, l’estensore del rapporto sul singolo tema, mentre il Consiglio è rappresentato dal Paese che lo presiede,da gennaio di quest’anno e fino a luglio, la Francia.

In questo sottile gioco di mediazione, i beneinformati affermano che le proposte più ambiziose partono solitamente dal Parlamento, mentre il Consiglio tende ad annacquare le proposte della Commissione. Le resistenze comunque, da parte delle industrie, di alcuni stati membri come la Polonia ma anche da potenze straniere quali Stati Uniti e Cina - per quanto riguarda il meccanismo di Compensazione del carbonio alle Frontiere - non mancano.

I testi di compromesso ottenuti nei triiloghi passeranno quindi all’adozione ufficiale dal parte del Parlamento e del Consiglio e potranno finalmente entrare nel diritto dei singoli Stati membri.

Grafica 2

Il pacchetto “Fit for 55” si allarga

Intanto, la Commissione Europea ha continuato a lavorare per migliorare e integrare il pacchetto di proposte adottate il 14 luglio con nuove misure mirate alla riduzione delle emissioni nel settore dei trasporti e dell’edilizia.

Il 14 dicembre ha adottato 4 nuove proposte che dovrebbero modernizzare il sistema dei trasporti ridurne le emissioni del 90%, “aumentando la connettività e trasferendo un maggior numero di passeggeri e merci verso il trasporto ferroviario e per vie navigabili interne, sostenendo l’introduzione di punti di ricarica, infrastrutture di rifornimento alternative e nuove tecnologie digitali, ponendo maggiormente l’accento sulla mobilità urbana sostenibile e facilitando la scelta di diverse opzioni di trasporto in un sistema di trasporto multimodale efficiente”.Leggi di più qui.

Le proposte riguardano:
- la revisione del regolamento del TEN- T, la rete di trasporto trans europeo
- iniziative concrete per eliminare gli ostacoli ai viaggi transfrontalieri e a lunga percorrenza e rendere il trasporto ferroviario più attraente per i passeggeri
- l’aggiornamento della direttiva sui sistemi di trasporto intelligenti (ITS)
- l’adozione di una legge quadro per la mobilità urbana incentrata su bici e pedoni (European Urban Mobility Framework).

La rete del Trans-European Transport Network (TEN-T): La Commissione Ue ha adottato 4 nuove proposte per modernizzare il sistema dei trasporti e ridurne le emissioni del 90%, aumentando la connettività e trasferendo un maggior numero di passeggeri e merci sul trasporto ferroviario e per vie navigabili interne

Il giorno dopo, il 15 dicembre è stata adottata invece la revisione della Direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia (Energy Performance of Buildings Directive) al fine di disciplinare e quindi minimizzare il consumo energetico degli edifici tenendo conto dei costi del carbonio, sostenendo investimenti per la ristrutturazione.

“La nostra revisione- ha affermato Frans Timmerman, vicepresidente vicario della Commissione Europea - introduce diverse misure. I passaporti di ristrutturazione terranno traccia dei miglioramenti, gli attestati di prestazione energetica saranno richiesti per tutti gli edifici o appartamenti in vendita e, in particolare, gli standard minimi di prestazione energetica saranno applicati a tutti gli edifici con un’etichetta energetica G. Questi edifici, che rappresentano circa il 15% degli edifici in ogni Stato membro, devono essere aggiornati almeno all’etichetta energetica F entro il 2030, e all’etichetta E nel 2033. Per gli edifici pubblici, le scadenze sono rispettivamente il 2027 e il 2030”.

 

La Commissione si è infine preoccupata di raccomandare al Consiglio di “porre le persone al centro della transizione verde” con una serie di “orientamenti specifici per aiutare gli Stati membri a elaborare e attuare pacchetti strategici che garantiscano una transizione giusta verso la neutralità climatica affrontando in modo globale gli aspetti sociali e occupazionali della transizione.

Di cosa si discute ora: la presidenza francese

La strada per “Fit for 55” è ancora lunga e complicata: l’accurata relazione del presidente del Consiglio sullo “Stato di avanzamento dei lavori riguardo ai cinque fascicoli relativi all’ambiente del pacchetto Pronti per il 55” (ambiente, energia, trasporti, economia e finanza) presentata il 20 dicembre riporta un quadro di grande eterogenità, con posizioni diverse e spesso opposte, dubbi e preoccupazioni diffuse.

La Slovenia - che ha guidato l’Europa alla Conferenza sul Clima COP 26- ha chiuso i suoi sei mesi di presidenza rivendicando importanti progressi tecnici di un piano complesso e fortemente interconnesso che ha sempre considerato altamente prioritario ma, secondo alcuni analisti, le proposte adottate a dicembre dalla Commissione risultano meno ambiziose rispetto a quelle introdotte a luglio, più caute, meno determinate a eliminare, sia pur gradualmente, i carburanti di origine fossile.

Ora il pallino passa alla presidenza francese che secondo gli esperti si concentrerà sulla regolamentazione e l’innovazione del mondo digitale e, per il pacchetto Fit for 55, sull’aumento dei costi energetici, la povertà energetica, il nucleare.

Massimo Gaudina

«La Francia ha posto la transizione ecologica e la lotta al cambiamento climatico fra le sue tre priorità per il suo semestre di Presidenza - afferma Massimo Gaudina, capo rappresentanza a Milano della Commissione Europea -. In particolare è stata preannunciata un’attenzione forte sulla “tassa CO2” sui prodotti da importare in Europa, ma oggetto dei negoziati sarà l’insieme delle misure “FitFor55” proposte dalla Commissione».

Checklist

Organismi europei, funzioni e proposte

  1. Consiglio Europeo

    Riunisce presidenti e capi di Stato e Governo dei Paesi membri. IL suo attuale presidente è il belga Charles Michel. Non ha funzioni legislative
  2. Consiglio dell’Unione Europea

    Organo legislativo, è composto dai ministri competenti in materia e dai rappresentanti dei diversi Stati membri. Istituito nel 2009, è presieduto a turno per 6 mesi da uno dei paesi dell’Unione - da gennaio , la Francia- che ha la responsabilità di portare avanti i lavori in agenda
  3. Parlamento Europeo

    detiene il potere legislativo insieme al Consiglio: è composto da 702 deputati eletti direttamente dal popolo. Ha sede a strasburgo: il su presidente è l’italiano David Sassuoli
  4. Triloghi

    colloqui informali a porte chiuse tra rappresentanti del Consiglio, del Parlamento e della Commissione per trovare una sintesi sulle proposte legislative adottate dalla Commissione. Il testo approvato durante itrilogo va poi ratificato da Parlamento e Consiglio attraverso le procedure formali proprie dell’istituzione.
  5. Revisione della Direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia

    proposta adottata a dicembre dalla Commissione Europea in completamento del pacchetto “fit for 55”, incentrata sull’efficentamento energetico degli edifici.
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