Grifal: salveremo il mondo dalla plastica

L’azienda di Cologno al Serio ha ricevuto il premio «Award Entrepreunership Family Business per il Dinamismo Imprenditoriale» dell’Università di Bergamo e di PwC. Il suo cartone ondulato e i suoi 16 brevetti stanno riscrivendo la storia del packaging industriale. E Amazon l’ha inclusa fra le aziende globali per fruire dei suoi servizi di imballaggio. Un nuovo Ceo definirà la strategia commerciale. Ecco la sua storia

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La forza competitiva «sfilata» dal cartone

Il nome già porta in sé il richiamo a sfide epiche: cArtù. Ad alcuni, nel pronunciarlo, ricorda il materiale grezzo secondo l’inflessione dialettale locale. Inevitabile in quasi tutta la Lombardia. A molti altri, quella “A” maiuscola rimanda invece al mitico sovrano inglese della fine del 400, protagonista di gloriose gesta, a cominciare da quella spada pesantissima sfilata magicamente dalla roccia e che poi, grazie ad alcuni storici, ha trasformato il sovrano della tavola rotonda anche in testimonial dell’era del ferro.

La Grifal ha sfilato la sua forza innovativa e competitiva non dalla roccia, ma dal cartone. Dal cartone ondulato, dove l’altezza dell’onda che si riesce a creare piegandolo fino a valori quasi infinitesimali diventa il vero vantaggio competitivo sui mercati: resistenza, flessibilità, risparmio di materia prima, sostenibilità ambientale. Così, oggi il sistema cArtù sta già sostituendo in performance e protezione il polistirolo e le altre plastiche per gli imballaggi in ogni settore industriale. È probabile che Grifal resterà testimonial di questa “era del cartone” proprio per la capacità di trasformazione, di lavorazione e riuso in senso sostenibile della materia prima, secondo la perfetta linearità dell’economia circolare: progettazione, produzione, riciclo e riuso come nuova materia prima.

 

Anno 1969: la fondazione della Grifal. Nasce l’impresa controllata dalla famiglia Gritti (quattro fratelli). È una piccola azienda che produce scatole di cartone da imballaggio. Oggi la sede è a Cologno al Serio e occupa oltre 100 dipendenti.

Quartier generale a Cologno al Serio, una sede costruita agli inizi degli anni ’90 «per adeguare anche la nostra immagine sul mercato e di fronte alla portata industriale di clienti di allora come Ibm e Hewlett Packard, a cui fornivamo le famose “scatole nere”, i contenitori d’imballo delle loro schede elettroniche e che per primi abbiamo creato con la grafite già inserita nel cartone per evitare che cariche elettrostatiche potessero rompere le schede destinate a computer e stampanti» racconta oggi Fabio Gritti, presidente e Ceo della Grifal.

Fabio Gritti

Presidente e Ceo di Grifal

Azienda fondata nel 1969 (il nome deriva dall’unione dei due cognomi Gritti e Falezza, il cognato, che poi però nel ’76 lascia l’azienda), la Grifal è quotata in Borsa al segmento Aim Italia, il listino dei piccoli, da un anno esatto. Insieme ai quattro fratelli ora la famiglia Gritti controlla l’80% del capitale. In realtà è in corso un’operazione di conversione di titoli warrant che porterà la quota di controllo della famiglia al 70%. «Ma poi ci sono 9 nipoti, di cui 7 femmine» precisa subito Gritti, dando uno sguardo alla figlia Giulia, Marketing director dell’impresa, e seduta al suo fianco.

Giulia Gritti

Marketing Director di Grifal

Lo dice per rimarcare che la famiglia resterà sempre al centro del progetto di crescita e di sviluppo aziendali. «Ma non credo sia sbagliato ipotizzare anche scelte diverse. La quotazione è stata importante perché ha consentito di stabilire che tutti siamo e ci sentiamo coinvolti nell’impresa. Anche se sono convinto che l’imprenditore, pur se della famiglia, non deve diventare un limite per la sua impresa».

Il premio per dinamismo imprenditoriale

La famiglia, del resto, è sempre stata il motore di questa azienda per sviluppo e crescita, per capacità di porsi sfide in continuazione e rilanciarsi sempre come forza competitiva sui mercati e rispetto ai concorrenti, per capacità di introdurre innovazione non solo nei processi produttivi, ma in particolare nei prodotti.

Una storia d’impresa che infatti verrà premiata. Sarà proprio il modello Grifal, come impresa familiare dinamica, a ricevere il riconoscimento dell’Università di Bergamo, l’«Award Entrepreneurship Family Business per il Dinamismo imprenditoriale». Il premio verrà consegnato mercoledì 21 giugno, nell’aula magna dell’ateneo (per partecipare all’evento iscriversi qui), nell’ambito di Ifera, la conferenza internazionale di studio dei modelli imprenditoriali familiari nel mondo, organizzata dal Cyfe, il Centro di ricerca sulle imprese giovanili e familiari dell’ateneo orobico, in collaborazione con PwC, il network internazionale specializzato nella consulenza aziendale.
Per la prima volta a Bergamo, la conferenza Ifera sarà occasione di richiamo e di confronto per oltre 250 fra docenti, studiosi e imprenditori, anche del territorio.

 

La sede della Grifal a Cologno al Serio: l’impianto si estende su 30.000 metri quadri di superficie di cui 15.000 coperti

Una storia con l’innovazione nel Dna di famiglia

La Grifal sarà quindi al centro di questa conferenza come caso di studio reale. Innovazione e competitività del resto sono da sempre nel Dna dell’azienda Grifal, geni fisiologicamente e letteralmente trasmessi ai figli dal papà Renato (per la determinazione) e mamma Anna Maria (per le geniali intuizioni commerciali). A cominciare proprio dal padre, vero protagonista di dinamismo imprenditoriale e capacità competitive fenomenali, ma scomparso troppo presto, a 42 anni, in un incidente sul lavoro.
È papà Renato, a dare impulso imprenditoriale a tutto. Da quando, quel giorno in cui a 21 anni lascia l’impiego in banca - l’ufficio gli stava probabilmente troppo stretto - e decide di lasciare libero il proprio spirito d’iniziativa, vocazione che a sua volta il padre gli aveva già riconosciuto nel momento della spartizione dei beni di famiglia tra i figli: «A Renato non do nulla perché - disse - Renato è in grado di cavarsela comunque».

Una storia di competenze e di investimenti per raggiungere l’obiettivo qualità del 100% di ecocompatibilità e sostenibilità dei propri prodotti sul mercato

E Renato non lo smentì, mai, in nessuna delle attività in cui si mise alla prova: dal trasporto, all’agricoltura, dall’allevamento all’immobiliare. Quello spirito imprenditoriale però è rimasto sempre in famiglia, e anche dopo il tragico incidente non è mai andato perso. Le redini, per prima, le raccoglie e le rilancia con altrettanta geniale intuizione commerciale la mamma Anna Maria Tisi, a 34 anni diventa lei la nuova protagonista spinta dello spirito d’impresa. Tutto parte da un annuncio letto sul giornale: un’azienda tedesca cercava qualcuno che fornisse scatole per contenere prodotti. Se i tedeschi hanno questo bisogno – si disse Anna Maria fra sé - è perché ci hanno visto un mercato e un business da sfruttare. Decide così di acquisire uno scatolificio a Villasanta, e risponde a quella richiesta. Da lì in poi la crescita è impetuosa, costante. Oggi, a 86 anni, mamma Anna Maria vive con orgoglio i successi imprenditoriali dei quattro figli.

 

Anno 2016: la grande impresa di cArtù. Nasce la rivoluzione del packaging: cArtù è un nuovo tipo di cartone ondulato estremamente innovativo con “onde”alte da 5 a 20 millimetri. Resistente, flessibile è interamente riciclabile come materia prima.

La sostenibilità come leva competitiva

Uno di questi successi è il brevetto cArtù. La Grifal sta crescendo e imponendo la propria leadership sul mercato del packaging e degli imballaggi industriali anche sulla spinta proprio di quest’ultimo brevetto: forte connotazione innovativa e una importante componente di sostenibilità e responsabilità sociale. Tanto da far lanciare al presidente Fabio Gritti una nuova sfida, altrettanto epocale quanto le gesta dell’epico Re del V secolo: «Abbiamo tecnologia nostra, prodotti specialistici nostri, possiamo replicare il nostro modello di produzione sostenibile a livello globale e salvare il mondo dalla plastica».

I processi produttivi e lo stesso prodotto sono stati impostati per ridurre al minimo l’uso di materia prima e per abbattere il più possibile ogni tipo di spreco

Ma la vera forza è la tecnologia che ha consentito questa svolta: macchine pensate, progettate e prodotte interamente al proprio interno, un’altra leva del primato competitivo di Grifal. Ma cArtù resta dentro a una famiglia di prodotti tradizionali, già maturi, legati alla categoria Mondaplen – il moplen con in mezzo l’onda, un foglio ondulato di polietilene espanso - e che ancora oggi rappresenta il 60% del fatturato aziendale. Ma in un momento di piena esplosione del commercio online e delle spedizioni di pacchi, il sistema cArtù è destinato a diventare inevitabilmente la punta offensiva della strategia industriale e commerciale Grifal. E infatti cArtù sta già sostituendo in performance e protezione il polistirolo e le altre plastiche di origine fossile per gli imballaggi in ogni settore industriale. Grifal è già fra le 31 aziende globali certificate che forniscono imballaggi per le spedizioni di Amazon. Grifal testimonial, quindi, di un modello variamente diffuso sul territorio. Innovazione e competitività del resto sono da sempre nel suo Dna.

 

Anno 2015: l’offerta si allarga all’e-commerce. Azienda certificata globale per fornire imballaggi ad Amazon, anche Grifal crea una linea di prodotti di consumo, soluzioni packaging, che vengono messi in vendita attraverso un proprio canale di e-commerce.

La tecnologia fa la differenza sui mercati

Lo testimoniano il brevetto «cArtù» e i 16 brevetti depositati in 15 anni, una vocazione che «impone di reinventarsi un business ogni sei mesi» per garantirsi sempre un vantaggio competitivo decisivo. È recente, fra l’altro, la comunicazione dell’Ufficio europeo dei brevetti che conferma il brevetto europeo per il processo di produzione del rivoluzionario cArtù. La società inoltre dispone al suo interno anche di un laboratorio prove certificato dove viene testata l’efficacia protettiva delle differenti soluzioni da imballo: prove di caduta, vibrazioni, compressione e prove climatiche.
Ma aggiunge una precisazione: «L’innovazione non pesa allo stesso modo in tutti i settori. E innovazione non è solo velocità, rendere solo più efficienti i processi produttivi - spiega Gritti -. Noi abbiamo progettato di cambiare le caratteristiche del cartone per arrivare a cambiare la fruizione del prodotto finale. È nato così il cartone ondulato espanso che oggi può trovare applicazione non più solo nel settore degli imballaggi, ma in altri 35 settori industriali diversi, dal design all’edilizia (recente l’acquisizione del 15% dell’olandese Buxkin attiva nei rivestimenti fonoassorbenti di ambienti interni), dall’arredo alla moda, dal riuso del cuoio e del feltro». Ma all’estero Grifal guarda anche alla Romania, dove ha iniziato la produzione del nuovo cartone ondulato destinato a sostituire i gusci di polistirolo espanso negli imballaggi dei piccoli elettrodomestici e delle macchine di caffè.

 

Anno 2010: la nuova sfida della progettazione di macchine industriali. È una costola del mondo Grifal. Nasce Mondaplen Tech la società per progettare e costruire macchine industriali per la lavorazione del cartone. Questo assicura a Grifal la gestione completa della filiera.

Crescere per meglio competere

E poi c’è il grande punto di forza: Grifal è proprietaria della tecnologia per creare l’ondulazione del cartone, un macchina messa a punto in due anni di progettazione interna. È stato un passaggio importante, tanto da far lanciare al presidente la nuova sfida industriale, altrettanto epocale quanto le gesta dell’epico Re: «Vogliamo salvare il mondo dalla plastica».
E il mercato ha già apprezzato, il valore del titolo in un anno è raddoppiato dai 2,6 euro dell’Ipo della quotazione agli attuali valori fra i 4,8 e 5 euro, in funzione delle variazioni del poco flottante in Borsa. Un business industriale che si riflette anche sulle voci di bilancio dell’azienda: il 2018 ha chiuso con un giro d’affari di 17,36 milioni di euro, con un +9,8% sui 15,81 milioni del 2017. L’utile netto è salito dai 360mila euro ai 386mila euro di fine anno scorso.

 

Fabio Gritti, presidente e Ceo di Grifal, dà il primo tocco alla campana che annuncia la quotazione in Borsa lo scorso giugno 2018

Il 2019 ha già imboccato la strada delle nuove sfide. «L’obiettivo è sempre crescere. Ma costruire macchine industriali non è il focus del nostro business. Per questo il piano industriale ha previsto l’apertura quest’anno di due centri di distribuzione integrati dedicati a cArtù in Italia e Germania vicino agli impianti produttivi di due dei principali nostri clienti» spiega Gritti. In Germania, a Stoccarda, Grifal ha già costituito la Grifal Gmbh, la filiale tedesca proprio per sviluppare e supportare il mercato di cArtù e diventare sempre più sostitutivo della plastica negli imballaggi. Il mercato del resto conferma questa strategia: il green packaging cresce più rapidamente rispetto al comparto del packaging “tradizionale”: + 2,6% l’anno rispetto al +4,”% del secondo comparato, con un giro d’affari di circa 132 miliardi di dollari e una previsione di arrivare e a 203 miliardi a fine 2021.

Di fronte a questi dati Grifal prevede un’attenzione particolare anche al fronte commerciale, «con la creazione di una rete di filiali in Italia e all’estero, lo sviluppo di partnership con altri scatolifici per avviare dei centri di trasformazione integrati. Ed essere sempre più vicini a chi ha e avrà sempre più bisogno di imballare i prodotti che verranno spediti in tutto il mondo. Ma costruire una rete internazionale di produzione, nel mondo, è una strategia che richiede ordine e disciplina. È necessaria una competenza specifica, una figura che si dedichi interamente a questo obiettivo. Per questo - annuncia Gritti - prevediamo di coinvolgere nel nostro top management un nuovo Ceo per Grifal, manager da dedicare interamente a organizzare questa nuova nostra mission». La sfida competitiva è stata rilanciata un’altra volta.

Ifera

Le imprese familiari al centro di Ifera 2019

Cinque giorni di analisi, approfondimenti, studio e di confronto fra docenti, esperti e imprenditori, anche locali. L’impresa familiare come focus dell’evento, alla ricerca delle leve e dei processi che possono fare marciare le imprese familiari e dare un impulso alla loro imprenditorialità. L’evento che farà da cornice a questo percorso è «IFERA 2019», la conferenza internazionale per la prima volta a Bergamo su organizzazione dell’Università di Bergamo, in programma dal 17 al 21 giugno, e che porterà in città oltre 250 fra esperti e imprenditori.

Due gli eventi pubblici. Il 19 giugno in Aula Magna dell’ateneo al campus Sant’Agostino con il convegno: «Famiglie imprenditoriali: esperienze di cambiamento e sviluppo attraverso le generazioni» dalle 16,30 alle 19,00: una tavola rotonda con imprenditori al termine della quale verrà consegnato a un imprenditore il «Premio per il dinamismo imprenditoriale nelle aziende familiari» (la partecipazione all’evento è gratuita previa registrazione a questo link). Un secondo evento al Kilometro Rosso il 21 giugno con due appuntamenti, entrambi dalle 15 alle 19: «Aziende familiari: i tratti distintivi che favoriscono il dinamismo» e «La relazione fra università e aziende familiari» (per info e iscrizioni scrivere a: cyfe@unibg.it)