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Il calcestruzzo di i.Lab per il ponte di Genova

Articolo. Italcementi e Calcestruzzi sono coinvolte nella realizzazione della nuova infrastruttura. I materiali studiati a Bergamo rispondono alle esigenze di resistenza meccanica e di durabilità dell’opera

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L’architetto Renzo Piano ha scelto il calcestruzzo creato all’i.lab - il centro di innovazione del prodotto del Gruppo HeidelbergCement e sede di Italcementi e di Calcestruzzi (al Kilometro Rosso) - per realizzare il nuovo ponte a Genova sul Polcevera che prenderà il posto del ponte Morandi crollato il 14 agosto 2018.
Il materiale è stato utilizzato per la realizzazione delle pile delle prime campate del nuovo ponte. E il progettista dell’opera, l’architetto Renzo Piano, ha avuto parole di apprezzamento per i prodotti e le competenze delle società bergamasche Italcementi e Calcestruzzi spa.

Calcestruzzi, in particolare, è stata protagonista a Genova proprio durante la posa della prima campata del nuovo ponte. La realizzazione delle pile in calcestruzzo armato è stato un successo di squadra: insieme a Calcestruzzi è stato determinante l’apporto della direzione acquisti e logistica e della direzione tecnologia e qualità di Italcementi.
A Giuseppe Marchese, consigliere delegato Calcestruzzi, presente alla cerimonia della prima posa, sono giunti i complimenti da parte dell’amministratore delegato della Salini Impregilo, Pietro Salini, e dell’amministratore delegato della società Per Genova, Nicola Meistro. «Vorrei ringraziare personalmente tutta la squadra – ha detto Marchese - per l’impegno, la professionalità e le competenze dimostrate. Quest’opera va ad aggiungersi ai molti lavori realizzati dal nostro Gruppo, a ulteriore testimonianza della nostra capacità di mettere in campo soluzioni su misura per il cliente, raccogliendo anche le sfide più complesse».


Il mix design del calcestruzzo utilizzato per il nuovo ponte di Genova è stato messo a punto nei laboratori bergamaschi di i.Lab. Tutta la filiera delle materie prime che lo compongono sono state studiate e selezionate sia per rispondere alle stringenti richieste progettuali in termini di resistenza meccanica e durabilità, obbligatorie per un’opera di eccellenza come il nuovo ponte, sia per attenuare la «Co2 footprint». Complessivamente per il rifacimento del ponte occorreranno circa 67 mila metri cubi di calcestruzzo.
Non va neppure trascurato l’aspetto legato alla sicurezza dato che si lavora giorno dopo giorno rispettando i requisiti previsti a tutela dei lavoratori. Nel cantiere del nuovo ponte procedono insieme la costruzione della nuova infrastruttura e la demolizione di quella vecchia rimasta. Il nuovo ponte sarà lungo 1.100 metri e largo 30 metri (il Morandi circa la metà, 18 metri), dato che disporrà anche di due corsie di emergenza, più un camminamento su entrambi i lati per gli interventi di controllo e le ispezioni. Saranno 18 le pile in cemento armato che sorreggeranno il ponte. Il nuovo viadotto - ha detto recentemente il sindaco di Genova Marco Bucci - sarà pronto entro giugno.
Bergamo ha partecipato a più fasi per la ripartenza di Genova. Nella demolizione del Ponte Morandi era già stata coinvolta un’altra azienda bergamasca, la Demco di Seriate che aveva operato sui tronconi principali.

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