Il segreto dell’innovazione è liberarsi dai vecchi schemi

Melissa A. Schilling, docente alla New York University, una delle più importanti studiose al mondo nel campo dell’innovazione strategica industriale, ha scritto un libro uscito in Italia da pochi mesi, «Ribelli». Il testo individua e racconta che cosa accomuna i grandi innovatori che hanno cambiato il mondo. E indica la via: tutti possono avere buone idee

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Melissa A. Schilling , docente alla New York University, è una delle più importanti studiose al mondo nel campo dell’ innovazione strategica delle industrie che operano in settori all’avanguardia come software, videogame, biotecnologia ed energia rinnovabile.

Nel libro della Schilling «Ribelli. Nella testa di uomini e donne che inventano il futuro» , di cui è uscita da pochi mesi anche l’edizione italiana, si individuano gli elementi e i fattori che accomunano gli innovatori della storia, protagonisti dei grandi cambiamenti del mondo. E si indica la via: tutti possono avere buone idee.

Che cosa accomuna i grandi innovatori

Melissa Schilling

Docente alla New York University

«Tutti noi possiamo sfruttare alcuni meccanismi per scoprire e liberare le nostre potenziali capacità creative e quelle altrui», scrive la Schilling.

Ospite l’anno scorso all’evento organizzato dalla redazione di Skille, è intervenuta sul tema di che cosa renda un imprenditore anche un innovatore.

 

L’incontro di formazione di Skille. Da sinistra, Tareq Rajjal, direttore generale per l’Europa del Sud di Amazon Logistics, Marcello Raimondi e Melissa Schilling, docente ed esperta di innovazione

L’autrice va alla ricerca di che cosa accomuna i grandi innovatori che hanno cambiato il mondo, per imparare da loro i segreti dei geni. Si concentra sulle figure di Marie Curie , due Nobel, scopritrice del radio; Thomas Edison , inventore della lampadina e della prima centrale elettrica; Albert Einstein , padre della fisica moderna con la teoria della relatività; Benjamin Franklin , inventore, tra l’altro, del parafulmine; Steve Jobs , leader, con la Apple , dell’innovazione tecnologica nei campi informatico, della musica digitale e della telefonia mobile; Dean Kamen , l’ingegnere della biga elettrica supertecnologica.

 

Albert Einstein

Elon Musk , produttore di veicoli elettrici e, primo privato nella storia, di razzi; Nikola Tesla , famoso per le sue ricerche sulle correnti ad alta frequenza e ad altissima tensione. Periodi storici e ambiti diversi, per confrontare le caratteristiche generali di inventori straordinari: estrema fiducia nelle proprie doti, totale dedizione al lavoro, grande voglia di imparare (spesso da autodidatti), tendenza all’eccentricità, scarsa empatia. Elon Musk, il cui volto in primo piano campeggia sulla copertina del libro, ha due obiettivi: la lotta al riscaldamento globale e l’inquinamento e l’esplorazione dello spazio. Insegna che, a volte, il segreto del genio è soltanto liberarsi dai vecchi schemi.

Come nota Nolan Bushnell , l’ingegnere e imprenditore americano fondatore della Atari, citato dalla Schilling: «Praticamente a tutti, mentre fanno la doccia, viene in mente un’idea. È la persona che esce dalla doccia, si asciuga e agisce che fa la differenza». Noi ci siamo focalizzati sulle caratteristiche dei grandi innovatori enucleate dalla Schilling, per poi, si parva licet, individuare tre esempi bergamaschi di invenzioni recenti, per una possibile dimostrazione pratica e vicina a noi delle sue tesi.

Così si cambia il mondo: le caratteristiche dei geni

Tra le pagine del libro della Schilling, abbiamo identificato sei caratteristiche dei grandi geni.

  • 1 - Chi è straordinariamente innovativo non crede nell’impossibile. Quando all’inventore Dean Kamen osservarono che la sua idea di una sedia a rotelle che stesse in equilibrio su due ruote era impossibile da attuare, lui replicò: «Non ditemi che è impossibile, ditemi che non ci riuscite».
  • 2 - Un senso di estraneità e un’immensa fiducia in se stessi. Molti degli innovatori più rivoluzionari e prolifici esibiscono un senso di estraneità al contesto che li circonda: un atteggiamento che, insieme a un’immensa fiducia in se stessi, potrebbe contribuire alle intuizioni.
  • 3 - Una mente creativa e il lavoro come motivazione. Genialità e creatività non sono indipendenti: è raro trovare tra gli innovatori più importanti personaggi che non siano anche noti per la loro straordinaria intelligenza. Tutti lavoravano e lavorano sodo per molte ore al giorno.
  • 4 - Perseguire senza compromessi uno scopo più alto. Gli innovatori hanno affrontato problemi estremamente complessi con una tenacia e un fervore straordinari. Elon Musk: «Se qualcosa è abbastanza importante, bisognerebbe tentarlo anche se sembra destinato a fallire».
  • 5 - Raccogliere le opportunità e le sfide di un’epoca. Il luogo e il tempo possono influenzare positivamente il successo degli innovatori. Quando il mondo è interessato da rivoluzioni tecnologiche o economiche, si assiste spesso a una fioritura di invenzioni e innovazioni.
  • 6 - Non sono importanti i soldi ma le persone. I grandi personaggi hanno tratto vantaggio dalla possibilità di vivere e lavorare in un’economia efficiente ricca di risorse e di individui preparati, pur possedendo in genere meno mezzi di quanto ci si potrebbe aspettare.

Dai big del mondo a Bergamo

Le tesi di Melissa A. Schilling possono trova una conferma anche a Bergamo: gli innovatori sono coloro che sanno andare oltre la situazione e individuare nuove soluzioni. Per restare sul mercato si deve inventare sempre qualcosa di nuovo. La buona idea non si ferma al lampo di genio: coniuga studio, formazione, analisi.

A Bergamo, per favorire soprattutto i giovani, nel 2001 è stato avviato il progetto Incubatore d’Impresa, che mette a disposizione, di aspiranti e nuovi imprenditori, spazi attrezzati e un sistema di servizi di consulenza e assistenza personalizzati per supportare la progettazione dell’idea imprenditoriale. L’Incubatore si trova, dal 2014, nella sede di Bergamo Sviluppo al Point - Polo per l’Innovazione Tecnologica di Dalmine: una sezione è destinata a supportare iniziative a carattere innovativo nel settore terziario, l’altra è dedicata a sostenere il manifatturiero.

Per restare sul mercato si deve inventare sempre qualcosa di nuovo. La buona idea non si ferma al lampo di genio

La selezione dei candidati avviene tramite bando pubblico. La segreteria di Bergamo Sviluppo è in via Zilioli 2 a Bergamo. Dal 2001, all’Incubatore di imprese, sono nate 170 imprese. All’Ufficio brevetti e marchi di Bergamo arrivano un migliaio di richieste di informazioni all’anno. Un brevetto tutela e valorizza un’innovazione tecnica, ovvero un prodotto o un processo che fornisca una soluzione nuova e innovativa in risposta a un problema tecnico. Il brevetto italiano è rilasciato dallo Uibm del ministero dello Sviluppo economico. Si chiama Euipo , Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, l’ente che riconosce il brevetto europeo: la sede è ad Alicante, in Spagna. Grazie alla consulenza di Bergamo Sviluppo, abbiamo individuato tre invenzioni brevettate da altrettanti imprenditori locali, che hanno coltivato, con successo, la propria idea.

Il defibrillatore per tutte le condizioni meteorologiche

Tecatech è una teca per defibrillatori automatici. Nasce da un’idea della Pradella Sistemi che, grazie al know-how aziendale e allo studio del mercato di riferimento, prima ha ideato e realizzato Pila, il ricaricatore universale per dispositivi Usb, poi Tecatech, una teca speciale per contenere defibrillatori automatici esterni, dotata di particolari sistemi innovativi, in grado di mantenere costanti la temperatura e l’umidità in tutte le condizioni meteorologiche.

Furio Pradella

Titolare della startup Tecatech

«La Tecatech - spiega Furio Pradella, titolare sia del brevetto sia dell’azienda - è una startup innovativa, nata all’interno dell’Incubatore d’impresa della Camera di Commercio di Bergamo. Abbiamo già cinque brevetti: tre sono modelli ornamentali tutelati da Euipo, gli altri sono Tecatech e Pila, presentati allo Uibm. Tecatech è già stata esportata in Germania, Spagna, Svizzera. Sono stato recentemente a Barcellona e nel Canton Ticino, dove ho installato diverse Pile e defibrillatori in un’unica colonna».

Di Tecatech , nata nel 2016, sono già stati prodotti più di duecento pezzi. «Ne abbiamo anche in città e in provincia di Bergamo - continua Pradella -. Le isole digitali inaugurate recentemente dal Comune di Bergamo comprendono anche questo brevetto. A2A Smart City ha introdotto nei cataloghi anche i nostri prodotti. Il Comune di Bergamo ha acquisito 27 punti di ricarica: soltanto due, però, hanno anche la teca per defibrillatore, uno a Colognola e l’altro in attesa di collocazione. A Bergamo - spiega Pradella - il progetto è condiviso con l’Areu, l’azienda regionale emergenza e urgenza. In caso di allarme cardiaco, chiunque può intervenire, prelevando l’apparecchio salvavita e seguendo le istruzioni parlate in italiano e in inglese o leggendole su un cartello. Le statistiche mondiali dimostrano che il pronto ricorso a un apparecchio salvavita può ridurre drasticamente i decessi. La percentuale di sopravvivenza, con il defibrillatore, arriva al 64 per cento. Regione Lombardia patrocina installazioni sui sentieri di montagna: attueremo due test sulle Orobie».

L’inverter per l’impianto fotovoltaico sul balcone

Silvio Sottocorno

Titolare della Groen Akkedis Lean Energy

Energy mixer è un progetto di Groen Akkedis Lean Energy ed è un inverter: consente di convertire l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili in energia fruibile dall’utente. È facile da installare e non richiede iter burocratici o contratti con il fornitore di energia elettrica. È pensato per impianti fotovoltaici piccoli, realizzabili sul proprio balcone di casa con una tenda fotovoltaica o, se la zona di installazione è particolarmente ventosa, con un generatore mini eolico. Energy optimizer è un altro progetto, che può essere utilizzato anche per alimentare distributori di bevande, impianti semaforici, pannelli infovisuali, pubblicitari a led.

Anche Silvio Sottocorno è titolare sia del brevetto sia dell’azienda Groen Akkedis Lean Energy, un’altra startup, con sede al Point, il Polo tecnologico di Dalmine, nata dalla passione per l’ambiente, con l’obiettivo di progettare e realizzare prodotti elettronici per migliorare l’efficienza energetica di abitazioni e industrie. Riemerge, in ambito locale, uno degli obiettivi di Elon Musk: la lotta ai cambiamenti climatici. «Oggi Groen Akkedis - spiega Sottocorno - è impegnata nella progettazione di Energy mixer, una famiglia di inverter di nuova concezione per lo sfruttamento dell’energia prodotta da fonti rinnovabili. L’inverter è il cuore di ogni impianto di energia rinnovabile: la sua funzione è convertire l’elettricità prodotta per renderla fruibile dall’utente».

Dalla passione per l’ambiente idee e progetti per l’efficienza energetica di abitazioni e industrie: passa anche da queste innovazioni la lotta ai cambiamenti climatici

«I diversi tipi di generatori collegabili ampliano le possibilità e i luoghi di installazione. Un nuovo modo per usare l’energia delle fonti rinnovabili, che attua il principio dell’autoconsumo immediato, acquisito nei mesi scorsi dall’Unione europea. Il prodotto può essere installato sui balconi e sostituisce gli altri impianti fotovoltaici e i generatori eolici. Chi vive in un appartamento - racconta Sottocorno - e non dispone dei metri quadri per 6 kw del tetto di una villetta, con il nostro dispositivo può produrre una parte dell’energia per l’uso domestico in appartamento. Ne stiamo realizzando il primo prototipo: taglia le emissioni e permette di risparmiare. Un altro nostro prodotto, più piccolo e ispirato alla stessa filosofia di semplicità, è l’Energy optimizer per le smart city: può alimentare distributori di bevande, impianti semaforici, pannelli infovisuali, pubblicitari a led».
L’idea dell’Energy mixer è del 2008, il primo brevetto, ora ottenuto e depositato in sei Paesi europei, del 2010. «Per decollare pensiamo a un’attività di crowdfunding», conclude Sottocorno.

Stoccaggio dell’acqua per antincendio

Attilio Conca

Amministratore delegato di Majitekno

Il MajiFire è un sistema di stoccaggio dell’acqua integrato con un locale tecnico e una stazione di pompaggio, per adempiere agli obblighi antincendio di enti, aziende, centri commerciali. MajiFire Cotbi è il nome del prodotto di Majitekno di cui è stato ottenuto il brevetto nazionale del disegno. È stato pensato per sistemi integrati di stoccaggio dell’acqua per antincendio, completi di cisterne in acciaio per interni o esterni. L’azienda produttrice, la Majitekno, si occupa della gestione dell’acqua in strutture residenziali, commerciali, agricole e industriali. In particolare, offre servizi di progettazione, produzione, messa in marcia e assistenza di sistemi ecosostenibili, che integrano tecnologie avanzate applicate a monitoraggio, gestione, stoccaggio, distribuzione e recupero dell’acqua.

Attilio Conca è l’amministratore delegato di Majitekno, un fatturato di tre milioni di euro, la sede operativa a Barzana e cinque dipendenti. «Siamo una società di engineering, di progettazione e realizzazione di impianti di gestione dell’acqua. MajiFire è il segmento dell’azienda che si occupa dei sistemi integrati di stoccaggio dell’acqua per antincendio, con cisterne in acciaio per interni o esterni. L’idea, nata nel 2014, è combinata con la carpenteria che ha lavorato con noi. Il brevetto nazionale del disegno del prodotto è del 2016. Ne abbiamo realizzati oltre duecento esemplari, in commercio in Italia, installati in stabilimenti, enti o centri commerciali. Anche l’azienda è stata fondata nel 2014, l’unica soluzione brevettata è il MajiFire Cotbi. Il prodotto deve essere ideato da noi seguendo le esigenze del cliente. L’installazione può essere compiuta anche da altri. Il costo medio del manufatto è 20-30mila euro». Significativo il nome scelto per l’azienda: Majitekno significa tecnologia dell’acqua. Maji, in lingua swahili, significa acqua, l’oro del XXI secolo.

Cristiano Arrigoni

Direttore di Bergamo Sviluppo, azienda speciale della Camera di Commercio di Bergamo

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«Innovare, ma mai fermarsi al lampo di genio»

Quali sono le caratteristiche degli innovatori?
Sono persone dotate di una certa creatività e genialità, indipendentemente dall’età, e sanno andare oltre la situazione e trovare nuove soluzioni. L’intuizione giovanile è molto creativa ma ha la necessità di essere vagliata e aiutata nella realizzazione. Poi c’è chi, anche tra i cinquantenni, all’interno di contesti di lavoro e di produzione, ha intravisto possibilità nuove e ha compiuto la scelta di mettersi in proprio e realizzare un progetto basandosi sia sull’esperienza sia sulla capacità di guardare oltre l’ordinario.

E le caratteristiche della “buona idea”?
Parte da un livello di conoscenza approfondito, non può essere un’improvvisazione. Noi aiutiamo a non fermarsi al lampo di genio. Coniuga lo studio e la formazione con l’analisi. Noi non smontiamo l’intuizione ma aiutiamo a capire. Vediamo se può prendere il via e realizzarsi.

Quali sono i criteri di selezione?
Le priorità sono il carattere innovativo dei progetti, la capacità di creare occupazione e sviluppo nel tempo, la coerenza con la storia e il curriculum del proponente.