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Materie prime alternative, riciclo, rinnovabili. Ritorno al futuro

Articolo. L’economia, dalla Rivoluzione industriale in poi, è stata basata sul modello lineare, prelevando risorse dall’ambiente e restituendole sotto la forma di residui, che procurano danni all’ecosistema. Ora la natura ci presenta il conto. È necessario intraprendere, in modo urgente, un’altra strada, quella dell’economia circolare, nella quale gli scarti tornano nei processi produttivi.

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L’economia circolare sostituisce quella lineare dannosa per l’ambiente

L’economia, dalla Rivoluzione industriale in poi, è stata basata sul modello lineare, prelevando risorse dall’ambiente e restituendole sotto la forma di residui, che procurano danni all’ecosistema. Ora la natura ci presenta il conto. È necessario intraprendere, in modo urgente, un’altra strada, quella dell’economia circolare, nella quale gli scarti tornano nei processi produttivi.

Paola Migliorini

«Il modello economico lineare – spiega Paola Migliorini, della Direzione generale Ambiente della Commissione europea – è dannoso a causa dell’inefficace utilizzo delle risorse, dei gas serra che alterano irreparabilmente il clima, delle altre emissioni inquinanti, degli impatti sull’ecosistema. Non favorisce la competitività, perché porta alla scarsità o all’esaurimento delle materie prime e delle risorse naturali, di cui già l’Europa non è ricca. È del tutto inadeguato, infine, ad affrontare le pressioni socio-demografiche, perché, nel 2030, il mondo conterà una classe media di 5 miliardi di persone».

«Una consapevolezza nuova e uno sforzo senza precedenti» sono invocati dal «Global Compact», il patto istituito dalle Nazioni Unite tra le più influenti aziende mondiali. La transizione dal modello lineare a quello circolare è vista come un’opportunità di sviluppo tecnologico e di nuovi mercati, in una parola di crescita. Responsabilità e profitto sono le facce della stessa medaglia. Covestro, la multinazionale tedesca tra le maggiori produttrici di polimeri, con la sede italiana a Filago, nel 2018 è stata riconosciuta «lead company» dal patto globale dell’Onu per le aziende. Una sezione del sito di Covestro è dedicata agli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, documentando le buone pratiche e i progressi dell’azienda rispetto a ciascuno dei 17 traguardi.

Nel 2025 l’80 per cento degli investimenti di Covestro in ricerca e sviluppo sarà destinato a progetti per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda. L’azienda, nel 2019, ha varato il proprio programma strategico per il passaggio al modello circolare in tutte le aree produttive, in linea con il Green Deal annunciato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

La transizione si basa su quattro pilastri

Le materie prime alternative – biomassa, anidride carbonica, materiali a fine vita, rifiuti – sostituiscono quelle fossili come il petrolio. Nuove tecnologie efficienti dal punto di vista energetico garantiscono un riciclo maggiore e più efficace dei materiali a fine vita e dei rifiuti. La cooperazione tra settori produttivi diversi genera soluzioni comuni per promuovere l’economia circolare. La produzione, infine, è realmente sostenibile solo se anche l’elettricità necessaria proviene da fonti rinnovabili.

L’industria chimica richiede molta energia. Covestro prevede di convertire tutti i propri impianti all’uso di materie prime alternative e di fonti rinnovabili. Il riciclo maggiore e migliore è perseguito con oltre venti nuovi progetti. L’azienda, alla fine, potrà diventare anche un produttore e fornitore di riciclo innovativo. Covestro, infine, vuole collaborare con i partner in tutte le aree del ciclo della creazione di valore, anche per cogliere nuove opportunità di business di reciproco interesse.

Produrre, consumare, buttare via: un vicolo cieco

Markus Steilemann

«Solo l’economia circolare può cambiare la rotta e portare il mondo verso un futuro sostenibile. Deve diventare il principio guida globale per raggiungere la neutralità climatica e proteggere le risorse in diminuzione del pianeta», avverte il ceo di Covestro, Markus Steilemann. «Produrre, consumare, buttare via: il monouso porta a un vicolo cieco. Le imprese e la società si devono ripensare».

I maggiori settori di sbocco di Covestro sono costituiti dall’industria automobilistica, dal comparto edile, dalla lavorazione del legno e del mobile, dal settore elettrico ed elettronico. Covestro, da tempo, propone materiali basati su materie prime alternative. Tra questi, vernici per le carrozzerie delle auto realizzate con componenti a base organica, oppure materiali prodotti a partire da anidride carbonica recuperata, utilizzati per materassi, pavimentazioni sportive, tessuti. L’azienda ha avviato con Neste, leader globale nella ricerca di modalità rinnovabili e circolari, una cooperazione strategica in Europa per promuovere l’uso di materie prime sostenibili nella produzione di plastica. Covestro riceverà materiale proveniente da fonti rinnovabili da impiegare, al posto di alcune tonnellate di combustibili fossili, per la produzione di policarbonati. Questo tipo di plastiche, molto performanti, sono destinate ai fari e i vetri delle auto, alle luci a led, alle apparecchiature elettroniche e mediche.

Covestro, infine, investe nella ricerca sul poliuretano, per garantire una percentuale di recupero intorno al 90 per cento, pensando non solo alle proprietà isolanti del prodotto ma alla sua fine vita.

Mario Ceribelli

Ceo Covestro Italia

La ricetta per lo sviluppo sostenibile

L’economia circolare è una scelta o un’esigenza?

Un’esigenza, sempre più stringente. Oggi responsabilità e profitto sono le facce della stessa medaglia. Sono delegato di Federchimica per l’economia circolare e presidente dell’Associazione PlasticsEurope. Posso affermare che, in questo processo, l’industria chimica, quindi anche Covestro, tra i leader globali del settore, ha un ruolo fondamentale, perché si trova a monte di numerose filiere.

Cambia la progettazione dei prodotti?

L’analisi del ciclo di vita dei prodotti durante la fase di utilizzo non è più sufficiente. Bisogna prendere in considerazione quali materie prime siano state adoperate per costruirli, come, con quale efficienza, con quali emissioni, le possibilità, in modo totale o parziale, di riciclo a fine vita. L’obiettivo del modello circolare è la crescita senza l’aumento dello sfruttamento delle risorse naturali e l’emissione di sostanze nocive nell’ambiente. È necessario, per raggiungere questo obiettivo, guardare a tutto il ciclo produttivo.

Che ruolo ha la pandemia?

L’emergenza sanitaria deve essere un ulteriore stimolo al cambiamento, per cercare nuove strade sostenibili e conciliare crescita, ambiente e benessere delle persone.

Dalla teoria alla pratica, ecco i prodotti innovativi

Il fanale per l’illuminazione dei veicoli del futuro

Un innovativo fanale di Covestro per l’illuminazione dei veicoli richiede un numero inferiore di parti singole rispetto alle soluzioni convenzionali e riduce fasi di montaggio, requisiti di spazio, costi, peso.

Policarbonati con vetro per strumenti chirurgici laparoscopici

Covestro ha sviluppato nuovi policarbonati caricati con vetro. Questi prodotti sono utili per applicazioni che richiedono una particolare rigidità e resistenza, come gli strumenti chirurgici laparoscopici.

Documenti d’identità durevoli e producibili in modo efficiente

Alla Settimana dell’identità 2020, Covestro ha presentato documenti d’identità sicuri, controllabili, durevoli e producibili in modo efficiente. L’azienda è un fornitore leader di pellicole speciali per queste esigenze.

Superfici più funzionali negli interni delle auto

L’attenzione, negli interni delle auto, si concentrerà su progetti di superfici che innovano colori, ottica, aspetti tattili, effetti di luce, funzionalità. Covestro è impegnata nel rinnovamento delle plastiche.

Frigoriferi, smontaggio più veloce e isolamento più efficiente

Covestro ha sviluppato sistemi poliuretanici che consentono uno smontaggio fino al 20% più veloce dei frigoriferi e migliorano anche l’efficienza isolante delle schiume poliuretaniche rigide esistenti.

La scarpa da basket cambia il rinforzo tra tacco e pianta

La scarpa da basket KT6 di Anta Sports Products, firmata dalla star dell’Nba Klay Thompson, è dotata di un cambriglione – il rinforzo inserito tra tacco e pianta – in materiale composito brevettato Maezio.

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