Sensori, dati e connessioni: l’auto elettrica pilastro della smart city

Articolo. Sarà la colonnina per ricaricare le batterie dell’e-car uno dei nuovi pilastri della connettività dentro la città e fra una città e l’altra. Una infrastruttura destinata a cambiare non solo la mobilità: l’innovazione dell’azienda bergamasca Ressolar e la partnership con la Scame di Parre stanno ridisegnando in chiave di offerta di servizi digitali quelle che oggi sembrano solo «semplici» punti dove fare il pieno di elettricità

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Prenotare il pieno da una città all’altra

Le colonnine per la ricarica delle auto elettriche fanno ormai parte del paesaggio urbano, soprattutto in prossimità di piazze e parcheggi. Ormai tutti sanno anche che chi ha un’auto elettrica può parcheggiare vicino alla colonnina, srotolare il suo cavo e lasciare la macchina in carica mentre fa la spesa al supermercato. Stop.

In realtà quella che viene banalmente chiamata colonnina è il simbolo di una prossima e ulteriore rivoluzione tecnologica che cambierà il vivere urbano e il modo in cui ci muoviamo, racchiudendo in sé tutti quei fenomeni di interconnessione, l’internet delle cose, automatizzazione dei trasporti e criptovalute che stanno entrando nelle nostre vite e che fanno già parte del presente.

Marina Piccinini

Amministratore delegato di Ressolar

Negli ultimi due anni Ressolar, società bergamasca che si occupa di energia da fonti rinnovabili, ha deciso di investire nel settore della mobilità sostenibile che passa dall’auto elettrica e arriva alla guida autonoma, mettendo al centro come punti di connessione proprio le colonnine per la ricarica.

«Rendere intelligenti» punti di ricarica per auto significa dotarle di una capacità di gestione con un network di device già esistente sul territorio
Gianluigi PIccinini

Presidente di Ressolar

Marina Piccinini, amministratore delegato della società bergamasca spiega: «Noi non realizziamo colonnine, le rendiamo intelligenti» definendo l’approccio che lega in maniera indissolubile la colonnina per la ricarica elettrica all’applicazione Wroom, realizzata e brevettata da Ressolar proprio per gestire il rapporto con i device per la ricarica e tutta l’evoluzione del settore nei prossimi anni. «Le colonnine Ressolar le acquistiamo - spiega il presidente Gianluigi Piccinini, - in questo mercato l’industria cinese è all’avanguardia, ma noi crediamo fortemente nel concetto di sostenibilità, perciò abbiamo un importante accordo con la Scame di Parre e acquistiamo anche dalla loro Circontrol di Barcellona».

 

Una mappa con la geolocaliuzzazione dei punti di ricarica, le colonnine, liberi (in verde) e quelli già occupati (in rosso)

Le colonnine che arrivano a Bergamo prima di essere “griffate” dalla società vengono integrate con il software Wroom che permette agli utenti, tramite l’app corrispondente, di individuare sulla mappa qual è la colonnina di ricarica libera più vicina, prenotarla e avviare il servizio di ricarica. Sempre attraverso l’applicazione si sceglie la ricarica da effettuare e quando l’operazione è completa la colonnina comunica con l’applicazione che invia una notifica push all’utente che può così procedere al pagamento online e ripartire. Piccinini aggiunge: «In due anni abbiamo raggiunto l’80% del lavoro di programmazione che ci eravamo prefissati, c’è ancora tanto da fare. Adesso l’app è integrabile e ci permette di essere inter-operabili, ovvero, grazie agli accordi con gli altri operatori del settore, potrà essere utilizzata in tutta Europa».

Servizi pubblici online per vivere la città

Se la società bergamasca, infatti, si è aggiudicata bandi pubblici per il posizionamento, entro il giugno 2020, di 140 colonnine in tutta la provincia di Bergamo, oltre a gare vinte per Lombardia, Veneto e Piemonte, ha già stretto un contratto di inter-operabilità con Enel che conta quattromila punti di ricarica pubblici in tutta Italia e stima di arrivare a 12mila entro il 2022. «Il mio sogno è di accompagnare un automobilista di una vettura elettrica in tutto il suo viaggio da Palermo a Capo Nord. È un progetto ambizioso - spiega Gianluigi Piccinini -, ma è ciò a cui aspiriamo». Questo lo stato attuale della mobilità elettrica che, come ricordano in Ressolar, al momento, pur considerando che il loro business cresce di poco più di 150 utenti al mese si inserisce in un mercato dell’auto italiano in cui l’elettrico occupa lo 0,3%.

Ma la curva tecnologica è in crescita esponenziale e ben presto le colonnine della ricarica diventeranno veri e propri riferimenti del vivere e del relazionarsi urbano e il rapporto degli utenti con il momento della ricarica dell’auto cambierà completamente. Già adesso Wroom si sta ampliando per offrire una vera e propria esperienza al guidatore, creando una sorta di smart zone dentro la città che identifica collaborazioni con negozi ed esercizi commerciali limitrofi alla singola colonnina, oltre a evidenziare punti di interesse storici e artistici e le modalità per raggiungerli a piedi o con i mezzi pubblici, così da accompagnare il guidatore durante l’operazione di ricarica.

L’accordo con Enel per l’inter-operabilità fra le due società porterà a installare fino a 12mila punti di ricarica entro il prossimo 2022

Le variabili, infatti, sono molteplici e considerando sia i kw/h disponibili, sia la batteria del veicolo, una ricarica può essere effettuata in 15 minuti o in qualche ora. La gestione di questo tempo rappresenta uno dei business futuri legati alla mobilità elettrica.

Le nuove smart zone

Attorno alle aree di ricarica si creeranno vere e proprie smart zone, esistenti o totalmente nuove, nelle quali è facile prevedere che le colonnine alimentate da pannelli solari saranno il punto di stop per utenti che usufruiranno di una miriade di servizi aggiuntivi. Non solo, già ora la colonnina intelligente è una delle migliori espressioni di Iot, internet delle cose, e nel prossimo futuro un’app come Wroom potrà essere integrata nella macchina stessa, senza più interazioni dell’uomo. Non sarà neppure necessario disporre di una rete 5G perché i dati che vengono scambiati già ora sono ottimizzati e non richiedendo quantità, ma qualità del singolo dato, è più importante che il segnale sia forte e chiaro. Non solo. Come altri operatori del settore, Ressolar pensa di dotarsi presto di una cripto valuta con cui pagare le ricariche e acquistare prodotti e servizi negli esercizi convenzionati. «In questo modo, nei prossimi anni, sarà la macchina stessa a disporre in un proprio portafoglio con cui pagare la propria ricarica» spiega Piccinini che disegna così il tratto evolutivo che parte da una semplice colonnina e arriva fino a ridefinire il nostro rapporto col denaro.

Lorenzo Monti

It Manager di Ressolar

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Quale sarà l’evoluzione di una app come Wroom

<p class="risposta-print">Una delle evoluzioni sarà di inserire l’applicazione in sistemi come Android Auto e fare in modo che sia disponibile direttamente nello schermo touch delle auto. Ma prima occorre garantire i requisiti di sicurezza non solo per chi sta alla guida.<br/> </p>

Quando l’app potrà ritenersi completa?

<p class="risposta-print">Il lavoro da fare è ancora tantissimo. Dobbiamo riuscire a renderla più semplice possibile per chi la usa e allo stesso tempo arricchirla di servizi e questo aspetto non dipende solo da noi. Abbiamo bisogno che si evolvano i software interni alle colonnine di ricarica e che le case automobilistiche definiscano come far interagire direttamente i modelli con le applicazioni di servizio come la nostra.<br/> </p>

Quanto dei vostri progetti dipenderà dallo sviluppo delle nuove tecnologie?

<p class="risposta-print">Per il momento non esiste un’applicazione simile. In quasi tre anni abbiamo innovato il settore delle colonnine di ricarica che funzionavano solo con una tessera contact less. Se dovesse arrivare qualcosa di più innovativo ci adatteremo, al momento cerchiamo di concentrarci sull’avere buone idee, perché quelle possono permetterci di inserirci nel mercato in un certo modo.</p>