Alleanza fra imprese e scuole per attirare i giovani talenti

Articolo. Sono definite imprese attrattive. Riescono ad affascinare i più giovani perché lasciano intravedere un percorso di crescita professionale e qualità della vita.
A Bergamo è stata la prima operazione fatta da un’impresa del territorio: creare una rete fra gli Its dell’ecosistema locale per formare competenze trasversali specifiche e coerenti con i bisogni degli imprenditori. Il modello sperimentato
da Fae Technology sta diventando un progetto pilota

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«Il capitale umano vale più della Silicon valley»

La risorsa umana è il vero valore aggiunto da coltivare se si vuole giocare un ruolo da protagonista nel mercato tecnologico globale. È questa la chiave del successo per Gianmarco Lanza. È questo l’approccio migliore per entrare con forza nella competizione internazionale secondo la visione dell’amministratore delegato e maggiore azionista di Fae Technology, azienda di servizi tecnologici della media Valle Seriana, in provincia di Bergamo.

«In Italia e in Europa non abbiamo la stessa potenzialità di investimento della Silicon Valley e nemmeno della più ampia Bay Area, cuore pulsante dell’innovazione di prodotto. E non abbiamo nemmeno la capacità produttiva della Cina, non solo iperevoluta tecnologicamente, ma ricchissima di manodopera e di materie prime. Questo, però - avverte Lanza -, non significa che siamo spacciati. Tutto dipende da quanto riusciamo a mettere al centro la persona, l’individuo e creare un sistema che lo valorizzi nella sua capacità di creare».

 

Non è solo uno slogan. Tutto è rinchiuso nelle poche parole della teoria lanciata dall’ex rettore UniBg, Stefano Paleari: nel futuro sarà una contaminazione continua fra studio e lavoro. Ci sarà dunque una necessità costante di apprendimento e lo studio accompagnerà il professionista per l’intero corso della sua vita lavorativa.


Lanza poi aggiunge: «Noi abbiamo una grandissima capacità di trovare soluzioni, siamo capaci di applicare a sistemi concreti la grande tecnologia progettata in America e realizzata in Cina. Ma possiamo inserirci con successo in tipologie di mercato e di opportunità che sempre più necessitano di risorse e abilità umane».

Gianmarco Lanza

Ceo e fondatore di Fae Technology

Partendo da questa convinzione il Ceo di Fae Technology ha deciso di investire denaro e risorse professionali nella creazione di uno school program dedicato agli studenti degli Its, gli istituti tecnici superiori della bergamasca, il suo territorio ed ecosistema di riferimento, con l’intento di portare ai ragazzi la propria conoscenza del mercato tecnologico e provocare una contaminazione positiva che possa dare vita a coscienze sempre più consapevoli di questo valore: «Il nostro territorio è ricco di talenti e di opportunità, ma solo massimizzando la sinergia tra tutti i player del territorio possiamo assicurarci che nulla di tutto ciò si disperda. È questo che intendiamo quando parliamo di “era delle sfide collettive”. Solo lavorando come sistema possiamo assicurarci che le nuove risorse conoscano le opportunità del territorio e compiano scelte consapevoli per il loro futuro, che le scuole possano approfittare delle competenze aziendali per integrare i loro piani formativi, che le aziende possano giocare tutte le proprie carte per coltivare quel team work tanto determinante nel loro successo».

Tutta questa riflessione nasce dall’analisi dell’ecosistema in cui opera la realtà di Gazzaniga, fatto di numerosi contatti con il circuito globale dei servizi tecnologici dove gli italiani sono presenti, attivi anche con ruoli centrali nello sviluppo tecnologico.

L’appello principale dell’imprenditore è rivolto aI ragazzi: bisogna essere pronti e sempre ricettivi alle novità di un mercato che cambia il modo di stare in azienda

È lo stesso Lanza a spiegare: «Una parte dell’innovazione si basa ancora sul silicio, materiale alla base della tecnologia elettronica. Domani forse sarà una nuova era e un nuovo mercato, ma non saremo noi a scoprirlo. Quello che noi dobbiamo fare da subito è ciò che già ci viene meglio, mettere in circolo la scoperta e ottimizzarne l’utilizzo all’interno dei diversi contesti produttivi».

Nell’infografica il percorso, passo dopo passo, seguito per la realizzazione dello School Programm ideato da Fae Technoogy

Per farlo in tempi brevi il tessuto locale deve essere pronto, le persone ricettive: da questa necessità di prepararsi al meglio “alla battaglia” nasce il programma di collaborazione scolastica. Trecento ore in quattro istituti tecnici, Itis Paleocapa, Itis Marconi di Dalmine, Iiss Majorana e Isiss Valle Seriana, e un programma che attraverso lo sviluppo di una tematica mira a creare quello spirito di ricerca propositiva che sta alla base di questa capacità, tipicamente italiana, spiega Lanza, di trovare soluzioni.
«Sono coinvolti cento ragazzi, ma siamo consapevoli che non tutti recepiranno la sfida allo stesso modo. Vogliamo comunque gettare le basi di una possibile contaminazione, iniziare a creare una collaborazione più profonda fra tutti gli attori in campo, nel rispetto dei ruoli di ciascuno e provando a sovrapporre le visioni per ampliare il raggio delle prospettive possibili, siano esse di studio o lavoro».

 

Sono quattro gli istituti Its di Bergamo coinvolti, 25 i professori, un workshop con oltre 100 studenti; 7 persone del Team Fae Technolòogy e 300 ore uomo totali di progettazione. Donazione di 7.000 euro per le Cloud Jam (scheda elettronica), e 10.000 euro è il premio utilizzabile in servizi di Fae Technology.

Alla base la consapevolezza che i 17enni hanno una grande potenzialità perché già allenati allo studio che, in questo settore soprattutto, deve essere continuo.
L’investimento della società bergamasca non avrà un ritorno immediato anche perché, sottolinea lo stesso ideatore del progetto, è impossibile avere il totale controllo dei suoi effetti. È altrettanto vero, che questo programma potrebbe permettere nel tempo a Fae Technology di abbattere i tempi di ricerca e migliorare la qualità dei nuovi tecnici assunti, ottimizzando soprattutto la fase di ricerca dei profili professionali. «Siamo una realtà che sta crescendo e abbiamo tantissime professioni adatte a tecnici qualificati ai quali siamo in grado di offrire un percorso di crescita professionale importante» ribadisce Lanza.

Lo school program è stato presentato ai dirigenti e professori degli istituti tecnici lo scorso settembre. In questo primo anno concentrerà il lavoro sul tema del cambiamento climatico in chiave tecnologica, mettendo a disposizione delle scuole una scheda elettronica ideale per lo sviluppo di progetti IoT (internet of things) che in seguito sarà donata agli istituti. Il fondatore di Fae Technology conclude: «Noi che siamo il soggetto proponente di questo percorso crediamo di avere un punto di vista privilegiato. Lo vogliamo condividere perché crediamo nella nostra visione e a questa visione lo vogliamo ancorare. Mettendoci cuore e coraggio».

Rossella Roncalli

Human resource manager di Fae Technology

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Uno degli obiettivi dello School program di Fae Technology resta lo sviluppo di competenze trasversali, le famose soft skill, che sono il valore aggiunto di ogni nuova potenziale risorsa. Attualmente l’azienda di Gazzaniga ha 85 dipendenti e il 90% è costituito da tecnici e programmatori che sviluppano i servizi tecnologici alla base del business aziendale.
Oltre alla diffusione della cultura d’impresa il programma cerca di ridurre lo scompenso tra domanda e offerta nella ricerca del personale, velocizzando i tempi di selezionamento e reclutamento. È Rossella Roncalli, HR Manager di Fae Technology, la responsabile della ricerca delle competenze richieste.

Fra gli obiettivi dello School programm c’è anche la formazione di competenze trasversali: quali sono quelle che mancano di più?

Offrendo servizi e applicazioni elettroniche Fae Technology ha un’anima profondamente tecnica per cui inseguiamo delle specifiche hard skills tecniche, ma queste competenze non sono sostenibili se alla base non esistono capacità trasversali specifiche che sostengono il sapere tecnico acquisito. Si tratta di capacità che, al di là del carattere di ciascun nuovo tecnico, ne definiscono l’attitudine al lavoro, la sua abilità nel reagire alle difficoltà risolvendo l’imprevisto, la sua perseveranza oltre alla volontà di fare squadra con i propri colleghi.

Perché sono così importanti per un’azienda queste soft skill?

All’interno delle imprese queste competenze sono sempre più legate alla reale possibilità di fare business, perché si legano a comportamenti vincenti. Uno degli aspetti che speriamo di comunicare più di altri agli studenti è l’atteggiamento positivo e proattivo» commenta Roncalli, che aggiunge un lungo elenco capace di dettagliare ancora meglio la necessità di essere “achievers”, termine inglese con il quale si definiscono le persone di successo.

Quali tipologie di abilità acquisiranno al termine i ragazzi?

«Il percorso permetterà ai ragazzi attraverso show case e project work di sviluppare la comunicazione, intesa come attitudine a comunicare e ad ascoltare in modo assertivo, la cortesia, il rispetto, l’educazione e la conoscenza della business etiquette che regola il modo di rivolgersi a un superiore, l’integrità, la moralità e la propensione a fare ciò che è giusto. A questo si aggiungono responsabilità e affidabilità, ovvero la capacità di trasmettere fiducia e l’idea di lavorare per un obiettivo comune, caratteristiche preziose quanto la capacità di collaborare nel rispetto degli altri.