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La blockchain ridisegna le filiere e apre nuovi business alle imprese

Articolo. Aumentano i progetti con imprese al centro e cresce la consapevolezza fra i manager verso questa tecnologia che dopo aver rimodellato le organizzazioni ora ridisegna le nuove catene del valore ricorrendo alla tracciabilità di prodotti e processi

Lettura 7 min.

Creare modelli inediti per le nuove aziende

Non solo bitcoin. O criptovalute. La tecnologia blockchain, pilastro del next web revolution , il nuovo mondo web 3.0, dopo aver mantenuto la promessa di innovare i modelli organizzativi delle imprese e creare prodotti e servizi attraverso la “catena di blocchi”, ora promette se non di rimodulare completamente, almeno di cambiare anche i modelli di business, abilitando nuove soluzioni di sviluppo indipendenti (tramite gli Nft o i token, valute digitali di proprietà privata).

Ma è alle nuove filiere d’impresa che si guarda oggi alle prese con una radicale ristrutturazione in ottica tecnologica, per la loro capacità di introdurre tracciabilità di processi e prodotti, di certificazione di documenti e informazioni, disintermediando ogni transazione, ma aumentando garanzia.La blockchain è questo: letteralmente “catena di blocchi”, sfrutta le caratteristiche di una rete informatica di nodi e consente di gestire e aggiornare, in modo sicuro, un insieme (registro) digitale di dati e informazioni, per esempio le transazioni, in maniera trasparente, condivisa e senza avere un soggetto in mezzo che controlli e verifichi.
È l’aspetto più apprezzato dai consumatori, sempre più orientati a fruire di questa tecnologia nei loro investimenti o acquisti sebbene oggi l’attenzione prevalga verso le mini-criptovalute (il 12% degli italiani ha già acquistato Bitcoin o criptovalute).

 

Ci vorrà forse qualche anno ancora per un pieno passaggio. Ma le imprese italiane hanno alzato l’interesse, anche se ancora restano alla finestra. Non c’è oggi una vera e propria crescita nell’inserire in azienda questa tecnologia e gli investimenti a fine 2021, dall’indagine dell’Osservatorio Blockchain e Distributed Ledger del Politecnico di Milano, negli ultimi tre anni si sono stabilizzati intorno ai 28 milioni, di cui il 50% destinato a progetti nei due settori più attivi, finanziario e assicurativo.
Ma i presupposti per una svolta si vedono già, guardano alla gestione e alla transazione cifrata di dati (la notarizzazione), di documenti, di informazioni, di contratti tramite chiavi crittografate per poi archiviarli su spazi (storage) decentralizzati. È l’aspetto innovativo della blockchain.

Andrea Ciliberti

Cco-founder e Ceo dell’impresa di sviluppo software e servizi blockchain BCode

«Le opportunità sono innumerevoli, ma spesso sono solo le grandi aziende, perlopiù legal e tech, ad avvicinarsi. La blockchain – spiega Andrea Ciliberti, co-founder e Ceo di BCode - oggi non rappresenta più solo uno strumento migliorativo dei processi esistenti, ma abilita la creazione di modelli organizzativi inediti. I vantaggi per aziende e professionisti sono numerosi, ma difficili da comprendere».

Una tutela dei dati in piena trasparenza

BCode , l’azienda guidata Ciliberti, (a Bergamo è sponsor del convegno “Governance, controlli e responsabilità nell’impresa in crisi” il 14-15 ottobre al Donizetti), è uno spin-off del Politecnico di Milano, sviluppa software e si è specializzata in servizi blockchain per le piccole e medie realtà imprenditoriali e professionisti. «Lo consideriamo un vero driver di crescita, cruciale per molti settori industriali e professionali - sottolinea Ciliberti –: Ma è importante mettere a disposizione strumenti per favorire la blockchain nelle aziende, per esempio offrendo un’unica piattaforma, senza necessariamente che l’azienda assuma un team di sviluppatori o di competenze che nelle Pmi spesso mancano».

 
Francesco Bruschi

Direttore dell’Osservatorio Blockchain del Politecnico di MIlano

Il dato è sottolineato anche da Francesco Bruschi, direttore dell’Osservatorio Blockchain del Polimi: «Le community più innovative e i nuovi progetti si stanno spostando verso modelli di business decentralizzati e disintermediati - spiega Bruschi -. E fra le applicazioni decentralizzate più innovative ci sono gli Nft, i “non-fungible token”, certificati digitali tanto famosi oggi nell’arte, la cui rilevanza va però ben oltre i prezzi a cui alcuni oggetti digitali sono stati venduti – sottolinea Bruschi -. La loro importanza riguarda ora anche il mondo business e imprese, in cui potrebbero sviluppare nuove soluzioni di business». I primi casi di applicazione dimostrano le potenzialità di questi strumenti, non solo limitati al taglio dei costi infrastrutturali (nel sistema bancario la riduzione è del 30%), ma «tracciabilità e trasparenza, incremento di fatturato, riduzione dei rischi, creazione di nuovi business e possibilità di focalizzarsi sul cliente». Gli esempi più avanzati di tracciabilità del prodotto risultano nell’agrifood.

 

Le ricerche e le analisi dell’Osservatorio Blockchain del Polimi evidenziano trend e difficoltà arrivate sui tavoli di analisi di Bcode. «Dare risposta a queste criticità è il nostro valore. Il 75% delle aziende che vuole portare un proprio progetto su blockchain, ha la necessità di notarizzare dati e creare token» spiega Ciliberti. Specificando che notarizzare dati su blockchain significa «creare un’impronta digitale del documento che lo rende unico, ne garantisce l’immodificabilità e chi lo riceve può verificare che non sia mai stato modificato. Una tutela per azienda e amministratori».

Ma è guardando avanti, in piena era di smart factory e imprese digitalizzate, che si comprende meglio il valore di questa tecnologia. «Tra qualche anno sarà impossibile immaginare un mondo in cui i dati non sono notarizzati. Si pensi a progetti che riguardano la tracciabilità di filiera, la manutenzione 4.0 di macchinari, la certificazione di set di dati del proprio database e delle proprie informazioni aziendali, la certificazione di documenti. Ecco, la notarizzazione può fare la differenza». Anche in termini di competitività.

talk

Una realtà di sviluppatori per creare modelli inediti

Andrea Ciliberti, Ceo e founder BCode, spiega come un’impresa, dalla piccola alla media azienda, senza dover ricorrere a competenze specifiche interne, può ripensare e rendere più competitivi i propri percorsi di business facendo affidamento a servizi esterni per abilitare la creazione di modelli organizzativi inediti e innovativi.

Come superare le criticità delle pmi nell’adottare blockchain?

Abbiamo creato BCode per aiutare tutte le imprese e permettere loro di scoprire i vantaggi della blockchain nel modo più semplice e agile possibile. Solo così si permette loro di creare progetti blockchain senza gestire criptovalute e senza farsi carico delle complessità tecniche. Ed abbiamo scelto di farlo utilizzando blockchain di tipo permissionless, dove non vi sono restrizioni di accesso e dove risiede la vera proposta di valore.

Un freno, nelle piccole aziende, è spesso l’assenza di competenze adeguate...

Creare un’infrastruttura ad hoc per il proprio business e mantenerla nel tempo è una soluzione costosa e in effetti molte volte mancano nelle aziende le competenze per poter gestire progetti di questo tipo. Con BCode abbiamo deciso di offrire una soluzione pronta all’uso e a un costo certo che permetta a imprese e liberi professionisti di capitalizzare i vantaggi offerti dalla tecnologia blockchain.

Il vantaggio principale qual è per un’impresa?

Queste tecnologie oggi non rappresentano più soltanto strumenti migliorativi dei processi esistenti, ma abilitano la creazione di modelli organizzativi inediti e innovativi.

E qual è il valore aggiunto di BCode per le aziende?

Bcode nasce con una mission chiara: dare gli strumenti ad aziende e professionisti per portare la blockchain nella loro azienda grazie ad un’unica piattaforma e senza necessariamente assumere un team di sviluppatori. Crediamo sia la strada più veloce per dare la possibilità a sempre più realtà imprenditoriali, operanti in settori diversi, di sfruttare le possibilità e le potenzialità di questa tecnologia tramite un prodotto ready-to-use.

Gli otto settori della «next web revolution»

1 - Le transazioni bancarie

Banche e società finanziarie sono essenzialmente depositi e centri sicuri per il trasferimento di valuta: la blockchain assicura la stessa funzione. Numerosi istituti di credito la stanno già sperimentando per accelerare le funzioni di backoffice e di gestione.

2 - Tutela della proprietà intellettuale

La blockchain consente la gestione, la conservazione e la tutela dei diritti di proprietà intellettuale archiviando le prove d’uso dei marchi, evitando azioni di decadenza o cancellazione per non uso.

3 - Networking fra imprese e Internet of things

Diverse aziende utilizzano questa tecnologia per formare una rete decentrata di dispositivi IoT: questi dispositivi sono in grado di comunicare tra loro per gestire gli aggiornamenti del software, errori, oppure ottimizzare i consumi di energia.

4 - Compravendite immobiliari

La blockchain cancella la necessità di registrare su carta i dati delle compravendite e identifica le controparti e i dettagli del bene. I registri decentralizzati registrano e certificano i diritti di proprietà di terreni e costruzioni in modo sicuro.

 

5 - La gestione sul mercato dell’energia

Il mercato energetico è un altro settore altamente centralizzato. La blockchain consente ai prosumer (produttori e consumatori) e ai consumatori di scambiarsi energia e fare transazioni su impianti decentrati di generazione di energia.

6 - Sanità condivisa fra medici e farmaci tracciati

Ogni cartella clinica è condivisa fra i medici in ogni parte del mondo grazie a un data base in cui compare ogni storia clinica di un paziente. Permette di eseguire e validare la fornitura di servizi e pagamenti. Ogni medicinale è tracciato.

7 - Vendite al dettaglio e mondo del retail

La blockchain si basa su registri distribuiti e progettati per collegare acquirenti e venditori senza intermediari e costi. La fiducia nel sistema è assicurata dal sistema stesso delle “catene di blocchi” e dall’ampio utilizzo di smart contract.

8 - Servizi di mobilità e trasporto pubblico

Le soluzioni blockchain offrono nuove opportunità sia agli autisti sia ai consumatori. La blockchain facilita le operazioni gestionali e amministrative e permette al conducente di stabilire in autonomia l’entità e la modalità di pagamento.

Uno sguardo in avanti, spunta il Metaverso

E se le imprese restano ad attendere, se cioé l’adozione da parte delle aziende stenta ancora a decollare, i consumatori italiani dall’altra sono sempre più orientati all’utilizzo delle applicazioni blockchain. Sia nell’acquisto di prodotti di consumo, sia rispetto a prodotti finanziari.

Valeria Portale

Direttore dell’Osservatorio Blockchain e Distributed Ledger degli Osservatori del Politecnico di Milano

E in effetti «il mondo blockchain continua ad attrarre l’interesse di istituzioni, aziende e media – spiega Valeria Portale, direttore dell’Osservatorio Blockchain e Distributed Ledger -. Le criptovalute sono ormai diffuse anche tra gli attori tradizionali del mondo finanziario e dei pagamenti, che valutano di integrarle nell’offerta anche come forma di investimento. Sono esplosi gli Nft, che presto potranno essere sfruttati anche nel “metaverso”. Sempre più aziende si stanno avvicinando alla tokenized economy, in cui prodotti, asset finanziari e digitali verranno scambiati sotto forma di token. E molte stanno lanciando progetti basati piattaforme Dlt e smart contract. In questo scenario, la blockchain si sta affermando come la tecnologia che guiderà la nuova evoluzione di Internet, il Web3».

 

E nonostante la tecnologia sia nata per permettere lo scambio di valore peer-to-peer in assenza di intermediari, l’utilizzo della blockchain - spiega il report dell’Osservatorio del Polimi - si è ormai diversificato a molte applicazioni, a cominciare da quelle basate sullo scambio di valore del cosiddetto «Internet of Value» (criptovalute, stablecoin e Cbdc, le monete virtuali promosse dalle banche centrali). E a livello internazionale, i progetti di Internet of Value censiti ad oggi sono complessivamente 180, il 24% del totale, e nel 2021 evidenziano una crescita del 85% sul 2020.

È stato un anno di maturazione per le criptovalute - conclude il Report -, con ingenti investimenti di aziende come Tesla o Microstrategy, l’arrivo di Coinbase sul mercato azionario, l’attenzione delle istituzioni e grandi aziende su stablecoin e CBDC. E si è mossa anche la regolamentazione dei crypto-asset, con la proposta del Markets in Crypto-Assets regulation (MiCAr) presentata dalla Commissione Europea. «Il pieno sviluppo dell’Internet of Value in una chiara cornice normativa è un passo fondamentale per poter sviluppare il web3 – spiega Valeria Portale -. La possibilità di avere il cash on chain, ovvero forme di moneta legalmente riconosciute utilizzabili su piattaforme Blockchain, è uno degli scogli per progetti basato interamente su blockchain che invece oggi devono ancora ricorrere a forme di moneta tradizionali».

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