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Nasce Skille+2000: le migliori piccole bergamasche e i Campioni della crescita

Articolo. Da oggi è in edicola «Skille +2000» : la nuova rivista con la fotografia delle prime duemila migliori piccole imprese della provincia bergamasca . Con due classifiche: per fatturato e, classifica inedita, le migliori 500 imprese per capacità di crescita economica. Il volume è in edicola con L’Eco di Bergamo

Lettura 5 min.

La forza e resistenza di chi sa fare

È la prima sorpresa: 500 piccole aziende bergamasche che nell’anno peggiore della nostra economia sono riuscite a crescere, dimostrando una forza e una voglia di fare che spesso si fa fatica a cogliere per via delle loro piccole dimensioni.
Le abbiamo chiamate le piccole Champions della crescita. In molti casi un balzo anche a due cifre. Sono le aziende che nel 2020, anno della pandemia e dell’emergenza sanitaria, hanno saputo reagire alla crisi globale di sistema con un’altissima capacità di resilienza e continuando a investire in innovazione organizzativa e di produzione per non farsi trovare spiazzate nel dopo Covid.
«Sono tutte piccole imprese che hanno continuato a crescere in un momento di profonda difficoltà: il loro tasso medio di crescita cumulato nel biennio 2019-2020 è risultato del 29%. Ma più di tre aziende su dieci, il 32,2%, si sono posizionate sopra questo valore medio». Mara Brumana, ricercatrice al dipartimento di Ingegneria gestionale, dell’Informazione e della Produzione dell’Università di Bergamo, va ancora più nel dettaglio e non esita nel sostenere che in quasi un centinaio di casi «si è di fronte a una vera e propria iper-crescita, piccole aziende con performance di bilancio rispetto al proprio giro d’affari superiori al 50%».

Mara Brumana

Ricercatrice al dipartimento di Ingegneria gestionale, dell’Informazione e della Produzione dell’Università di Bergamo e coordinatrice del team di quattro analisti del Cyfe, Center for young and family enterprise di UniBg

Brumana è stata coordinatrice del team di quattro analisti del Cyfe, Center for young and family enterprise, dell’Università di Bergamo, che ha passato al setaccio i bilanci 2020 delle prime 2.000 piccole imprese bergamasche con un fatturato fra i 3 e i 10 milioni di euro. Ne sono nate due classifiche: una prima con le migliori 2.000 piccole imprese per fatturato. E una seconda graduatoria, con le migliori 500 aziende ordinate per indice Cagr, il valore che esprime il tasso composto medio annuo di crescita delle aziende sia rispetto al giro d’affari sia alla crescita dell’occupazione aziendale.

Due classifiche dedicate solo alle piccole aziende con dati, documentate con analisi e statistiche, raccolte nel nuovo volume «Skille +2000», il seguito di «Skille 1000» la classifica più focalizzata sulle medie e grandi imprese bergamasche.

 

Una filiera di imprese specializzate

Un grande esercito di piccole imprese. Duemila aziende da 3 fino a 10 milioni di fatturato e anelli trasversali delle filiere di fornitura, con le loro specializzazioni produttive, di tutti i settori industriali portanti e di punta del sistema economico bergamasco: meccanica, meccatronica, tessile, gomma, costruzioni e logistica.

Piccole, ma reattive. E resilienti. Sono riuscite nell’anno più difficile per i bilanci aziendali a contenere il calo del fatturato a un -6% (lo stesso calo delle ben più strutturate e grandi imprese del territorio). Ma hanno saputo fare molto meglio sui margini netti: l’utile, in calo, si è fermato a un -14,6%.
Esattamente la metà di quanto è crollato il profitto netto delle grandi imprese, sceso di un -29,2%. In valori assoluti (dati, numeri, classifiche e analisi sono raccolti nel nuovo volume «Skille +2000», interamente dedicato al mondo delle piccole imprese, e in edicola da domani con L’Eco di Bergamo), significa una capacità di generare comunque un giro d’affari nel 2020 di 8,3 miliardi, solo di poco inferiore al valore di pre-pandemia (2018 e 2019), ma sicuramente il segnale dell’interruzione di una robusta crescita in corso sotto la spinta di investimenti per la digitalizzazione dei processi industriali.

 

Flessibilità per restare competitive

Un’interruzione per molte, ma non per tutte. I dati di bilancio raccontano che molte hanno continuato a investire per cogliere il cambiamento nel nuovo scenario di fondo. E in questo ha giocato la capacità di gestire la leva finanziaria. «L’indice di indebitamento medio è del 65% - spiega Mara Brumana, ricercatrice e coordinatrice del team di quattro analisti del Cyfe dell’Università di Bergamo -, dimostrando una tendenza delle piccole imprese della provincia a prediligere il ricorso a mezzi di terzi rispetto ai mezzi propri come fonte di finanziamento. Delle prime 100 aziende in classifica - sottolinea Brumana-, più della metà, il 54%, ha un indice di indebitamento superiore alla media. Sono 34 le imprese (l’1,7%), invece, con indice di indebitamento superiore al 100% e che si trovano nella parte bassa della classifica, a conferma del fatto - conclude Brumana - che una situazione di forte sbilanciamento nelle fonti di finanziamento a favore dei mezzi di terzi potrebbe mettere in discussione l’operatività dell’impresa».

Sul podio le regine dei ricavi Reepack, Efferre, Rac Energy

E sul fronte dei risultati, la classifica per fatturato di «Skille +2000» dice che le prime 100 piccole imprese da sole generano il 10% dell’intero fatturato di tutte le duemila imprese, con 2.900 addetti, sui 47.000 dipendenti di tutto il campione. Nelle prime cinque posizioni figurano imprese di settori tutti diversi: Reepack (meccatronica), Efferre (progettazione nelle costruzioni), Rac Energy (green economy), Gse Trieste (meccanica), Euromec (progettazione grandi impianti). Per avere invece la metà, il 50%, dell’intero fatturato bisogna raccogliere almeno 700 imprese, il 35%. Ma è nella fascia 3-4 milioni di fatturato che si concentra quasi la metà (il 46%) dell’intero gruppo delle prime duemila piccole imprese. Un dato che rilancia, in parte almeno, il tema (o l’urgenza) della crescita dimensionale.

 

«Il patrimonio netto medio delle 2000 piccole imprese - spiega Mara Brumana - è pari a 3,04 milioni di euro. Il 18% di queste presenta un patrimonio netto superiore alla media, mentre il restante 82% si colloca al di sotto. Le prime 100 imprese in classifica presentano patrimonio netto medio pari a 4,2 milioni di euro. I dati quindi - conclude Brumana - restituiscono una fotografia secondo cui una buona patrimonializzazione e un buon equilibrio nella scelta delle fonti di finanziamento, sembra essere la ricetta per scalare la classifica».

Le prime tre regine per fatturato...

REEPACK

Impresa leader nella meccanica e per fatturato più alto fra le più piccole. Con vent’anni di storia vanta un’alta specializzazione nella produzione di sistemi di confezionamento per il comparto alimentare.

EFFERRE

Il settore edile ha attraversato un periodo favorevole: l’impresa si è confermata al vertice delle aziende leader per capacità di progettazione e realizzazione di iniziative commerciali nel settore immobiliare.

RAC ENERGY

La meccanica è un settore importante, per la capacità di confermare gli anelli delle filiere: l’impresa è leader per la sua specializzazione come produttore all’avanguardia di valvole industriali.

... e le tre regine per capacità di crescita

AZIENDA ISOLA

Un’azienda che è cresciuta in valore in un periodo di emergenza, per la sua capacità di mettere al centro la persona offrendo servizi di cura e di assistenza per adulti, anziani e minori.

AP WIRELESS

La crescita dei sistemi di comunicazione durante l’emergenza sanitaria ha consolidato una leadership costruita sulla specializzazione nei sistemi di connessione per telecomunicazioni.

VERONA PORTA SUD

Le costruzioni hanno rappresentato uno dei settori che più hanno avuto una ripartenza. La società ha una forte vocazione nel progettare modelli per la rigenerazione e riqualificazione urbana e residenziale.

 

La copertina del nuovo volume «Skille +2000» in edicola da domani in abbinata con il quotidiano L’Eco di Bergamo

La nuova rivista

«Skille +2000», da domani in edicola

La rivista Skille, dedicata alle imprese del territorio, raddoppia.
È in edicola da domani 28 giugno, con il quotidiano L’Eco di Bergamo e al prezzo di 6,50 euro in più, la nuova rivista Skille +2000, prima edizione del volume che racconta le prime duemila piccole imprese della provincia di Bergamo con un fatturato compreso fra i 3 e i 10 milioni di euro. Una documentazione completa e puntale, attraverso l’analisi e originale dei numeri certificati e riqualificati che compongono i conti economici ufficiali del 2020 (ultimi dati disponibili).

Skille +2000 Le imprese in due classifiche

La nuova rivista Skille +2000 per la prima volta, oltre a presentare la classifica delle aziende ordinata in base al fatturato decrescente, presenta una ulteriore novità di contenuti specializzati. Con l’aiuto di un team di analisti del Cyfe (Center of young and family enterprise) dell’Università di Bergamo, ha elaborato una seconda classifica che documenta la capacità di crescita delle singole piccole imprese del territorio.
L’indice considerato è il Cagr, il tasso annuo medio di crescita composto. Questo valore misura quanto una impresa è cresciuta lungo un periodo di anni rispetto a ricavi e livello occupazionale. L’indice ha un valore perché consente il confronto fra tutte le imprese. Mettendo in evidenza la forza competitiva di ciascuna. Skille +2000 è in edicola da domani 28 giugno, con il quotidiano L’Eco di Bergamo e al prezzo di 6,50 euro in più.
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