L’orientamento dei giovani con le aziende

Con Skillherz i ragazzi vivono il lavoro da vicino e le aziende diventano parte del processo educativo, costruendo relazioni stabili con la futura forza lavoro

Skillherz

Società benefit: Edoomark
Sede: Bergamo
Settore: Orientamento
Studenti: 30.000
Sito: skillherz.com

Un punto di contatto tra scuola e lavoro

Skill mismatch, difficoltà di reperire profili adeguati, ricambio generazionale incerto: mentre le imprese bergamasche consolidano i risultati economici, la sfida decisiva riguarda la costruzione del capitale umano di domani. In questo scenario Skillherz si propone come nuova infrastruttura territoriale dell’orientamento: una «Next Gen Factory» che trasforma le esigenze aziendali in esperienze formative per i giovani, generando una pipeline stabile di competenze e relazioni tra scuola e mondo produttivo. Il progetto nasce da Edoomark, impresa benefit fondata e guidata da Paolo Maria Ferrari, con la collaborazione del Gruppo Sesaab e con la partecipazione della holding Odissea Srl e della «The Antonio Percassi Family Foundation». L’investimento congiunto ha permesso di superare la logica episodica dell’orientamento, offrendo un modello scalabile e radicato nei territori, pensato per accompagnare migliaia di studenti lungo l’intero percorso che va dalla scoperta di sé al lavoro. Il cuore del modello è rappresentato dalle Next Gen Factory: spazi in cui gli studenti lavorano su sfide concrete proposte dalle imprese del territorio. Non semplici visite aziendali, ma percorsi strutturati dove i giovani sperimentano ruoli, processi e modalità organizzative, affiancati da psicologi, educatori e professionisti.

Ogni Factory è inserita nel proprio distretto industriale e riflette le caratteristiche economiche della provincia, diventando un punto di contatto permanente tra scuola e impresa. La scala dell’iniziativa è già significativa: oltre 400 istituti scolastici coinvolti, 1.000 classi, una platea di circa 30.000 studenti l’anno tra Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Lodi e presto Mantova. Il piano di sviluppo prevede l’apertura di nuovi centri in ulteriori province lombarde e nel Nord Est, con l’obiettivo di raggiungere entro il 2028 quota 100.000 ragazzi, 5.000 classi e 2.000 istituti.

Voice

Imprese Ambassador

Diventare partner di Skillherz significa assumere un ruolo strategico nel rapporto con le nuove generazioni. Ogni categoria produttiva prevede un solo ambassador per provincia: un’azienda che diventa il punto di riferimento unico per tutti i percorsi di orientamento degli studenti delle superiori collegati al proprio settore . Un presidio esclusivo, pensato per rafforzare employer branding, reputazione territoriale e pipeline di giovani motivati. L’adesione è semplice e operativa: l’impresa sceglie la Next Gen Factory del territorio e accede a un percorso calibrato sui fabbisogni del proprio settore. Il team Skillherz supporta la coprogettazione delle attività: incontri in aula, laboratori, challenge, Full Camp e momenti di mentoring con gli studenti. A ogni intervento corrisponde una visibilità strutturata sulle testate e sui canali digitali del network Sesaab, amplificando l’impatto reputazionale dell’azienda sul territorio. Essere ambassador significa diventare la «voce» del proprio settore per migliaia di studenti e docenti.

Una rete che permette alle imprese di presidiare il rapporto con le nuove generazioni in modo continuativo. L’offerta educativa e formativa di Skillherz si articola in quattro format integrati:«Life Design»aiuta gli studenti a mettere a fuoco identità, inclinazioni e aspirazioni;«Job Connect»li porta dentro le aziende con l’alternanza scuola-lavoro, stage e tirocini progettati per capire non solo «che cosa fare», ma «come si sta al lavoro»; «Full Camp»concentra in pochi giorni la co-progettazione di soluzioni su brief reali, generando concept utili anche alle imprese;«Innovation Lab»è il laboratorio modulare in cui i ragazzi esplorano settori e professioni attraverso esperienze pratiche orientate a creatività e problem solving. Quattro percorsi, un’unica finalità: eliminare il rumore di fondo che disorienta i giovani e far vivere loro esperienze autentiche a contatto diretto con le imprese. Il progetto si fonda su una visione chiara: l’orientamento funziona davvero solo quando studenti, insegnanti e aziende lavorano fianco a fianco, condividendo sfide e obiettivi. In una fase in cui molte imprese segnalano difficoltà nel comprendere la Gen Z e nell’attrarre profili motivati, Skillherz offre un modello che riduce la distanza culturale, migliora la qualità delle candidature future e permette di intercettare sensibilità, linguaggi e aspettative dei giovani prima del loro ingresso nel mercato del lavoro.

Talk

Paolo Maria Ferrari - ceo e founder di Skillherz

Perché oggi serve un modello come Skillherz?

«Il sistema dell’orientamento era diventato troppo frammentato: tante iniziative scollegate, poca chiarezza e troppo “rumore” per i ragazzi, un contatto debole con il mondo produttivo. Le imprese hanno bisogno di nuova forza lavoro, ma spesso non riescono a intercettare la Gen Z. Skillherz nasce per trasformare questo divario in un’infrastruttura stabile di orientamento: studenti, scuole e aziende lavorano insieme su sfide reali, in spazi dedicati e con un metodo che genera valore misurabile».

Qual è il valore delle «Next Gen Factory» per il territorio?

«Ogni Factory è radicata nel proprio distretto industriale. Questo consente ai ragazzi di conoscere davvero i settori produttivi della provincia e alle aziende di entrare in relazione con migliaia di studenti all’anno. L’obiettivo è arrivare entro il 2028 a 100.000 giovani e 2.000 istituti coinvolti: una massa critica che permette al territorio di costruire il proprio futuro».

In che cosa Skillherz cambia l’approccio delle imprese verso la Gen Z?

«Le aziende ci dicono che non basta più “parlare ai giovani”, bisogna incontrarli nei contesti giusti. Nelle Next Gen Factory i ragazzi lavorano su brief reali e i professionisti diventano mentor, non semplici testimonial. Questo contatto permette alle imprese di capire davvero linguaggi, valori e aspettative della Gen Z, mentre gli studenti scoprono cosa significhi operare in un’organizzazione. L’orientamento torna a essere un’esperienza concreta, non un contenuto da consumare: è così che si costruisce un legame credibile tra giovani e imprese».

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