Al volante dell’auto elettrica, spese di gestione giù e niente emissioni

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Auto elettrica sui tornanti di una strada di montagna

Auto elettrica sì. Auto elettrica no. Auto elettrica ma… La questione è dibattuta. La realtà, però, è certa: il futuro della mobilità è elettrico, meglio, elettrificato. Almeno su questo togliamo ogni dubbio. E ricordate che anche l’idrogeno è una forma di elettrificazione, anzi, la più evoluta a dire il vero. Ma come si vive con un’auto elettrica? Bene. Molto. Le ragioni? Il silenzio prima di tutto. Poi l’accelerazione, prontissima. E la consapevolezza di viaggiare in assenza di emissioni locali. Risparmiando. Scettici? Cerchiamo allora di fare un po’ di chiarezza. Partiamo dai consumi.

Assenza di rumore e accelerazione tra i vantaggi dell’auto elettrica. Autonomia tra 250 e 400 chilometri: il segreto è pianificare i viaggi

Dire addio a benzina e diesel significa tagliare di molto le spese di gestione. Non solo perché l’energia oggi costa meno di qualunque carburante. Ma perché in molte occasioni (ristoranti, centri commerciali) è ancora possibile ricaricare gratuitamente: questo, insieme ai costi dell’energia (che prima o poi saliranno…), è uno dei vantaggi. Chi vive nelle grandi città apprezzerà molto l’ingresso nelle Ztl e i quasi sempre gratuiti parcheggi, una vera manna. Poi c’è la libertà di muoversi in caso di blocchi del traffico. La consapevolezza di contribuire alla riduzione delle emissioni gratifica. Già. Anche se riduzione non significa assenza e il termine “zero emissioni” è usato spesso impropriamente.

Stop all’inquinamento locale

Viaggiare con un’auto elettrica non azzera le emissioni, che restano, legate in gran parte ai processi produttivi dell’auto e all’energia usata per la ricarica. Ma almeno evita quelle “locali”, prodotte da diesel e benzina. Poi c’è il silenzio, impagabile. L’inquinamento acustico è un’altra delle urgenze che dobbiamo risolvere. E l’auto elettrica risponde perfettamente a questa necessità, oltre al fatto che viaggiare, specie a velocità contenute, senza rumore e vibrazioni regala serenità unica.

Guidare un’auto elettrica offre solo vantaggi? Ni. Chi non ha sentito parlare dell’ansia da ricarica? Ossia il timore che l’autonomia finisca nel bel mezzo di un viaggio. Può succedere. Ma quasi mai a chi sa organizzarsi per tempo. Un’auto elettrica ha bisogno di pianificazione, l’acquisto non può prescindere da un’analisi dello stile di vita, del luogo in cui si abita, della disponibilità o no di un garage, di quanti chilometri si percorrono e su che tipo di strade. Da compiere prima dell’acquisto. La ragione è semplice: oggi l’autonomia media di un’elettrica varia tra 250 e 400 chilometri circa. La media degli spostamenti giornalieri è nettamente inferiore.

Il problema sorge quando si affrontano viaggi autostradali, dove le colonnine sono quasi del tutto assenti. La buona notizia? Il governo Draghi ha appena annunciato 7.500 punti di ricarica rapida proprio in autostrada, vedremo in che tempi… Intanto, il “segreto” è pianificare. Grazie alle numerose app è possibile simulare il percorso da fare sapendo già dove ricaricare e quanto spendere.

E i tempi di ricarica? I detrattori sostengono che l’auto elettrica è un “lusso” per chi non ha fretta. In parte è vero. Ma ancora una volta dipende: se ricarico a casa, in pratica ogni mattina ho il massimo dell’autonomia. Le grandi città offrono numerose colonnine, pazienza se talvolta rotte, non raggiungibili dai disabili, spesso occupate. O se i gestori sono ancora troppi. Tutto vero. Come è vero che le colonnine “fast”, quelle da 150 kW che assicurano ricariche in mezz’ora, oggi sono quasi un miraggio. Il problema è che ce ne sono poche e chi davvero ne dispone in modo diffuso è solo Tesla con i suoi “Supercharger”. Nel frattempo, non resta che attendere che le promesse di Draghi si realizzino. E ricaricare ogni volta che è possibile.

Una scelta efficiente che rispetta l’ambiente

Scegliere un’auto elettrica significa compiere una scelta più consapevole in termini di comportamenti di acquisto e di stili di vita. L’assenza di emissioni locali, anche acustiche, significa ridurre al minimo l’impatto ambientale, rispetto a quello prodotto dalle auto diesel e benzina, massimizzando l’efficienza degli spostamenti.

A conti fatti costi ridotti

A fronte di un prezzo d’acquisto mediamente più alto, tra incentivi, detrazioni e benefici fiscali, riduzione dei costi di manutenzione e di utilizzo, alla fine l’auto elettrica ha più vantaggi che svantaggi, anche economici.

Piacere di guida, rilassante nel traffico

Chi pensa che un’auto elettrica sia noiosa, lenta o poco divertente è perché non ne ha mai guidata una. La verità è l’opposto: accelerazioni brucianti, assenza di vibrazioni, silenzio. Nel traffico un’elettrica è molto rilassante.

Il nodo ricarica: occhio ai tempi

In casa serve almeno una notte con una wallbox, dalla presa molto di più. Da una colonnina da 22 kW, la più diffusa, può bastare una pausa pranzo per recuperare 50/60 km. Il tempo a disposizione è una variabile da calcolare, vista l’attuale rete.

Durata della batteria fino a 8 anni

Più che un “contro” è un “dubbio”. Detto che dipende dalla frequenza dei cicli di carica e dall’utilizzo, sulle batterie i modelli attuali offrono garanzie molto lunghe: fino a 8 anni con percorrenze di circa 150mila chilometri.

Il costo: incentivi aspettando la parità

Vero, un’auto elettrica costa più di un equivalente modello benzina o diesel. La ragione è il costo delle batterie. Ma i prezzi si stanno riducendo velocemente: si stima che in pochi anni si raggiungerà il pareggio. Nel frattempo, incentivi governativi e costi di gestione aiutano molto.

Le ibride più efficaci in città

Ibrida sì, no, forse. Ma soprattutto, quale? Se l’auto elettrica è il punto d’arrivo, l’ibrida è il “tramite”. Poi c’è ibrido e ibrido: immaginate una scala evolutiva, alla cui base c’è il “mild hybrid” e all’altro capo il “plug-in”. In mezzo il “full hybrid”, lanciato da Toyota negli anni Novanta con la Prius. Semplificando, la differenza è data dalla dimensione della batteria e dalla disponibilità o no di una vera autonomia elettrica (almeno 50 chilometri). Occhio anche al cambio: l’automatico è sempre la scelta ideale, ma ci sono soluzioni che privilegiano l’efficienza e altre il piacere di guida. Una regola vale sempre: un’auto ibrida è tanto più efficiente quanto più a lungo si guida in città, dove la componente elettrica ottiene la massima efficienza; in assenza di frenate e decelerazioni (le fasi in cui si ricarica la batteria), come in autostrada, i consumi tendono a salire parecchio. Per ridurli, ci sono alcuni “segreti”: usare le modalità Eco o EV, “veleggiare” (ossia rilasciare il gas in modo che il motore si spenga o si “scolleghi” dalla trasmissione, tagliando i consumi) tutte le volte in cui è possibile, accelerare (e frenare) progressivamente. Tutto qui. Poi ci sono i vantaggi pratici. Come ingressi a Ztl e parcheggi gratuiti in molte città. Il problema della ricarica non c’è: fatto salvo per le plug-in che, per sfruttare al meglio la loro efficienza, hanno bisogno di una ricarica esterna, molto più breve di un’elettrica. Né quello dell’autonomia.

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Nel numero di eco.bergamo, il supplemento di ambiente, ecologia, green economy in edicola gratis con L’Eco di Bergamo domenica 16 maggio, un’inchiesta di otto pagine sul mondo delle auto elettriche.

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