Carburante dai rifiuti
Il biometano avanzato
non consuma suolo

Articolo. Valorizzazione degli scarti: un gas totalmente rinnovabile, prodotto dalla matrice organica putrescibile dei rifiuti urbani.
Il progetto della società Ind.Eco. del gruppo Greenthesis:
liquefazione in discarica con un impianto di Rea Dalmine.

Lettura 3 min.
L’immagine dell’home page del sito di Ind.Eco.

Vi ricordate “Ritorno al futuro 2”? Sotto gli occhi esterrefatti di Marty McFly, il dottor Brown usava gli scarti di cucina per far viaggiare nel tempo la sua DeLorean. Era il 1989 e sembrava fantascienza, ma dopo trent’anni trasformare i rifiuti in carburante per auto è una realtà consolidata.

Primo mercato europeo

Valorizzare il biogas come biocombustibile per autotrazione offre maggiori garanzie ai territori vicini

L’Italia è oggi il primo mercato europeo per l’uso di metano per autotrazione, con un parco circolante di quasi 1 milione di autoveicoli (circa il 2,4% del totale) e circa 1.250 distributori che erogano un miliardo di metri cubi di metano all’anno. Ma c’è anche un mercato “extra rete”, principalmente dedicato a flotte di trasporto pubblico, che consuma circa 90 milioni di metri cubi di metano. Nel trasporto pesante si sta sempre più affermando anche l’impiego del gas naturale liquefatto, con oltre una trentina di distributori già in esercizio, alcuni anche in territorio bergamasco.

Le due tipologie

«In Italia il decreto 2 marzo 2018 promuove e incentiva il biometano come biocarburante destinato ai trasporti e ne individua due tipologie: il biometano “avanzato” e quello non avanzato», spiega Roberto Zocchi, chief technical officer di Greenthesis Group, uno dei principali operatori integrati della gestione dei rifiuti urbani e industriali e nel settore delle bonifiche ambientali, di cui fa parte anche il termovalorizzatore Rea Dalmine.

Il biometano avanzato

Ottenuto da residui e colture non generati da terreni destinati alla produzione di cibo o mangimi

«Il biometano avanzato è un biocarburante ottenuto da residui, rifiuti e colture che non sono state generate da terreni prima destinati alla produzione di cibo o mangimi o da aree naturalistiche pregiate. In altre parole, si tratta di biomasse o rifiuti che non hanno causato un cambio indiretto di uso del suolo per la loro produzione. Il biometano avanzato è quindi un biocarburante a basso impatto ambientale, programmabile, rinnovabile, caratterizzato da un enorme potenziale applicativo, ottenibile da un processo di raffinazione e purificazione, detto upgrading, del biogas. Si tratta, quindi, di un combustibile in grado di sostituire nel tempo parte dei carburanti fossili, concorrendo allo sviluppo di un’economia circolare volta alla riduzione delle emissioni climalteranti e al concetto di recupero e rivalutazione delle dei rifiuti in risorse rinnovabili».

Un progetto all’avanguardia

A Latina, in località Borgo Montello, la società Ind.Eco. del gruppo Greenthesis ha avviato un progetto all’avanguardia, che integra upgrading e liquefazione in discarica avvalendosi di un impianto realizzato da Rea Dalmine, che peraltro può fornire soluzioni chiavi in mano anche per società terze. I vantaggi legati al biogas da discarica sono molteplici. «La convenienza tecnico-economica è indubbia – sottolinea Zocchi –. In primis, si evitano dispersioni in atmosfera che procurano cattivo odore e rischi di esplosione. In più, si abbatte l’effetto serra, sul quale il metano impatta 21 volte di più rispetto all’anidride carbonica».

Totalmente rinnovabile

La gestione può essere fatta sia in discariche ancora aperte sia in quelle dove non c’è più conferimento

«Parliamo – conclude Zocchi – di un gas totalmente rinnovabile, prodotto dalla matrice organica putrescibile dei rifiuti urbani, la cui gestione può essere fatta sia in discariche ancora aperte sia in quelle dove non c’è più conferimento di rifiuto fresco. Se in passato, quando una discarica era ormai colma, non c’erano troppe soluzioni tecnologiche per valorizzare la stessa, oggi la possibilità di sfruttare il biogas convertendolo in biocombustibile per autotrazione è un’opportunità che avvantaggia l’impresa ed avvantaggia l’ambiente, offrendo anche maggiori garanzie al territorio circostante».

DALLA DISCARICA AL BIOGAS. La società Ind.Eco. del gruppo Greenthesis ha avviato, nel Lazio, un progetto all’avanguardia, che integra upgrading e liquefazione in discarica avvalendosi di un impianto realizzato da Rea Dalmine

Da discarica a centro di rinnovabili

Anche un polo di ricerca

Ind.Eco. è una società del gruppo Greenthesis con sede a Latina, in località Borgo Montello, che si occupa di trattamento e smaltimento di rifiuti di origine urbana e di produzione energetica da fonte rinnovabile. Da semplice area destinata alla ricezione dei rifiuti, la discarica di Borgo Montello – la cui superficie complessiva è pari a circa 230.000 metri quadri per un volume complessivo di rifiuti pari a 5.000.000 di metri cubi – si sta trasformando in un centro polifunzionale delle energie rinnovabili, un modello di business innovativo e in linea con i più recenti studi a favore della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare. Qui, infatti, si produrranno oltre duemila tonnellate annue di biometano liquefatto e oltre 10.000 kilowatt di energia fotovoltaica senza sottrarre terreni vergini. Peraltro i due interventi lavorano in maniera sinergica, in quanto la produzione di energia elettrica dal fotovoltaico permetterà di ridurre i costi operativi della produzione del biometano. Nel sito laziale Ind.Eco. realizzerà anche un polo di ricerca per la sperimentazione di nuove forme di valorizzazione energetica rinnovabile a zero emissioni.

Ma come avviene la produzione di biometano? Il biogas proveniente dall’impianto di collettamento della discarica è trattato rimuovendo l’anidride carbonica e il vapore acqueo, nonché l’eccesso di azoto, ossigeno e altre impurità (upgrading): si ottiene così un gas con caratteristiche tecniche analoghe a quello trasportato o distribuito attraverso la rete di gas naturale. Grazie a una successiva fase di condizionamento e liquefazione, il biometano può assumere anche lo stato liquido (bio-LNG).

Il progetto dell’impianto di produzione di biometano liquefatto di Ind.Eco. rappresenta un moderno esempio di bioraffineria in grado di perseguire gli obiettivi di economia circolare previsti dalle più recenti evoluzioni del quadro programmatico e normativo di settore. 

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