Design e allestimenti, le possibilità creative dei materiali ecologici

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Divani e poltrone in cartone alveolare

Il primo fu Enzo Mari, che alla fine degli anni ’60 inventò «Il posto dei giochi», una parete in cartone a misura di bambino capace di trasformarsi in un castello, un separé, uno spazio per dare sfogo alla fantasia. Poi arrivò la Wiggle Side Chair, la voluttuosa seduta disegnata da Frank Owen Gehry nel 1972. Erano due visionari che avevano intuito le potenzialità inesplorate del cartone. Un materiale povero, certo, ma con insospettabili doti di resistenza. Leggero, economico, versatile.

Lo studio di architettura A4Adesign firma librerie, divani, poltrone, piccoli oggetti e grandi volumi

«Ma anche bello», afferma convinta Nicoletta Savioni, partner e project development manager dello studio milanese di architettura A4Adesign. Con il suo socio Giovanni Rivolta ha iniziato a disegnare oggetti in cartone una ventina di anni fa, «senza mai cercare di nasconderlo o farlo sembrare altro. Abbiamo debuttato nel 2004 al Fuorisalone di Milano: è stato in quella occasione che abbiamo sradicato il cartone dal suo ambiente tradizionale, quello degli imballaggi, e lo abbiamo trapiantato in un altro mondo, quello del design e dell’allestimento. Dal punto di vista estetico il materiale ha già nelle sue varie forme, dall’alveolare all’ondulato, una sua valenza che ci è sempre piaciuta, fors’anche perché io con il cartone ci sono cresciuta, ci ho sempre giocato fin da bambina perché mio padre lavorava in un’azienda del settore».

La prima creazione

La libreria Bookstack, uno scaffale modulare, la prima creazione in cartone dello studio milanese di architettura A4Adesign

La prima creazione in cartone di A4Adesign è stata la libreria Bookstack, un robusto scaffale modulare che può arrivare fino a 3 metri di lunghezza e 2 di altezza. «Nel tempo abbiamo creato piccoli oggetti, ma anche grandi volumi capaci di cambiare la percezione dello spazio – continua Savioni –. Il cartone si presta per gli allestimenti temporanei di spazi espositivi, commerciali e ricreativi, fiere, mostre e vetrine, ma si può sfruttare anche per suddividere lo spazio all’interno di open space destinati al coworking con un sistema estremamente semplice che consente infinite configurazioni. Alla forte valenza estetica il cartone unisce anche ottime performance di fonoassorbenza, come nel caso di un progetto che stiamo mettendo a punto con la bergamasca Grifal. In più, è economico, resistente, velocissimo da montare e smontare, il che ne rende molto semplice anche lo smaltimento».

Le ottime performance di fonoassorbenza valorizzate in un progetto con la bergamasca Grifal

Il rispetto dell’ambiente è nel dna del cartone. Le aziende del settore stanno spingendo sulla ricerca per ottenere prodotti sempre più performanti, ma anche ecosostenibili, per esempio usando colle più rispettose dell’ambiente e materia prima sempre più spesso frutto di riciclo.

La differenziata cresce

Secondo l’ultimo rapporto annuale del consorzio Comieco sulla raccolta differenziata e il riciclo di carta e cartone, in Italia la raccolta pro capite ha raggiunto i 57,5 chili per oltre 3,5 milioni di tonnellate totali, con un miglioramento del 3% delle performance nazionali su base annua. Risultati importanti, ottenuti grazie all’impegno sempre crescente dei cittadini nella differenziata, ma anche grazie a una filiera, quella del riciclo, che non si è mai fermata neppure durante la pandemia.

In Italia 57,5 chili annui di raccolta pro capite di carta e cartone, oltre 3,5 milioni di tonnellate

«Negli ultimi vent’anni anche i macchinari per la lavorazione del cartone hanno fatto passi da gigante – spiega Savioni –. Quando abbiamo cominciato, ricordo che dovevamo farci tagliare i pezzi da un artigiano che si serviva dello stesso apparecchio usato per sagomare le suole delle scarpe e spruzzavamo il colore con un comune compressore. Oggi stampa e taglio si fanno con plotter a controllo numerico che consentono una qualità prima impensabile, consentendoci di progettare nel rispetto dell’ambiente». Un matrimonio perfetto tra sostenibilità e poetica, bellezza e know-how tecnologico.

Packaging sostenibile? Pago di più

Secondo un’indagine commissionata su oltre 7.000 cittadini europei dall’associazione europea Pro Carton, quasi quattro consumatori italiani su cinque (il 78%) dichiarano di essere disposti a pagare di più per packaging sostenibili, una percentuale che sale all’88% per la fascia d’età tra i 22 e i 28 anni, preceduta solo dai coetanei spagnoli (91%) e tedeschi (89%). A giudizio del 25%, invece, i retailer non introducono packaging sostenibili.

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