Gli eventi estremi connessi
al riscaldamento globale

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Lurano (Bergamo), 8 luglio 2021: la bufera abbatte alberi, scoperchia tetti, distrugge auto Foto Luca Cesni

«Eventi estremi come quello accaduto in Germania dovrebbero avere una ricorrenza secolare, se non millenaria, mentre ormai si ripetono con una cadenza quasi decennale. In Germania un disastro simile a quello del luglio scorso è capitato anche nel 2002. Questi eventi particolarmente intensi stanno incrementando la propria frequenza».

Andrea Giuliacci, meteorologo, climatologo e accademico, è impegnato nella divulgazione del tema del cambiamento climatico, su cui ha pubblicato, tra l’altro, il libro «Il clima che non ti aspetti. Quale futuro?» (Ronca Editore). La citazione, presa da un suo articolo scritto anni fa, in riferimento a immani alluvioni del 1342 su gran parte dell’Europa Centrale, tali da causare migliaia di morti e cambiare persino la geografia, è stata usata, in modo improprio, da chi sposa la tesi degli eventi estremi sempre accaduti. «Non siamo in grado di affermare che la specifica alluvione in Germania sia dovuta al cambiamento climatico in atto, ma che l’aumento di questi eventi eccezionalmente violenti vi è legato. I periodi insolitamente freddi non contraddicono il riscaldamento globale. Quelli insolitamente caldi sono, in tutto il pianeta nello stesso periodo, notevolmente più numerosi. Il cambiamento è globale e non avviene nell’orizzonte del tempo meteorologico, ma del clima».

I periodi insolitamente freddi non contraddicono il riscaldamento globale

L’estate, secondo l’analisi di Coldiretti dell’1 agosto su dati dell’European Severe Weather Database, è già stata segnata da ben 789 eventi estremi, bombe d’acqua, trombe d’aria, grandinate e temporali violenti lungo tutta la Penisola. Le grandinate sono triplicate , con undici tempeste di ghiaccio al giorno dall’inizio dell’estate rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il tributo umano, secondo Legambiente, è tragico: in Italia 256 vittime dal 2010, cui si aggiungono oltre 50mila persone evacuate a causa di frane e alluvioni. Anche la Bergamasca è sempre più colpita da nubifragi che lasciano una lunga scia di danni, tra allagamenti, piante cadute, tetti scoperchiati, penalizzando, in particolare, l’agricoltura.

L’atmosfera resa più calda dai gas serra porta più carburante ai fenomeni meteorologici

L’atmosfera resa più calda dai gas serra porta più carburante ai fenomeni meteorologici. Giuliacci spiega: «Per questo motivo, i temporali sono più violenti, le piogge più intense, i fulmini più frequenti, le grandinate più numerose e devastanti. Aumentano e crescono d’intensità le trombe d’aria, tant’è vero che sempre più spesso anche in Italia si registrano veri e propri tornado. Il clima italiano si sta estremizzando».

Un fatto scientifico, non un’opinione politica

Giuliacci, intervenuto al festival del cinema per ragazzi di Giffoni, ha osservato che sui temi dell’ambiente è necessario un cambio di passo culturale, decisivo per il futuro. «Ora sembra di assistere al tifo da stadio. È una questione di partito preso. Siccome uno ha sostenuto che è rosso, l’altro deve ribattere che è nero. L’unica soluzione è coinvolgere in modo ampio la cittadinanza, per coltivare la consapevolezza e la disponibilità anche ai sacrifici necessari per combattere il cambiamento climatico. L’educazione ambientale deve iniziare dai più piccoli, per costruire adulti di domani che recepiscano questi temi. Anche un film di animazione, come ho spiegato a Giffoni, è importante per avvicinare i bambini al tema del cambiamento climatico. L’educazione ambientale ai più piccoli rende innati comportamenti virtuosi, come loro capiscono bene: non sprecare l’acqua, l’energia, la luce. Se tutti li adottassimo, un bel risparmio si potrebbe già ottenere. L’educazione ambientale prepara a un atteggiamento: il cambiamento climatico non è del domani, lontano, ma è qui, adesso. È un fatto scientifico, non un’opinione».

Una maggiore attenzione all’educazione ambientale

«Dal ministero è arrivata l’indicazione di una maggiore attenzione all’educazione ambientale», continua Giuliacci. «Le scuole si stanno muovendo, cercano contenuti, avviano iniziative sul cambiamento climatico. Certo: è difficile da un giorno all’altro, perché gli insegnanti stessi sono da formare. Ci sono molte iniziative anche per i docenti. Bisogna continuare così perché, altrimenti, parlare al cittadino del cambiamento climatico diventa difficile, se non l’ha mai studiato. Il programma di Scienze si può integrare. I comportamenti per il rispetto per l’ambiente si possono introdurre benissimo in Educazione civica. Il problema della qualità dell’aria che respiriamo nelle grandi città, in particolare in Pianura Padana, è ancora più urgente ed è anche una questione di educazione civica». Non c’è più tempo da perdere.

Disastro nel cuore dell’Europa

Le alluvioni tra il 12 e il 15 luglio in Germania e in Belgio hanno causato circa duecento vittime. I danni sono stati registrati soprattutto nel Land della Renania-Palatinato e nella regione di Liegi. Sono stati coinvolti anche i Paesi Bassi, dove oltre diecimila persone sono state evacuate nella zona di Maastricht, la Svizzera e l’Austria, dove le piogge eccezionali hanno provocato danni ingenti. Enorme la quantità d’acqua caduta a causa della tempesta, chiamata Bernd, fino a 250 litri per metro quadro in poche ore. Le piogge eccezionali hanno ingrossato i fiumi fino a farli esondare. Gli eventi estremi sono connessi al cambiamento climatico, dovuto, per la maggior parte, alle emissioni di anidride carbonica. L’aumento delle temperature influenza le precipitazioni: si stima che un solo grado in più, in media, può farne aumentare l’intensità fino al 7 per cento.

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