Il rispetto per lavoro e ambiente. L’esempio della carta

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Il rispetto per l’ambiente a denominazione di origine controllata e garantita. Le certificazioni internazionali Fsc® e Pefc™ assicurano la provenienza della materia prima carta da foreste gestite in modo sostenibile e responsabile. La Fsc®, acronimo di Forest Stewardship Council, è espressa da una vasta organizzazione, aperta a chiunque ne condivida gli obiettivi di gestione forestale responsabile.

Vi aderiscono Greenpeace, Wwf, Legambiente, Amnesty International, comunità indigene, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, aziende della grande distribuzione, ricercatori, tecnici scientifici e cittadini comuni.

La Pefc™, acronimo di Programme for Endorsement of Forest Certification schemes, è un’organizzazione nata, come iniziativa volontaria e senza fini di lucro, dai proprietari forestali dei Paesi promotori: Austria, Finlandia, Francia, Germania, Norvegia e Svezia.

I due pilastri: sostenibilità e tracciabilità

I due pilastri delle certificazioni Fsc e Pefc sono la sostenibilità e la tracciabilità. La materia prima deve provenire da foreste dove sono previsti interventi di rimboschimento e rigenerazione naturale delle piante e la tutela della salute e dei diritti dei lavoratori. Un’azienda, per far identificare i propri prodotti con i due marchi, deve accedere ai servizi offerti da un ente terzo accreditato ad eseguire le necessarie verifiche per rilasciare le certificazioni.

Grifal, l’azienda di Cologno al Serio che produce imballi performanti ed ecosostenibili, le ha ottenute entrambe nel 2019, per cArtù® e cushionPaper™, le soluzioni in cartone ondulato innovativo e di design, progettate come alternative ai materiali plastici, per la salvaguardia dell’ambiente.

Tutta la filiera è certificata

«Per raggiungere l’obiettivo delle certificazioni – spiega Stefania Zanotti, responsabile Laboratorio test e certificazioni di Grifal – è necessario seguire un flusso operativo che rispetti tutte le norme previste. Dopodiché l’azienda è sottoposta a un “audit” da parte di un ente terzo, che compie gli accertamenti e trasmette i risultati del controllo alle due organizzazioni. Le aziende certificate devono acquistare la materia prima da fornitori certificati. La carta e il cartone per gli imballaggi prodotti da Grifal provengono da aziende che li realizzano con cellulosa certificata. Tutta la filiera lo deve essere, per il principio della catena di custodia, che garantisce il prodotto dalla nascita alla fine vita. La prima verifica che il nostro Ufficio acquisti deve compiere sui fornitori è la presenza della certificazione. È un vincolo fondamentale. Le due certificazioni si trovano ormai su molti prodotti a base di carta o di legno».

L’obbligo di marcatura per gli imballaggi

«I prodotti a fine vita – aggiunge Zanotti – sono riciclati per realizzare altra carta o cartone. Il Decreto legislativo 116 del 2020 ha introdotto l’obbligo di marcatura, che serve all’utente finale per orientarsi nello smaltimento. Tutti i prodotti di imballo sono identificati non solo con il materiale usato per produrlo, ma anche con la destinazione per la raccolta differenziata e il riciclo. Da mesi riceviamo una domanda sempre più orientata a un imballaggio ecosostenibile e costituito di un solo materiale, perché sia garantita non solo la tracciabilità ma anche la facilità di smaltimento. Deve essere possibile identificare subito dove il prodotto va conferito per la differenziata. Carta e cartone sono già visti come materiali “green” e recuperabili e riciclabili in modo più agevole. cArtù® ha anche il vantaggio di offrire fogli di imballo adeguati per avvolgere prodotti di forme e dimensioni diversi. Grifal adatta i propri prodotti alle esigenze del cliente».

«L’innovazione e la qualità – conclude Zanotti – acquistano tutt’altro valore se contengono un’attenzione intrinseca per il rispetto dell’ambiente. La convinzione di Grifal è quella, grazie anche alle certificazioni, di dimostrare l’importanza essenziale degli ecosistemi forestali, della loro preservazione, della garanzia di uso di materiali prelevati e lavorati con pratiche legali e controllate».

La gestione sostenibile delle foreste

La gestione di una foresta, per essere definita sostenibile e poter aspirare alle certificazioni ambientali Fsc e Pefc, deve rispettare le leggi e i regolamenti della nazione dove si trova e i parametri internazionali fondamentali. Deve possedere un programma trasparente e delineato secondo principi coerenti; mantenere la foresta, nonostante lo sfruttamento del legname, come un ambiente ricco in biodiversità e habitat naturale per piante e animali; salvaguardarne la funzione ecologica all’interno del sistema in cui risiede, per esempio con la protezione del terreno dall’acqua e dai movimenti franosi e il mantenimento del microclima dell’area; rispettarne la naturale velocità di crescita nella programmazione dei tagli; prevedere interventi di rimboschimento e rigenerazione naturale delle piante. La gestione deve, inoltre, tutelare la salute e i diritti dei lavoratori, degli indigeni e dei proprietari della foresta; favorire le filiere corte di produzione; utilizzare la foresta come strumento per mitigare povertà e fame delle zone in cui risiede.

Le aziende della carta e del legno

Il secondo pilastro dei marchi Fsc e Pefc è la tracciabilità dei materiali provenienti da foreste certificate e riguarda le aziende che trasformano i prodotti derivati da carta e legno. Interessa tutte le aziende che trattano materia prima di origine forestale: segherie, mobilifici, aziende che producono imballaggi in legno, carta, cartone, materiali contenenti legno per l’edilizia e l’arredo, cartiere, tipografie, cartotecniche. Il requisito della tracciabilità è indispensabile per poter vendere un prodotto con le certificazioni Fsc e Pefc.

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