Impegno bergamasco per la discarica che partecipa al riciclo

Articolo. Ottimizzare la gestione dei rifiuti urbani anche in assenza di termovalorizzatori si può. Dopo il referendum del 2012 con il quale i cittadini hanno bocciato la costruzione di un inceneritore, la Valle d’Aosta ha affidato fino al 2036 la gestione dei rifiuti a EnVal (crasi di “environement”, ambiente, e Valle d’Aosta), una nuova srl di cui fanno parte la bergamasca Rea Dalmine, società del gruppo Greenthesis, la valdostana Fratelli Ronc di Introd e la veneta Cesaro Mac Import di Eraclea.

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La bergamasca Rea Dalmine del gruppo Greenthesis nella srl dell’impianto per i rifiuti della Valle d’Aosta

Come funzionerà la gestione a freddo dei rifiuti? I rifiuti solidi urbani prodotti nei 74 Comuni della regione e i rifiuti speciali assimilabili agli urbani prodotti nel solo territorio valdostano saranno conferiti nel centro di Brissogne. «L’indifferenziato è pretrattato e abbancato in discarica, mentre i rifiuti derivanti dalla raccolta differenziata sono avviati al recupero in impianti specializzati – spiega l’ingegner Matteo Millevolte, direttore tecnico di EnVal –. Attraverso un sistema di vagliatura il rifiuto indifferenziato è suddiviso in una frazione secca e in una umida, la quale successivamente è sottoposta a un processo di biostabilizzazione, per essere poi riutilizzata come terreno di copertura dei rifiuti in discarica. La discarica è gestita e controllata in accordo alle specifiche norme di riferimento in forza di un apposito sistema di estrazione del percolato e della rete di captazione del biogas, che permette di minimizzare le emissioni diffuse e produrre energia elettrica nel vicino cogeneratore».

La società Rea Dalmine del gruppo Greenthesis nella srl della Valle d’Aosta per la gestione a freddo

Accanto alla linea di tritovagliatura dell’indifferenziato e di biostabilizzazione della frazione organica, a Brissogne sorgerà una seconda linea che si occuperà di selezionare il multimateriale a base plastica per avviarne il più possibile al riciclo. La costruzione di entrambe le linee è iniziata appena concluso il lockdown e se ne prevede la conclusione nel 2021.

«In Valle d’Aosta gli imballaggi plastici sono conferiti insieme alle plastiche dure, quelle di giocattoli e bacinelle, per intenderci – spiega ancora Millevolte –. Il nostro obiettivo è rendere il materiale plastico conforme agli standard del Corepla (il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, ndr), al quale inviamo gli imballaggi plastici che riusciamo a separare, mentre le frazioni di alluminio e acciaio sono inviate ad altri consorzi».

L’organico separato dall’indifferenziato, ricavati biogas e elettricità. E anche il multimateriale selezionato per il recupero

Il progetto prevede anche di mitigare l’impatto della lavorazione dei rifiuti attraverso una serie di presidi ambientali. «Ora le lavorazioni vengono fatte all’esterno, con un forte impatto olfattivo – rimarca il direttore tecnico di EnVal –. Noi, invece, faremo tutti i trattamenti indoor con successiva aspirazione dell’aria esausta e l’uso di un biofiltro. L’altro presidio riguarda il trattamento dei percolati, che in passato dalla Valle d’Aosta venivano portati in Piemonte: EnVal, invece, sta costruendo un impianto di trattamento ad hoc».

Il modello potrebbe essere esportato in altre zone dove non esistono termovalorizzatori

L’ambizione della Valle d’Aosta è quella di raggiungere l’autonomia riuscendo a trattare i rifiuti all’interno della regione. «Il centro di Brissogne è una risposta tutta locale dopo il referendum che ha decretato l’impossibilità di fare trattamenti a caldo: è un modello che potrebbe essere esportato anche altrove, in zone dove non esistono termovalorizzatori – auspica Millevolte –. Almeno per i prossimi 15 anni la Valle d’Aosta potrà dire di aver dato una risposta al problema del trattamento dei rifiuti scongiurando il rischio di emergenze».

Tagliate le emissioni di anidride carbonica del traffico su strada per spostare i rifiuti e abbattuti i costi per lo smaltimento

Raggiungere l’autonomia significa anche ridurre il traffico su strada per spostare i rifiuti da una regione all’altra, mitigando le emissioni di anidride carbonica, ma vuol dire anche abbattere i costi per lo smaltimento. «C’è anche una componente di responsabilità etica collettiva – fa presente Millevolte – perché i nostri rifiuti spesso finiscono in Paesi meno attenti alle tematiche ambientali. Ma anche Paesi come India e Cina, che prima accettavano enormi volumi di plastica, ora non li vogliono più e hanno posto limiti sia sui volumi che sulla qualità, anche perché la plastica proveniente dalla raccolta differenziata ha una frazione estranea fino al 20% che va a sua volta smaltita».

Il trattamento: drastica riduzione dei volumi

Discarica sì, ma con nuove modalità di esercizio. Il nuovo impianto di trattamento meccanico-biologico di Brissogne messo a punto da EnVal permette, infatti, di ridurre drasticamente i volumi che saranno smaltiti e di migliorare la qualità della parte indifferenziata grazie al sistema di stabilizzazione in biotunnel. In questo modo i tempi di riempimento della volumetria della discarica esistente potranno essere più lunghi rispetto agli attuali.

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