Istruzione di qualità, il Covid frena i
percorsi ma Bergamo resiste

Articolo. Assicurare un’istruzione equa e inclusiva e promuovere la formazione continua per tutti. L’obiettivo 4 dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile è tra quelli che più hanno sofferto per la pandemia, che ha sconvolto i percorsi di miglioramento che si registravano in tutto il mondo. Il 90% degli studenti è rimasto senza scuola. Non c’è stata la possibilità di accedere alle lezioni da remoto per 500 milioni di ragazzi. Solo il 65% delle scuole primarie garantisce condizioni igieniche basilari, come la possibilità di lavarsi le mani. L’Onu prevede che, nel 2030, saranno 200 milioni i bambini che resteranno fuori dalla scuola.

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La sede a Filago di Covestro collabora con l’Itis Guglielmo Marconi di Dalmine, in linea con ’obiettivo 4 del piano dell’Onu per lo sviluppo sostenibile

Assicurare un’istruzione equa e inclusiva e promuovere la formazione continua per tutti. L’obiettivo 4 dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile è tra quelli che più hanno sofferto per la pandemia, che ha sconvolto i percorsi di miglioramento che si registravano in tutto il mondo. Il 90% degli studenti è rimasto senza scuola. Non c’è stata la possibilità di accedere alle lezioni da remoto per 500 milioni di ragazzi. Solo il 65% delle scuole primarie garantisce condizioni igieniche basilari, come la possibilità di lavarsi le mani. L’Onu prevede che, nel 2030, saranno 200 milioni i bambini che resteranno fuori dalla scuola.

I dati riferiti al 2019 mostrano un’Unione Europea ancora lontana dal traguardo del 15% di adulti (25-64 anni) in percorsi di formazione continua: solo il 10,8%. La percentuale di Neet, i giovani che non studiano, non lavorano, non seguono percorsi formativi, è consistente: 12,5%.

In Europa target raggiunti

In Europa, però, alcuni obiettivi stabiliti per il 2020 sono stati raggiunti: ridurre al 10% la quota di giovani dai 18 ai 24 anni che abbandonano (ora al 10,2%); conseguire il 95% dei bambini dai 4 ai 6 anni che frequentano la scuola dell’infanzia (al 94,8 nel 2018); arrivare al 40% dei giovani tra i 30 e i 34 anni con un titolo di laurea.

Le conseguenze della pandemia sono ancora da quantificare. È certo che l’Europa dovrà impegnarsi di più, mentre l’Italia dovrà compiere miracoli: il 13,5% dei ragazzi tra 18 e i 24 anni abbandonano precocemente gli studi, la percentuale di Neet è record (22,2%), l’indice di laureati è basso (solo il 27,8% dei giovani 30-34 anni), così come il tasso di occupazione dei 20-34enni diplomati o laureati (il 58,7% in Italia contro l’80,9% dell’Europa) pone il nostro Paese agli ultimi posti.

In Italia ancora alto l’abbandono scolastico, bassi l’indice dei laureati e il tasso di occupazione, anche dei diplomati

La percentuale di soddisfacimento dell’obiettivo 4 nella provincia di Bergamo – secondo i più recenti rapporti ASviS – risulta del 47,4% (in città sale al 50,5%), superiore, anche se di poco, alla media italiana (45,2%). Bologna svetta con il raggiungimento del 73,3% dell’obiettivo di un’istruzione di qualità.

La partecipazione alla scuola dell’infanzia (l’89,5% dei bambini 4-6 anni nel 2018) è massiccia. Anche se nella Bergamasca il numero dei giovani Neet (17,1%) si avvicina di più alla media europea del 12,5% rispetto a quella italiana del 22,2%, è bassa la percentuale di diplomati tra i 25-64enni (il 53,4% contro il 62,2% del dato nazionale) e ancora più esigua quella dei laureati tra i 25 e 39 anni (23,2% nel 2018). Il tasso di abbandono scolastico è al 10,8% nel 2017. Stenta a decollare la formazione continua degli adulti (6,7% nel 2018), in Italia intorno all’8,1%.

Nella Bergamasca obiettivo conseguito per il 47,4%, in città al 50,5%. La media nazionale ferma al 45,2%

Il dibattito sulla chimica

La responsabilità sociale di un’azienda può giocare un ruolo determinante per migliorare i livelli di istruzione sul territorio. La collaborazione instaurata dalla sede a Filago di Covestro, la multinazionale tedesca leader nella produzione di polimeri, con l’Itis Guglielmo Marconi di Dalmine va in questa direzione. Già impegnata localmente con diversi progetti, a partire dalle borse di studio per studenti meritevoli che si distinguano nelle materie scientifiche, Covestro è diventata “ambassador” dell’Istituto, che ha avviato un nuovo corso di chimica da alcuni anni. La collaborazione ha consentito alla scuola di contare sulla consulenza dell’azienda per l’allestimento del laboratorio di chimica, ma soprattutto ha portato i professionisti di Covestro nelle aule a parlare concretamente della materia e delle sue ricadute nella produzione, l’ambiente e la sicurezza.

La responsabilità sociale di un’impresa determinante per migliorare i livelli di istruzione sul territorio

Gli incontri, le visite agli impianti e le esperienze di alternanza scuola-lavoro hanno subito una battuta d’arresto per il Covid. Nel giugno scorso, però, è stata proposta la seconda edizione del dibattito tra gli studenti che tanto interesse aveva suscitato nel 2019. Con il metodo del dibattito, innovativo strumento educativo, si offre ai ragazzi l’opportunità di acquisire nuove competenze ed esprimere le proprie posizioni, in tempi stabiliti e davanti a una giuria, su un tema proposto. Ispirato ai dibattiti internazionali organizzati dall’associazione PlasticsEurope, il primo dibattito organizzato da Covestro con gli studenti del Marconi si era tenuto nella sede di Filago, davanti a una giuria composta dal Ceo di Covestro, Mario Ceribelli, e importanti rappresentanti di PlasticsEurope, Federchimica e Legambiente.

Il dibattito 2020, sul tema “La chimica: amica o nemica?”, anche se forzatamente su scala ridotta e a distanza, ha suscitato lo stesso entusiasmo, una buona premessa per un percorso orientato alla formazione globale.

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