Le energie rinnovabili il motore dell’economia circolare

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Covestro ha firmato, con il fornitore di elettricità Ørsted, il maggiore contratto aziendale mondiale per l’energia eolica

Un’economia pienamente circolare richiede un approccio globale all’uso efficiente delle risorse e non si occupa solo del riciclo delle materie prime, ma anche delle fonti di energia. Oggi le rinnovabili, come la solare e l’eolica, stanno diventando alternative sempre più urgenti ai combustibili fossili, che alterano il clima e inquinano, aprendo la strada a un futuro sostenibile.

Puntare sulle energie rinnovabili

La produzione nell’industria chimica è tradizionalmente ad alta intensità energetica. Covestro, con un fatturato di 12,4 miliardi di euro nel 2019, è tra le maggiori aziende multinazionali di polimeri e si sforza di migliorare continuamente, con i propri processi produttivi, l’approvvigionamento energetico, riducendo al minimo le emissioni provenienti da impianti e processi. Il passaggio alle energie rinnovabili è ineludibile per creare un’economia circolare e raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

La strategia della società, che ha la propria sede italiana a Filago, va dall’investimento in energie alternative al miglioramento delle infrastrutture per il funzionamento dei sistemi di produzione, per conseguire il minor impatto ambientale possibile. L’obiettivo aziendale a breve termine è dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2025 rispetto ai livelli del 2005.

Covestro punta a passare alle energie rinnovabili in tutti gli impianti di produzione. Un passo importante è stato compiuto in Germania, con la firma, con il fornitore di energia elettrica Ørsted nel 2019, del maggiore contratto aziendale mondiale per l’eolica. L’azienda danese, a partire dal 2025, coprirà per dieci anni, con l’eolica proveniente dal Mare del Nord, una parte considerevole del fabbisogno di Covestro di energia elettrica in Germania. Il contratto di acquisto prevede una capacità di cento megawatt, sufficiente a coprire la domanda di elettricità di 300milla persone.

L’eolico può creare 67mila posti di lavoro in Italia

In Italia, se si installassero i 19.300 MW di impianti eolici previsti dal Pniec, il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, si contribuirebbe a incrementare l’occupazione con 67.200 posti di lavoro, distribuiti in buona percentuale nel Meridione. La stima è stata compiuta dall’Anev, l’associazione delle aziende italiane dell’energia eolica, nel rapporto “Wind Europe” sulle prospettive del settore nell’Unione europea. In Italia l’eolica crea ogni anno un flusso finanziario di circa 3,5 miliardi di euro, tra investimenti diretti e indiretti, e conta oggi oltre 27.000 addetti. Ha prodotto, nel 2019, 20,06 TWh, che equivalgono al fabbisogno di circa 20 milioni di persone e a un risparmio di circa 12 Mt di emissioni evitate di anidride carbonica e di 25 milioni di barili di petrolio.

L’industria eolica europea ha un fatturato annuo di 60 miliardi di euro circa. Il 65% di questi benefici economici resta in Europa. Ogni nuova turbina installata in Europa genera in media 10 milioni di euro di attività economica. Questo valore è distribuito nelle 248 aziende europee che producono turbine e componenti e in quelle coinvolte nella pianificazione, costruzione, logistica e ricerca e sviluppo. La crescita dell’energia eolica aiuterà l’Europa a rafforzare la leadership mondiale nel settore. Oggi cinque dei dieci principali produttori di turbine al mondo sono europei e detengono una quota di mercato globale del 42%.

Energia, rendere la produzione più efficiente

Covestro, per migliorare l’efficienza dei processi di produzione, adotta gli ultimi sviluppi della tecnologia, della produzione e dell’intelligenza artificiale. L’azienda si affida a un sistema di gestione dell’energia autosviluppato, con il nome brevettato di STRUCTese, che può essere usato per rendere più efficiente il consumo energetico degli impianti di produzione.

Un altro esempio di progresso tecnologico è un innovativo processo di elettrolisi, denominato ODC, che riduce del 25 per cento la quantità di elettricità necessaria per produrre prodotti chimici di base. Questo processo sarà impiegato per la prima volta su scala industriale nel sito di Covestro a Tarragona, in Spagna, e rappresenta un passo avanti verso un uso più consapevole dell’energia.

Trasformare il sistema energetico

La domanda, proveniente sempre più spesso dalla società civile, di una produzione industriale più sostenibile sta conseguendo risultati a livello politico. L’Unione Europea, con il Green Deal, mira, entro il 2050, alla neutralità climatica, in altre parole a non avere più sul proprio territorio emissioni che alterano il clima. Uno dei primi passi per raggiungere questo obiettivo è la decarbonizzazione dell’energia attraverso l’espansione di quella eolica e di quella solare.

La transizione verso l’energia alternativa deve essere accompagnata da piani definiti per le infrastrutture elettriche, dalla produzione alle reti, dalle fonti ai depositi. Cambiamenti fondamentali sono necessari, inoltre, nelle infrastrutture industriali, commerciali e residenziali, così che i consumatori possano accedere a una quantità sempre maggiore di energia rinnovabile.

Il successo della transizione richiede un’azione politica determinata, il progresso tecnologico e una maggiore accettazione da parte della società delle misure indispensabili per tagliare le emissioni di gas serra che alterano il clima. Covestro è impegnata a lavorare con i governi di tutto il mondo per sviluppare le strategie che accelerino la transizione.

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