Plastica, solo riuso
e da energia verde

Articolo. Materie prime di origine vegetale, ritorno nel ciclo produttivo, stop all’usa e getta. La strategia di Covestro per la rivoluzione sostenibile.

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Covestro impiega una varietà di processi industriali per il riciclo della plastica

Markus Steilemann, il ceo di Covestro, ha presentato il programma con cui intende allineare la propria produzione ai principi dell’economia circolare. Ha sottolineato, nel corso di una webcast destinata a giornalisti e operatori del settore, come proprio la crisi causata dalla pandemia stia agendo da catalizzatore per operare scelte fondamentali per il futuro del pianeta.

Il ceo Markus Steilemann: «La crisi causata dalla pandemia velocizza le scelte per il futuro del pianeta»

«L’economia circolare – afferma Markus Steilemann – è la ricetta per rendere il mondo più sostenibile, perché preserva i fondamenti naturali della vita».

La sostanza serve ai veicoli sostenibili, gli impianti di energia rinnovabile, gli edifici a zero emissioni

Covestro, davanti alle sfide globali poste dal cambiamento climatico, dall’inquinamento e dalla crescita insostenibile dei consumi, si impegna a trasformare la plastica da nemico pubblico n. 1 a prodotto sostenibile per eccellenza, confezionato con energia verde da materie prime riutilizzabili e riciclabili. Oggi rinunciare oggi alla plastica è impossibile, osserva Markus Steilemann, perché è la sostanza che consente di costruire i veicoli della mobilità sostenibile, gli impianti di energia rinnovabile, gli edifici a zero emissioni.

Covestro risponde a chi chiede di bandire la plastica con un programma strategico, candidandosi a diventare forza trainante del cambiamento nell’industria della plastica e non solo.

Markus Steilemann

ceo di Covestro

I punti con cui Covestro intende sviluppare la propria azione sono quattro e abbracciano l’economia circolare come principio guida, abbandonando la produzione “usa e getta” per ridurre i rifiuti e il loro impatto sull’ambiente e il territorio.

1. Energia pulita. Dal 2025 gli stabilimenti tedeschi saranno alimentati da elettricità prodotta dall’impianto eolico della danese Orsted. Covestro si impegna, mentre continuerà la ricerca per ridurre l’impiego di energia nella produzione, ad abbandonare gradualmente quella tradizionale.

2. Materie prime. Oggi, l’8% del carburante fossile è utilizzato per produrre plastica. Sarà possibile, spiega Markus Steilemann, utilizzare materie prime di origine vegetale, la biomassa, per produrre plastica, con una riduzione del 70% dell’impronta ecologica rispetto a quella di derivazione minerale. Risorsa importante è anche l’anidride carbonica, utilizzata per produrre il poliuretano per materassi, materiale isolante e fibre tessili. Quello commercializzato con il nome di cardyon è costituito fino al 20% di anidride carbonica.

3. Riciclo innovativo. «Troppo preziosa per essere gettata via»: Covestro intende riportare nel ciclo produttivo la plastica usata. Potenziare e ottimizzare il sistema del riciclo è essenziale, favorendo sinergie e alleanze: in Cina, l’accordo con un’azienda consente di recuperare bottigliette per l’acqua per confezionare laptop e stampanti. Riciclo meccanico e riciclo chimico: la plastica, ridotta allo stato molecolare, diventa nuova materia prima.

4. Soluzioni condivise. «Non possiamo fare tutto da soli», ammette Markus Steilemann, che indica nelle alleanze strategiche il quarto punto del programma di Covestro. Membro fondatore dell’“Alliance to End Plastic Waste” la multinazionale punta sulla trasparenza anche attraverso standard comuni di tracciabilità.

Un consorzio europeo per il poliuretano. Covestro in prima fila

La multinazionale lo produce anche per l’isolamento termico

e acustico, sostenuto dall’ecobonus del decreto Rilancio.

Bruxelles finanzia la progettazione di soluzioni sostenibili

con 6 milioni di euro del programma di ricerca e innovazione.

L’obiettivo 12 dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, “Promuovere consumo e produzione sostenibili”, ne costituisce il cuore. Segna il passaggio, con un cambiamento di prospettiva epocale, dall’economia “classica” e lineare, spinta alla crescita infinita, a un modello circolare, più vicino ai ritmi della natura. Riciclo, riutilizzo, contenimento dei rifiuti e del consumo di materia prima, lotta allo spreco, responsabilità sociale dell’impresa e turismo responsabile rappresentano gli strumenti per preservare il pianeta per le generazioni future.

Un’opportunità per l’edilizia

Esistono le condizioni perché l’edilizia sia al centro della ripartenza dopo la crisi provocata dalla pandemia. Un ruolo importante può avere l’incentivo del 110% del decreto Rilancio, destinato a efficientamento energetico degli edifici, cappotto termico, fotovoltaico, pompe di calore e messa in sicurezza sismica. Può essere utilizzato per le abitazioni principali e le seconde case in un condominio. La detrazione fiscale sarà recuperabile in soli 5 anni anziché, come l’attuale al 65%, in 10.

Gli oltre 160 milioni di edifici presenti in Europa sono responsabili del 40% del consumo di energia e del 36% delle emissioni di anidride carbonica del continente. Il tasso di rinnovamento del comparto edilizio, attualmente inferiore all’1,2%, deve essere raddoppiato per raggiungere gli obiettivi europei di efficienza energetica e di mitigazione della crisi climatica. Pannelli solari, caldaie di ultima generazione, cappotti isolanti permetteranno di far ripartire il settore edilizio anche in Italia, rispettando l’ambiente.

Giù dispersione e consumi

La prospettiva è seguita con particolare interesse da Covestro, la multinazionale tedesca con la sede italiana a Filago. L’azienda dispone, tra i vari prodotti della propria gamma, del poliuretano adatto all’isolamento termico e acustico, in grado di ridurre di oltre il 40% la dispersione di calore, contribuendo ad abbattere i consumi di combustibile e di energia.

Le caratteristiche di leggerezza, durabilità, resistenza e flessibilità hanno contribuito a rendere quello del poliuretano un mercato in crescita a partire dal valore di 50 miliardi di euro. Solo il 25% della produzione, però, è avviata attualmente al riciclo. Davanti a una crescita della domanda, per Covestro la sfida è trovare soluzioni per una produzione sostenibile, nella logica del modello circolare al centro del Green Deal annunciato dalla Commissione europea. L’Unione intende raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 e, in particolare, il 12, consumo e produzione sostenibili.

La multinazionale tedesca, dal 1° gennaio 2019 con il progetto PUReSmart, opera, in consorzio con altre otto realtà industriali e della ricerca di sei Paesi europei, per conseguire soluzioni sostenibili già nella fase di progettazione.

Il progetto PUReSmart (PolyUrethane Recycling towards a Smart Circular Economy), finanziato dall’Unione europea con 6 milioni di euro attraverso il programma di ricerca e innovazione Horizon 2020, svilupperà soluzioni “smart” per produrre poliuterano completamente riciclabile e passare, in questo modo, da una produzione “lineare” – produco, uso, getto – a una circolare: produco, uso, riciclo, riuso.

Mario Ceribelli: «La prospettiva aziendale è un modello di economia circolare»
Mario Ceribelli

ceo di Covestro in Italia

«Intendiamo porre un forte accento su questo modello economico e produttivo», spiega l’ingegner Mario Ceribelli, ceo di Covestro in Italia. «L’azienda, in particolare, mira ad avere un’impronta il più possibile ecologica. La ricerca sul poliuretano, nell’ottica dell’economia circolare, non si limita solo alle performance di isolamento, ma deve trovare soluzioni intelligenti in funzione della fine vita e del riciclo del prodotto. È una prospettiva aziendale ambiziosa – conclude Mario Ceribelli – orientata alla transizione dall’attuale ciclo di vita lineare dei prodotti in poliuretano a un modello di economia circolare».

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