Ritorno al futuro elettrico, le auto nacquero a batterie

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Detroit Electric al Museo di Los Angeles: il modello fu prodotto dal 1907 al 1939

Il primo concessionario di automobili, apparso nel 1896 negli Stati Uniti, vendeva solo veicoli elettrici. La benzina, un sottoprodotto della raffinazione del petrolio usato come combustibile per le lampade, non la si poteva adoperare per questo impiego perché troppo volatile e puzzolente. Serviva solo come smacchiatore.

Le aziende petrolifere si videro davanti un nuovo mercato sconfinato quando si capì che la benzina si poteva usare come combustibile per i motori automobilistici. L’energia elettrica spesso non arrivava ancora nelle campagne e nelle piccole città americane. Il prezzo della benzina, poi, era talmente basso che il costo per alimentare un veicolo elettrico era nettamente superiore: una situazione contraria all’attuale. L’industria investì in modo massiccio nella costruzione di una rete di distributori di benzina negli Stati Uniti.

L’ascesa della benzina avvenne negli Stati Uniti perché l’elettricità non arrivava ancora nelle campagne e nelle piccole città

Henry Ford, allo stesso tempo, iniziava a pensare alla possibilità di una diffusione di massa delle automobili e la mise in pratica sviluppando il modello T, messo sul mercato nel 1908. Il predominio dei veicoli a benzina sulle strade, che perdura ancora oggi, pose le basi. La motorizzazione di massa arriva in Europa nel secondo Dopoguerra. Il «miracolo economico» in Italia negli anni Sessanta è simboleggiato dalla diffusione di auto a basso costo come le Fiat 500 e 600.

L’egemonia della benzina

L’egemonia della benzina supera la crisi petrolifera del 1973. Il piombo, un gravissimo pericolo per la salute, è eliminato dalla benzina nel 1996 negli Stati Uniti e poi in Italia. Il vasto e invasivo inquinamento provocato dalle emissioni delle auto diventa sempre più insostenibile per i troppi veleni rilasciati nell’atmosfera. La scienza, nel contempo, conferma che le emissioni di CO2 alterano irreparabilmente il clima. La lunga marcia dell’auto elettrica finalmente riprende vigore. Un ritorno al futuro.

Il primo veicolo a trazione elettrica

Il primo veicolo a trazione elettrica fu presentato all’Esposizione Universale di Parigi nel 1867. I taxi elettrici furono introdotti a Londra e New York nel 1897. L’abbondanza di benzina a basso costo è il colpo fatale per i mezzi elettrici negli anni Venti del ’900. Il rover della Nasa elettrico sul suolo lunare nella spedizione Apollo 15 del 1971 li porta di nuovo alla ribalta. La General Motors sviluppa un prototipo di city car elettrica. Nel 1997 la Toyota presenta Prius, la prima ibrida di massa. Nel 2003 nasce la Tesla Motors. Nel 2010 la Nissan vara la Leaf, totalmente elettrica. Oggi tutte le case automobilistiche puntano su veicoli a emissioni zero, seguendo gli indirizzi a tutela del clima e della salute dell’Onu e dell’Europa.

Il libro di Ugo Bardi Viaggiare elettrico. Uno sguardo sulla mobilità del futuro (2017) è una lettura fondamentale per capire la nuova era dopo il declino del petrolio: vi si può trovare anche una piccola storia dei trasporti e dei veicoli elettrici.

Inchiesta su eco.bergamo

Nel numero di eco.bergamo, il supplemento di ambiente, ecologia, green economy in edicola gratis con L’Eco di Bergamo domenica prossima, 16 maggio, si può leggere un’inchiesta di otto pagine sul mondo delle auto elettriche.

Jamais Contente

Il veicolo elettrico a forma di razzo infrange la barriera dei 100 km orari il 29 aprile 1899: il belga Camille Jenatzy raggiunge la velocità eccezionale di 105,88 km/h quando quella massima era di 32 km/h.

Nissan Leaf

L’auto elettrica giapponese, introdotta nel 2010 e giunta nel 2017 alla seconda generazione, è stata a lungo il veicolo a batteria più venduto, nel 2020 settimo della categoria per immatricolazioni.

Tesla Roadster

L’auto elettrica, realizzata dalla casa automobilistica californiana Tesla Motors, è venduta dal 2008 al 2012 in circa 2.500 esemplari. Il 6 febbraio 2018 un esemplare è stato lanciato verso Marte.

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